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INPS: l’Ente dal volto disumano fa rubare i risparmi dei dipendenti destinati ai disabili per coprire i buchi della Finanziaria.

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L’INPS con i soldi dei dipendenti pubblici che mettono da parte, mese per mese, anno per anno come le formiche, ha a disposizione un gruzzoletto per fare iniziative sociali per chi versa quei soldi.Nel  2013 pubblicava  un Bando Home Care Premium  “signori anziani inabili se volete restare a casa invece che finire in ospizio fate fare la domanda ad un vostro parente che ha partecipato al gruzzolo con i propri soldi  così lo stipendio  per la  badante ve lo paghiamo noi per un anno”.Ventimila famiglie in tutta Italia vincevano  il bando  ma le ventimila famiglie non immaginavano che stavano per  imbattersi con  il più complicato bando nella storia della pubblica amministrazione.A novembre 2014 il bando stava per concludersi e gli anziani dormivano  con la valigia  sotto al letto e la badante sulla porta, pronta per essere licenziata, perché non si capiva  se ci sarebbe stata una proroga, un rinnovo della quota “vinta”, nulla, l’INPS non dava notizie, comunicava solo che era impegnata a fare e rifare i conti con il .bilancio.Grazie  ad  alcuni parlamentari, evidentemente sollecitati dalle famiglie, veniva promossa apposita “interrogazione” e a poche ore dalla scadenza alle ventimila famiglie veniva comunicato che potevano disfare le valigie perché ci sarebbe stata una proroga fino a febbraio 2015 in attesa della pubblicazione del nuovo bando che avrebbe rinnovato “il premio”.Le ventimila famiglie tiravano così un sospiro di sollievo e nasceva anche un gruppo Facebook di utenti dal nome “Home Care Premium l’INPS non stacca la spina”.Era vero non la stava staccando la spinama le scosse sarebbero state tante .Sapendo che per il bando il criterio per vincere la “quota badante” sarebbe stato l’ordine di arrivo delle domande ognuno tentava di attrezzarsi per tempo incominciando a recuperare quello che serviva e cioè il famigerato nuovo ISEE, il nuovo ISEE quello con tante novità infernali.Mancavano però questa volta  per  aiutare gli utenti a compilare il complicatissimo ISEE i CAF che erano impegnati in un tira e molla con l’INPS  “noi facciamo il pre-ISEE se ci aumenti il contributo, no, l’aumento  iornò iornò” diceva l’INPS.Nel frattempo l’INPS sul suo portale invitava gli utenti a compilare il pre-ISEE “fai da te” ma la piattaforma informatica era difficile, non tutti riuscivano a compilarla.Il 2 febbraio 2015  veniva pubblicato il nuovo bando ma la confusione regnava sovrana.I nuovi ISEE non venivano rilasciati dall’INPS in tempi brevi e  il tempo scorreva. e ancora pochi utenti avevano le carte a posto per il bando.Finalmente arrivano i CAF che, avendo risolto il braccio di ferro con l’INPS,  si mettevano subito all’opera ma le richieste ISEE erano così tante che c’erano liste di attesa anche di venti giorni, troppi per il bando!Iniziava  la corsa frenetica, si chiedeva aiuto all’altro e chi  sapeva destreggiarsi forniva  indicazioni aiutando l’altro in difficoltà, ci si aiutava fra utenti per quel che si poteva.Bando alla mano si cercava di non commettere errori anche se l’INPS correggeva il criterio di accesso al bando con un comunicato “possono fare domande solo gli invalidi?si, no, forse…facciamo che possono fare domanda tutti”.Altro giro, altra corsa, altra confusione su confusione.Chi nel frattempo era  riuscito a fare domanda conservava in una teca protetta il foglietto con il numero di protocollo.Voleva  dire che si era in possesso così  della vincita della “quota badante”?No assolutamente, quello era solo il numero della “lotteria”.Bisognava aspettare che le direzioni regionali INPS dessero ai comuni o alle asl, perché le istruissero, l’elenco delle 120 pratiche (o 80 o 70 dipendeva dai comuni quanti  “premi” potevano distribuire ) con i protocolli arrivati per primi.Si accendevano i ceri “speriamo di essere fra  primi 120”.pensavano gli anziani disabili.Nel frattempo l’INPS prorogava di un mese la scadenza del bando e prorogava l’assegno premio a quelli che erano dentro del 2014 ( si era reso conto che regnava il caos).Ai comuni incominciavano ad arrivare gli elenchi dei primi 120  protocolli.“Bene” pensava  l’anziano disabile  “è fatta!”No, non era  fatta perché doveva  venire l’assistente sociale a compilare una scheda e a dare i punti, più punti prendevi più soldi ti spettavano per la badante, sempre  se avevi un ISEE magro magro, se era cicciottello prendevi molto di meno ( quote, tolto l’assegno di accompagnamento, che andavano dalle 200 alle 600 euro mensili).Ma non tutti i comuni mandavano subito l’assistente sociale, “ e va bè” pensava il disabile “ se mi danno il punteggio per la fine del mese posso farcela a dire alla badante che dal mese di aprile il suo stipendio è sicuro”.No, sbagliato, “se il punteggio non te lo danno entro il venti di  marzo il mese di aprile te lo sogni, salterà, lo perdi e io INPS  incomincerò a pagarti la quota badante da maggio”, così diceva il bando..”Caspita” pensava il disabile “allora il comune sarà costretto a fare  in fretta in fretta tutto”.No, sbagliato, “il comune  se vuole ha un mese di tempo”, diceva il bando, “ quindi se gli gira male ti fa perdere il mese di aprile per la badante” e infatti il comune di Roma e altri comuni prendevano a ciondolarsi e i disabili con il numero di protocollo nella teca a fare la muffa, pur non  avendo colpa, perdevano il mese di aprile per pagare la badante ( e ai comuni per fare tutto ciò gli spetta un tot a pratica-utente, tutti soldi di quel gruzzolo!).Nel frattempo il premio del mese di marzo non veniva accreditato, non c’erano notizie  dei soldi che servivano a pagare gli stipendi alle badanti.Dopo che gli utenti e le badanti avevano buttato giù le porte dell’INPS finalmente si erano affacciati dicendo ”c’abbiamo impicci…non sappiamo quando vi accreditiamo il premio di marzo”.E ancora ad oggi, 8 aprile, tutto tace.Nel frattempo il governo è venuto a prendersi di forza dal gruzzolo di quei  risparmi 50 milioni di euro per pagare un po’ di scoperti della finanziaria e l’INPS che aveva giurato che quel gruzzolo era  al sicuro lo ha invece consegnato in silenzio senza manco avvisare chi i soldi ce li stava mettendo da anni.L’INPS si è capito non è in grado di trattare i disabili, non è in grado di pagare con  regolarità le spettanze per gli stipendi delle badanti, non è in grado di custodire i risparmi dei dipendenti perché li fa rubare.Vero è che è  sempre  in fila per ritirare i premi per i “ rapporti con l’utenza” che ogni anno il Forum della Pubblica Amministrazione gli riserva ma purtroppo l’INPS è invece  l’Ente più odiato, dopo l’ Agenzia delle Entrate, per la spietatezza con cui tratta i propri utenti.E’ vero non ha staccato la spina  ma l’INPS deve aver creduto che fossero sedie elettriche quelle dove stavano seduti gli utenti di Home Care Premium  e ha azionato la corrente a fasi alterne per inspiegabili motivi peccato che quelle non erano manco sedie elettriche ma solo meste sedie a  … rotelle.

