udc
Home » ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO » Intervista al vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars Vincenzo Figuccia.”La Sicilia deve tornare ai siciliani”.

Intervista al vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars Vincenzo Figuccia.”La Sicilia deve tornare ai siciliani”.

figuccia

Un’estate calda, afosa, piena di polemiche che vede la politica sempre in movimento, tra questi c’è Vincenzo Figuccia un parlamentare giovane e poco incline con i vezzi della casta degli onorevoli,niente macchinoni, segreteria politica e orpelli vari, qualcuno l’ha definito un politico figlio del popolo e dei problemi atavici dei siciliani.

Buon giorno Onorevole Figuccia, lei non si ferma neanche nei giorni rossi da calendario. Da lunedì inizia uno sciopero della fame davanti Palazzo D’Orleans, da giorno 5 a giorno 13 settembre, quasi a sfidare Crocetta e tutto il suo governo e la sua maggioranza composita.Ci saranno con Lei numerose categorie sociali e tavoli tematici ? Ci parli di questa protesta che susciterà l’interesse dell’opinione pubblica .

 “E’ vero. Da quattro anni e dal giorno dopo in cui sono stato eletto non mi sono mai fermato e quest’estate non è andata diversamente. Vuole che le spieghi il senso di questa mia iniziativa ? Bene si racchiude in una sola parola: Speranza. So che non tutti comprendono, so che molti preferiscono rimanere chiusi nel proprio spazio di rassegnazione. Io,come uomo, come cittadino, come parlamentare voglio continuare a lottare, voglio provare a imprimere un cambiamento prima di tutto nella testa e nelle coscienze dei siciliani che meritano di farcela. Il mio gesto si fonda sulla necessità di risvegliare queste volontà. Con me aderiranno alla protesta numerosi cittadini comuni, stanchi di un governo regionale incapace, che hanno sperimentato sulla propria pelle, l’inconsistenza e l’arroganza di uomini al potere, inadeguati all’ascolto delle esigenze del popolo.La manifestazione si dispiega su momenti di incontro, confronto, dibattito ed elaborazione di idee e proposte per rileggere e reinventare la nostra terra. Dal 5 al 13 settembre 2016 in piazza, per poi continuare nella sede del parlamento, per dare continuità a quanto prodotto.Così il 5 Settembre alle ore 10.00 avvieremo l’iniziativa e organizzeremo i gruppi di lavoro, sulle diverse tematiche evidenziate, che si incontreranno per ciascuna giornata alle ore 18.00.”

 In questo mese di settembre la Sicilia è protagonista di kermesse nazionali, al festival dell’Unità verrà pure il Premier Renzi, per il Movimento dei 5 stelle il 22 a Palermo per la festa nazionale verrà il leader Beppe Grillo, lei invece incontra precari, forestali, pip, licenziati della formazione e degli sportelli multifunzionali e tante altre categorie, forse Lei è ormai un capopopolo siciliano, forzista ma con idee spiccatamente regionaliste e autonomiste.

