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I belli addormentati nel bosco di Leonardo Cino

leonardo cino

C’era una volta un bravo signore che ogni giorno, tornando dal lavoro, anche se molto stanco, era felice di tornare a casa per riabbracciare i suoi cari e godere del frutto del suo lavoro …È così che potrebbe iniziare a scrivere una favola uno scrittore dei nostri giorni, sì, perché oggi solo nelle favole è possibile immaginare un quadretto familiare così bello ed edificante! Un bravo e onesto lavoratore che dignitosamente e con amore si prende cura della sua famiglia, felice, perché sicuro di non far mancare il necessario ai suoi cari, non esiste più nella vita reale…Oggi esistono migliaia di famiglie costrette ad arrovellarsi il cervello per risolvere la loro drammatica situazione esistenziale.Migliaia di padri di famiglia che, loro malgrado e controvoglia, sono costretti a gridare il disappunto e lo sdegnoper un Governo che, sempre in tema di favole, potrebbe essere chiamato “Alì Babà e i quarantasei ladroni”. Abbiamo assistito ad una serie di eventi che in un paese civile non solo sarebbero impensabili, ma quanto meno indurrebbero vergogna e imbarazzo in chi li ha (scientemente?)provocati.Altro che vergogna e imbarazzo! Anche questi ormai sono sentimenti da favola! L’atteggiamento più comune e sconcertante è l’indifferenza. Tutto questo sfacelo avviene sotto lo sguardo indifferente di chi dovrebbe tutelare questa categoria.E, mi dispiace dirlo, è proprio il sindacato che vive in una dimensione fuori dalla realtà. Un sindacato che continuamente soggiace al potere illegale di una pseudo-democrazia in cuialtri vengono  delegatia fare il lavoro sporco. Un sindacato che spesso è complice di questo sistema perverso .La Formazione in Sicilia vive questa tragedia sotto l’indifferenza di questa classe politica, con una regia patetica che l’ha portato in un baratro senza ritorno.Responsabile è anche la totale inefficienza di coloro che sono stati preposti per proporre una qualche soluzione che potesse quantomeno lenire le ferite mortali inferte ai lavoratori, ormai stremati da tutte le azioni demolitorie fatte dai vari pseudo tecnici che si sono succeduti ad altri,sostituiti non per incapacità a risolvere i problemi, ma per diluire le responsabilità di questi fallimenti.La legalità ormai è stata messa in soffitta, il fallimento delle partecipate ne è un esempio.Con il CIAPI abbiamo assistito a bandi prima pubblicati, poi ritirati,corretti e aggiustati per poi non essere rispettati.A graduatorie mai pubblicate o, se pubblicate, mai rese definitive. A modelli organizzativi da terzo mondo e chiedo scusa al terzo mondo,dove sicuramente sono più organizzati. A lavoratori infilati in stanze gelide e il tutto con il ricatto di un pezzo di pane.E gli organi preposti a vigilare sul buon funzionamento se ne stanno a guardare indifferenti, lasciando morire nei lavoratori la speranza di una continuità lavorativa che, così come stanno le cose, non ci sarà più. Di questa fine siamo tutti complici, non si possono dare colpe solo a chi ci doveva tutelare o rappresentare,anche noi abbiamo contribuito con la nostra rassegnazione,  superficialità e inadeguatezza.Nel frattempoi giochi di potere, l’avidità e il volere necessariamente gestire il mercato del lavoro hanno avuto il sopravvento e hanno portato all’implosione  eal fallimento di tutto il sistema.L’unico ad avvantaggiarsi è stato il Governo centrale, che ha succhiato il poco sangue che ancora era rimasto a questa disgraziata terra incapace di scrollarsi da quell’assistenzialismo da cui ormai è totalmente dipendente.La Sicilia ha bisogno di legalità e questa deve partire dalla base,dai lavoratori.La legalità e il diritto al lavoro rappresentano undualismo imprescindibile sul quale si fonda la vera democrazia. In un Paese civile e democratico èpiù che legittimo e sacrosanto pretendere la continuità e la stabilità del lavoro, quel lavoro che questi fenomeni da baraccone ci hanno tolto.

Leonardo Cino

 

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Scritto da su mag 29 2015. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, INGIUSTIZIE QUOTIDIANE, LAVORO, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

4 Commenti per “I belli addormentati nel bosco di Leonardo Cino”

  1. Come sempre hai rappresentato alla perfezione la tragica situazione chiamando ogni cosa con il suo nome, ma io non mi rassegno, potrò aver commesso mille errori ma non consentiro’ facilmente a questi lestofanti miserabili di distruggere del tutto la mia famiglia e anche se perderò almeno avrò fatto il possibile e l’impossibile.

  2. Paolo Lo Iacono

    Veramente molto completa ed esaustiva come esposizione della problematica. La vera responsabilità rimane nella mancanza di coerenza della categoria. Invece di commentare su Facebook avrebbero dovuto in modo numeroso e compatto, rompere le corna (democraticamente) a quei politici e funzionari che in modo scientifico hanno macellato migliaia di famiglie.

  3. L’unica cosa che non condivido di questo quadro perfetto della situazione è ll’appellativo”fenomeni da baraccone”. Questi ultimi sono possono essere simpatici o stupefacenti o ispirare pietà e meraviglia. Mentre invece la gente che ci ha rovinato suscita orrore e disgusto. Li paragonerei piuttosto ai nazisti senza peraltro la giustificazione di un’ideologia, per quanto folle.

  4. I lavoratori fin quando hanno potuto hanno lottato. Il sistema e il potere delinquente li ha affamati a tal punto , che non hanno più le forze per andare da una città all’altra. Questo è stato fatto scientificamente . Il governo centrale ha succhiato il sangue alla sicilia e continua a farlo, ma il nostro governo è stato squalo fino a quando a ridotto a brandelli la sua preda.Possiamo ancora farcela?

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