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Al 9° giorno di sciopero della fame i lavoratori ex sportelli lanciano una proposta risolutiva al Governo

sportellisti

In attesa dell’incontro di oggi in Via Trinacria a Palermo all’Assessorato al lavoro con il rappresentante del Governo Gianluca Miccichè, ancora non è ufficiale l’orario, i lavoratori lanciano una proposta per la risoluzione della problematica, che in poche parole darebbe certezza e continuità lavorativa e retributiva a questa fascia di lavoratori che da troppo tempo quasi un anno sono fermi dal lavoro.

Ecco la proposta dei lavoratori in sit-in permanente sotto l’Assessorato regionale al lavoro da 9 giorni.

La nostra proposta di presentare una norma da incardinare nella finanziaria è stata concepita in un momento nel quale si sono create tutte le condizioni per essere risolutiva, non solo per i lavoratori massacrati ma soprattutto per offrire all’utenza servizi di cui hanno diritto e l’immagine di una Sicilia efficiente che si adegua in tempi celeri alla riforma nazionale in tema di mercato del lavoro. La legge nazionale che rafforza le politiche attive del lavoro, ha avocato a sé i servizi per assicurare in tutte le regioni un livello standard di erogazione degli stessi, peraltro, vale la pena evidenziare che, per alcune categorie, tipo i cassintegrati, l’attivazione di alcune misure sono condizione propedeutica per accedere alle varie forme di sostegno al reddito (In Sicilia la procedura non è stata ancora attivata, non per mancanza dei dipendenti dei CPI ma per carenza di disposizioni, con il rischio di recare danni ai potenziali fruitori e il conseguente commissariamento). La legge 150/2015 prevede il potenziamento dei CPI, potenziamento che era stato individuato nella riqualificazione dei dipendenti della pubblica amministrazione. Alla luce del massiccio pensionamento di molti essi si è creata carenza di personale e conseguente disagio nell’erogazione dei servizi all’utente. Si chiede, nella norma, di individuare nel bacino degli ex operatori degli sportelli multifunzionali (già riqualificati peraltro con risorse pubbliche regionali per ottemperare alle leggi nazionali in tema di politiche attive del lavoro), nel rispetto delle leggi e previa ricognizione del fabbisogno, le risorse personali per potenziare gli uffici con fondi, che non graverebbero sul bilancio regionale ma, individuate nel fse dove sono appositamente previste risorse da destinare al potenziamento dei CPI.
Alla luce di quanto esposto, vale la pena ribadire che, la norma appare la soluzione per risolvere alla radice la nostra infinita vertenza senza nessun carico per i fondi regionali. Non accoglierla o peggio ignorarla significherebbe solo un problema politico ed è indubbio che, nel caso in cui verrebbe snobbata, capiremo a chi e come saranno destinate queste risorse del potenziamento che devono essere impegnate entro il 2016. Abbiamo chiesto la presenza del presidente perché la risposta la pretendiamo dal governo. La posta in gioco è alta e venderemo cara la pelle. Vale la pena inoltre evidenziare che, se con una nota la dirigente generale ha affidato alcuni servizi di rafforzamento dei cpi a Italia lavoro, va da sé che il potenziamento è necessario.

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Scritto da su feb 16 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, LAVORO, PRIMO PIANO, PROVVISORIA. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

2 Commenti per “Al 9° giorno di sciopero della fame i lavoratori ex sportelli lanciano una proposta risolutiva al Governo”

  1. Giorgio Giampiccolo

    Concordo su ogni singola parola, onore e merito a questi eroici colleghi che pur stremati fisicamente e psicologicamente continuano a tenere alto il vessillo della DIGNITÀ. Che il Signore vi benedica, ma che soprattutto apra la mente ed il cuore dei vostri interlocutori . . . Adriana la Giovanna D’Arco dei nostri tempi!

  2. Nelle more di un rifiuto categorico dell’assessore e un reiterarsi di condizioni di lavoro palesemente precarie e non legate a finanziamenti certi, sarà chiaro a tutti che la vertenza non si risolve perché i soliti prenditori di turno, Roma con Baccei e Italia lavoro stanno depauperando sempre di più la nostra isola.

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