 “Ho sempre creduto nei valori, nella forza e nella ricchezza della mia terra. Tutto parte da lì, dagli uomini che la “sentono” e la vivono questa Sicilia, calpestata e disattesa. A quegli uomini, donne, giovani che ogni giorno detestano e amano la Sicilia, la maledicano ma allo stesso tempo non possono fare a meno dei suoi paesaggi, dei suoi odori, delle sue tradizioni, delle sue contraddizioni. Con loro che hanno dato forza e sentimento alle mie battaglie voglio proseguire in un percorso di cambiamento e di sfida all’ingannevole autorità di un governo ormai ripiegato in se stesso e nelle sue  innumerevoli incompiute. E’ vero, ho scelto di stare in mezzo alle persone, dalla parte del popolo, ma non per capeggiarlo ma per mettermi al suo servizio, mescolandomi nella folla, nei suoi movimenti e nella sua forza propulsiva, nella quale credo e dalla quale possono scaturire percorsi nuovi di cambiamento, crescita, rinnovamento. Non ci si autoproclama capopopolo; è il popolo che sceglie i suoi uomini.Settembre è il mese delle kermesse nazionali ? Sai quanto me ne frega; non mi interessa certamente il festival dell’unità, sagra dell’ipocrisia e del fallimento di chi governa a livello regionale e nazionale. I 5 Stelle ? Non mi affascinano la spettacolarizzazione di Grillo e la protesta per la protesta dei grillini. Onestamente poi, non mi sembra che, messi alla prova, vedi Bagheria, ma anche Roma, abbiamo spiccato per capacità di governo. Ma poi, se vuoi che sia sincero, ti dico chiaramente che non sto partecipando nemmeno alle kermesse del mio partito. La ricostruzione non la fanno i colonnelli. Si riparte sempre dalla gente e noi abbiamo il dovere di farlo con i siciliani, al di là delle appartenenze. Fatemi lavorare a stretto contatto con le categorie di lavoratori siciliani disattesi e tenuti sotto ricatto. Per liberare la Sicilia dobbiamo aiutare queste persone ma contemporaneamente sostenere i gruppi produttivi, artigiani, commercianti, partite iva, liberi professionisti, piccole e medie imprese. Da una parte, dobbiamo garantire i diritti fondamentali di chi, per tanti anni è stato impegnato nelle pubbliche amministrazioni e ha maturato esperienze e vissuti che oggi non possono essere azzerati, pretendendo invece da persone non più giovanissime di reinventarsi e ricollocarsi. Un impegno che va riconosciuto. Va riconosciuto a categorie come quella degli ex pip costretti a voucher dopo 16 anni di lavoro, ai precari, agli operatori della formazione e delle politiche attive del lavoro, dell’esa, della scuola, ma anche ai forestali che devono  tuttavia essere impegnati tutto l’anno in settori strategici come quello del bosco produttivo.Dall’altra servono, invece, strumenti straordinari per avviare una fiscalità di vantaggio a beneficio di chi ha investito, di chi intende investire, creando nuova occupazione e sviluppo.”

 Con questo governo nazionale, il governo Crocetta è stato svuotato di autonomia e scelte economiche e politiche.Se passa il referendum costituzionale con la clausola di supremazia per le regioni a statuto speciale sarà la fine. Ecco perché il suo no al referendum ?

“La mia posizione sul referendum è chiara da mesi. Penso che questa riforma debba piuttosto essere definita una “deforma” che invece di tutelare il pluralismo e i diritti sociali e delle minoranze, attribuisce un potere quasi illimitato a chi è al governo, “deformando” cosi la Costituzione. Il Parlamento nazionale, eletto attraverso una legge incostituzionale che non è stata capace di garantire il diritto degli elettori, non può modificare, in maniera del tutto impropria, la Costituzione sfigurando il senso ed il valore della Repubblica.Le chiacchiere sui risparmi sono assolutamente false. Con il referendum, il Senato non scomparirà ma sara’ composto da consiglieri regionali con un evidente rischio di contrapposizioni di posizione tra lo stato centrale e le spinte regionaliste. Si voleva risparmiare si poteva farlo attraverso un sistema di tagli a stipendi e privilegi anzicchè falcidiare la democrazia. I veri sprechi nel nostro paese sono voluti e gestiti dai poteri occulti che si alimentano nell’alta burocrazia, tra le incrostazioni e le clientele. Corruzione e inefficienze si annidano soprattutto a livello centrale, come dimostrano tanti scandali recenti. Il tema dell’autonomia va affrontato in termini di mancata applicazione dello Statuto a partire dagli art. 36 e 37.Dobbiamo promuovere e realizzare la sussidiarietà e non ucciderla.”

Quest’estate i siciliani ne hanno visto di tutti i colori: viabilità disastrata, discariche chiuse,  rimpallamenti sul piano dei rifiuti, adesso si è tornato indietro e si pensa alla costruzione di otto termovalorizzatori,  ma quando finiranno i disagi sociali ed economici ?La Vicepresidente Lo Bello ha lanciato uno step per i fondi alle imprese e alle attività produttive, un miliardo di euro nei prossimi anni, lei crede che ci sarà uno slancio in avanti finalmente per questo governo e ricadute anche per gli imprenditori ?