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Scritto da su apr 10 2015. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, INGIUSTIZIE QUOTIDIANE, LAVORO, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

2 Commenti per “INPS: l’Ente dal volto disumano fa rubare i risparmi dei dipendenti destinati ai disabili per coprire i buchi della Finanziaria.”

  1. I problemi che sono sorti con l’avviso home care premium 2014 sono esposti molto bene nell’articolo avrei da segnalare un ulteriore problema riscontrato dagli utenti che è quello in cui si obbliga il beneficiario a stipulare un contratto di lavoro per l’assunzione dell’assistente familiare ad un minimo di ore legate al punteggio assegnato, assurdo pensare di concedere un contributo inferiore alla spesa da sostenere, l’inps DEVE concedere il contributo che ritiene possa concedere e anche chiederne la rendicontazione delle spese , se lo ritiene opportuno, ma l’utente ha il diritto di decidere di stipulare un contratto compatibilmente con le proprie risorse economiche.
    Veramente singolare la decisione dell’Inps di decurtare alla fonte dal contributo erogato l’assegno di accompagnamento, per poi richiedere di usarlo di nuovo per sostenere le spese che comportano un contratto maggiorato di ore.

  2. purtroppo l ‘inps umilia ancora di piu il disabile,la sua famiglia e il lavoratore…quei soldi alle nostre badanti(ok si chiama assistente ma a voglia a renderle il nome piu elegante se poi non la posso pagare)servono non per vivere ma per sopravvivere..tra finanziarie spese e ricariche!!!io vorrei solo precisare una cosa,magari due!se l inps manda avanti il bando cmq ha da parte gua quei soldi!!! che oggi dieci aprile ci dicano ci sono probkemi interni,le determine dei pagamenti necessitano di tempi lunghi io la trovo una scusa senza proporzioni…sapete perche’?perche’ ogni 5(5marzo) vengono estratti i dati per vedere se gli utenti sono in regola…ora tu Inps ente di economisti e cervelloni mi dici che a distanza di 35 giorni non sei stata in grado di effettuare le verifiche necessarie e firmare la determina???ok avremo malati a cui badare ma alcuni di noi hanno un cervello funzionante!!! qualcuno ha sbagliato???deve pagare… l’ente non funziona?commissariatelo..noi utenti che colpe abbiamo!!!

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