 “Credo proprio di no. Da sempre sostengo come questo Governo abbia fondato la propria azione di cambiamento proponendo di dipingere solo la facciata, solo operazione di maquillage. Ma appena butti lo sguardo un po’ più in là, ti accorgi che dietro quella  facciata malamente ripresa ci sta tutta una struttura fatiscente e a rischio di crollo. In ballo c’è la sicurezza e la qualità di vita dei siciliani. Io sento una forte responsabilità e tensione verso la possibilità di contribuire, di esserci, di provare a restituire la voglia di sognare.Lei mi parla dei temi delle discariche, dei rifiuti e dei termovalizzatori. Ma le sembra ipotizzabile che in una regione come la nostra oltre 50 comuni dell’Isola non arrivano all’1% di raccolta differenziata ? E che dieci comuni nel messinese sono addirittura a quota zero. Lei dirà che si tratta di una provincia sfortunata. Ma quando mai. Nelle altre due grandi città Palermo e Catania siamo rispettivamente all’8,3% e al 9,3%. Un disastro. Oggi la Sicilia vive una vera emergenza rifiuti e il presidente Crocetta continua a disattendere gli impegni col ministero dell’Ambiente, al quale  avrebbe dovuto inviare il nuovo piano entro il 31 agosto. L’inadeguatezza è palese.Lo Bello parla di step per i fondi alle imprese ? Mi dispiace ma arriva in netto ritardo; per quattro anni si sono succeduti impegni e promesse. Ormai nessuna loro dichiarazione è credibile. E’ vero le risorse ci sarebbero.  Si tratta del piano di spesa dei fondi europei del periodo 2014 – 2020, rispetto ai quali servirà rispettare la prima scadenza di certificazione della spesa imposta dall’Unione europea, pena la perdita dei fondi non investiti. Potrebbero finanziarsi acquisto di macchinari, ampliamento delle imprese, start up e nuove aziende, internazionalizzazione ed export, nonchè interventi e politiche per garantire i livelli occupazionali.Ci riusciranno ? Non lo so.Io sono qui anche per chiedere certezze su questo. E auspico che vengano a darmele aldilà delle posizioni politiche.”

 Agricoltura, pesca e turismo sono settori che possono far risalire il pil e creare posti di lavoro e indotto. Cosa bisogna fare ? Quest’anno le presenze turistiche nella nostra isola sono positive, ma ancora non siamo organizzati con progetti integrati e di vero servizio turistico. Palermo è un cantiere con ritardi insostenibili. E’ il primo problema secondo il Sindaco Orlando sono le Ztl che voi avete contestato duramente, perché ?

“La nostra terra è ricca, di una ricchezza che  ha solo bisogno di essere riorganizzata con un incisiva azione di risanamento dal basso. Occorre partire dai territori e dalle singole vocazioni per poi connettere, creare sinergie imprenditoriali e amministrative.Lei ha centrato il tema. Non mi interessa che il prossimo Presidente della Regione sia con gli occhi azzurri o neri. E neanche che sia di un partito o di un altro. E’ fondamentale che nel suo programma siano chiare alcune priorità. E tra queste appunto Agricoltura, pesca e Turismo. E su questi assi che si potranno attivare opportunità concrete di rilancio per la nostra Sicilia. Una terra a cui il buon Dio ha donato tutto. Le risorse naturali e culturali, ma anche un popolo con una grande generosità, con grande ingegno e bellezza d’animo.I nostri agricoltori sono in ginocchio.I nostri pescatori sono disperati perchè non ci sono guadagni. Il 15 settembre i pescatori vanno in una sorta di cassa integrazione. Oggi non possono utilizzare reti derivanti e attrezzature che si usavano da oltre cento anni. Si stanno mortificando antichi mestieri che impediscono di pescare i nostri tonni e pesce spada. Si vuole impedire ai nostri pescatori di uscire dai porti costringendoci a mangiare il pesce che arriva dalle acque salmastre del Giappone.Lo stesso vale per gli agricoltori. Dobbiamo aiutare i nostri produttori di grano, di vino, olii, frutta, ortaggi ed impedire che le multinazionali continuino ad avvelenarci attraverso prodotti dannosi che finiscono nelle nostre tavole.Quest’anno, nel primo quadrimestre 2016, da gennaio ad aprile, le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere hanno registrato quasi 35 mila arrivi stranieri rispetto ai 31.678 del 2015.La Sicilia si candida ad essere la regina dell’estate 2016, con i suoi due aeroporti, Catania e Palermo, tra le prime quattro destinazioni più prenotate dagli italiani.Località come Selinunte e Triscina hanno registrato alberghi pieni per tutto il mese di agosto e si segnala un boom di prenotazioni anche per settembre.Ma il vero problema è che una volta aver visitato i nostri luoghi la gente va via lamentando la bassa qualità di servizi, strutture, infrastrutture e viabilità. Credo che questa sia la vera scommessa su cui puntare. E mai come oggi questo è possibile alla luce dell’approssimarsi del nuovo anno. Il 2017 è stato, infatti, dichiarato dall’ONU anno europeo del turismo sostenibile e dello sviluppo e questo puo’ rappresentare una opportunità molto ghiotta per chiunque abbia ambizioni di Sicilia.Di Orlando preferisco non parlare. Prima si cambia meglio è. Con le ztl voleva far cassa. Per un pezzo glielo abbiamo impedito. Rimane fallimentare anche la sua idea di restringere il perimetro come sono fallimentari tante sue scelte ormai fuori dal tempo.Palermo sarà un importante banco di prova. Ci stiamo attrezzando per affrontarlo.”

 L’ultima seduta all’Ars è stata ancora una volta un mezzo flop, avete lasciato la finanziaria bis in sospeso e avete approvato una legge elettorale per le amministrative, proposta anche da voi, in tempi record, che non frega a nessuno. Anzi qualcuno l’ha definita la norma anti-grillini e anti-Orlando.

 “Mi sono fortemente e dichiaratamente opposto a questo ennesimo atto di irresponsabilità nei confronti dei siciliani, chiedendo, sin dai primi giorni di agosto e di fronte a emendamenti improponibili, di riaffrontare diversamente le questioni sulla legge elettorale e sulle variazioni di bilancio. Avevo chiesto di invertite l’ordine dei lavori perchè si potessero prima dare risposte alle tante categorie tenute in tribolazione fino al 10 di agosto. Ma non c’è stato nulla da fare. L’approssimazione della maggioranza prima e la sua assenza in aula dopo hanno determinato ciò che accaduto e ormai sappiamo tutti: una riforma della legge elettorale assolutamente inutile e rinviabile e l’assenza di risposta per tante persone rinviate a settembre. Dopo il misfatto avevo chiesto una sessione straordinaria per metà agosto ma non c’è stato nulla da fare. Anche per questa gente che attende risposta, da Lunedì sono in piazza.”

 Il dopo Crocetta è ormai iniziato, il centrodestra è un cantiere aperto, a parte la candidatura di  Nello Musumeci con “la Sicilia diventerà bellissima”, che non riesce ad aggregare molti centristi, per avere una chance di vittoria, cosa dovete fare? E’ un problema di nomi, di progetto o di partiti ? Molti siciliani delusi pensano che l’unica soluzione al fallimento di Crocetta e del Pd e all’inconsistenza politica del centrodestra rappresentato da Forza Italia, è la soluzione Grillo per abbattere tutto questo sistema ? Vede un ritorno di una politica forte e credibile ?

 “Tra i Cinquestelle ci sono tante brave persone. Ragazzi pieni di buona volontà, colleghi che stimo. Ma per rimettere in piedi la Sicilia e governare la sua macchina burocratica serve esperienza. Bisogna trovare la giusta intesa tra innovazione e tradizione, tra rinnovamento ed esperienza, competenza e conoscenza dei processi. Non credo che possa essere la voglia di demolire tutto a far tornare i ragazzi costretti ad andar via dalla Sicilia. Occorre una grande squadra che si metta a lavoro e che ami i Siciliani quanto la Sicilia e che sappia recuperare quanto di buone c’è stato nelle esperienze del passato, guardando al futuro con fiducia e tanto lavoro.Un vecchio detto siciliano dice: “io non piango mio figlio che ha perso, ma mio figlio che si vuole rifare”. Ecco io temo che il volersi affidare a tutti i costi ad una spinta demolitrice come quella del movimento 5 stelle potrà provocare in Sicilia nel medio periodo danni ben più gravi di quelli che possiamo immaginare.Penso, invece, che escludendo i protagonisti del fallimento della gestione crocettiana che vorranno fino alla fine far parte di questo governo, per il resto si può fare un grande lavoro con il coinvolgimento e il protagonismo di tutti quelli che ci stanno. Auspico che gli errori del recente passato aiutino a guidare le scelte future e sono certo che la voglia di rimettere in sesto la nostra terra ci aiuterà a farlo.”

Il prossimo anno sarà un banco importante per la politica.Si vota a Palermo in primavera per le Amministrative ad ottobre per le regionali e forse pure per le nazionali. Cosa vi aspettate come Forza Italia ? Nell’unico comune dove siete andati con il simbolo ufficiale a Caltagirone avete vinto con Ioppolo. C’è un ritorno a una ristrutturazione del partito anche in Sicilia,come sta avvenendo a livello nazionale con Parisi.Credo che Miccichè non rappresenta quella voglia di cambiamento in Sicilia che ne pensa ?

 “Nella mia cultura in politica non ci sono uomini che hanno fatto il loro tempo. Ma solo persone  chiamate a ruoli differenti a seconda della fase storica e delle circostanze.Le faccio un esempio di una persona molto autorevole; Totò Cuffaro è stato un grande Presidente della Regione Siciliana; oggi non è più candidabile, ma se potesse farlo, verrebbe rieletto con l’80% dei consensi. E il motivo è che la gente riconosce in lui capacità di ascolto, grandi doti di umanità, competenza e capacità di governo.In questo momento, nel mio partito stiamo tutti facendo il massimo da Milano alla Sicilia, passando per l’appuntamento di Palermo. Caltagirone è sicuramente un buon modello. Per vincere gli appuntamenti non serve solo il nome giusto, ma anche la coalizione e il programma. E soprattutto una forte credibilità con la quale presentarsi agli elettori.”

Sul dramma sociale che vivono tantissimi lavoratori siciliani e chi pure ha perso un lavoro o un giovane che non trova opportunità cosa si può fare, lei è sempre accanto a loro, ma i risultati non sempre arrivano. I lavoratori della formazione sono stati asfaltati, perché non si trova una soluzione fattibile e praticabile?La macchina regionale costa ancora molto, abbiamo ancora tanti record negativi,dalle indennità,alle paghe degli alti burocrati,a tutto l’indotto del sottogoverno. I risultati spesso non arrivano e l’incazzatura dell’opinione pubblica e dei meno abbienti è sempre più forte e le piazze sotto il palazzo del governo e del parlamento sono sempre piene. Avverte che il malessere sociale ed economico può deflagrare.

 “Siamo in una fase storica delicata. Per strada e al bar la gente ripete che se non fosse per alcuni ammortizzatori sociali e per la presenza di molti pensionati che aiutano i nipoti e spesso gli stessi figli ad andare avanti, il popolo sarebbe già sceso in piazza. E che fortunatamente non abbiamo ancora raggiunto il punto più acuto della crisi. D’altra parte, i dati Istat raccontano che la ripresa del Mezzogiorno ha risentito in positivo della crescita registrata nel comparto agricolo (+7,3%), ma in quello del commercio, pubblici esercizi, trasporti, telecomunicazioni (+2,6%) e nelle costruzioni (+1,4%)”. L’industria in senso stretto segnerebbe invece, “una variazione quasi nulla, mentre il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali è l’unico a presentare un calo (-0,6%)”.Evidentemente tra le due verità si avverte un certo scollamento. Ma la realtà è che nel mezzo ci sta tanto sommerso e lavoro nero che in realtà non supportano la crescita reale ma solo un “tirare a campare”. La nostra economia è come un palazzo di sabbia, se non interveniamo con strumenti efficaci a supporto potrebbe crollare da un momento all’altro. Ma non tutto è perduto se ci lavoriamo possiamo ancora farcela.Sui lavoratori della formazione professionale combatto con loro da tre anni,l’ho detto pubblicamente ed anche a loro io non mi fermo,una soluzione questo governo la deve trovare,non sono carne da macello e stanno subendo danni economici e personali inenarrabili”

 Una proposta che lancerà da Piazza Indipendenza ai siciliani delusi per un cambio di passo e una strategia che dia nuovamente dignità ai siciliani e sblocchi l’empasse di quattro anni di insuccessi di tutta la classe politica regionale.

 “Devo essere sincero questa iniziativa è nata sulla spinta emotiva e non avevo programmato tutto. Tuttavia mi stanno contattando in tanti. Gente comune, ma anche imprenditori, economisti, politici, confederazioni di categoria, uomini di chiesa. Insieme a tutta questa gente, intendo dare corpo e forma ad iniziative che avevo in cantiere. Sia sul piano politico che su quello economico e legislativo.”

 Vincenzo Figuccia ha paura di non farcela a restare senza cibo per otto giorno. Dove trova questa forza in una battaglia così estrema

 “Mi hanno insegnato ad andare avanti e non voltarmi indietro. Anche nei i momenti di paura.Ho imparato che è il modo migliore per sconfiggerla.Sono un uomo fortunato; la mia famiglia e il mio sistema valoriale mi hanno donato radici profonde. Mio padre Angelo e mia madre mi hanno educato al sacrifico e al rispetto, valori che insieme a mia moglie Simona vorrò trasferire ai miei figli, insieme alla speranza e all’amore per la nostra Terra.”

Short URL: http://www.sicilialive24.it/?p=70186

Scritto da su set 4 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

Lascia un commento

© 2017 SiciliaLive24.it. All Rights Reserved. Accedi

- Designed by Gabfire Themes