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Intervista ad Enza Clementi

 

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Enza Clementi,donna da sempre abituata a combattere e a mettersi in discussione in ogni attività in cui si è cimentata,è stata ballerina, ha gestito fino a pochissimi anni fa in provincia di Agrigento parecchie scuole di danza come istruttrice e maestra di ballo con grandi soddisfazioni,scoprendo talenti naturali sul territorio come Diego  e Salvatore Mulone,Federico Bruccoleri ed Evelyn Pedalino (adesso affermati artisti su scala nazionale,).Oggi con spirito libero si occupa di nuovi progetti, in campo sociale e dell’associazionismo.

 

Signora Enza,lei si è definita una donna di mondo per le numerose esperienze fatte nel suo lungo percorso di artista ma con uno spirito e un temperamento tipicamente siciliano,perché ?

 Le dico subito che per me la Sicilia è tutto,è il luogo in cui sono nata e formata,dove ho mosso i primi passi da artista,dove mi sono realizzata con  tanti sacrifici in campo lavorativo e sono riuscita a fare quello che mi è sempre piaciuto.E’ chiaro che non è facile ma io sono una persona fortemente cocciuta e lo posso dire a chiare lettere che mi sono fatta da sola ,faticando e sgobbando e oggi penso che ho creato qualcosa di bello non solo per me ma anche per chi  mi collabora;parlo del mio centro diurno a Canicattì e agli  altri progetti che ho in cantiere.”

 Lei è la promotrice di un nuovo progetto che vedrà la luce a breve,un’associazione che raggruppa artisti a livello regionale e nazionale:quali solo le finalità di questa iniziativa?

 Guardi  ci lavoravo da tempo,io nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere gli artisti più svariati,avendo lavorato in giro per il mondo,in campo del teatro,del cinema,della pittura e dello spettacolo, come ho formato giovani nell’esprimersi nel ballo e nell’arte in generale.Questo progetto ha due finalità: uno è quello di essere un ponte tra i vecchi artisti con le nuove leve, in un confronto di idee e di esperienze che vuole essere uno stimolo per creare un mix virtuoso e valorizzare al massimo i talenti che ci sono in qualsiasi campo dell’arte.Il secondo punto, che non è meno importante, è creare uncampus che accolga e assista gli artisti più anziani per questioni di salute o se si trovano in disagio economico.Penso che nel giro di pochissimo l’associazione sarà operativa.”

La sua esperienza negli ultimi anni l’ha portata nel campo sociale,Lei gestisce un centro diurno a Canicattì per bambini autistici,un lavoro che la mette di fronte quotidianamente con una problematica forte.Da cosa è nato questo suo interesse per una tematica che ha un’incidenza molto alta nei bambini?

 Le dico la verità, io sono stata vicina da sempre al mondo dei bambini e del sociale,nelle mie scuole di ballo venivano anche bambini down,ma non conoscevo il mondo dell’autismo.Tutto è nato a seguito di un incidente che ho avuto su un treno che mi ha lasciato anche conseguenze fisiche, la prima persona ad assistermi è stato un ragazzino autistico,che  avendomi visto a terra mi ha abbracciata e si è stretto attorno a me.Da lì in poi è scattata una molla che mi ha fatto conoscere questo mondo.Infatti ho creato un centro diurno che assiste 20 bambini autistici dai 3 ai 12 anni e dai 13 ai 20 anni.E’un’attività  faticosa che  mi inorgoglisce continuamente.E’ un centro importante per il territorio e le famiglie e dà una speranza per migliorare la qualità della vita di questi bambini.Devo dire che finalmente c’è una legge nazionale sulla problematica,credo che si debba fare ancora tanto,mi riferisco alla legge “Dopo di noi”,per assistere questi bambini e i disabili in generale tutelandoli nel momento in cui non c’è più la famiglia.Io le posso dire che il mondo della disabilità è un mondo sempre in continua evoluzione e si impara prima che dalle leggi, dai decreti e dalle linee guida ,dall’esperienza e dal contatto che si ha con chì ha una patologia e deve essere seguito per avere delle migliorie.”

 Come legge i dati della fondazione migrantes e lo spaventoso tasso di emigrazione che c’è in Sicilia,la nostra regione e l’Italia non danno più garanzie ai giovani?Circa 10 mila siciliani si sono trasferiti all’estero nell’ultimo anno ?

 E’ un dato che mi ha colpito molto,detto da una persona come me che ha lavorato a New York  e in altri Paesi esteri ma che poi è tornata in Sicilia  con orgoglio.Ormai c’è un mondo globalizzato,le Istituzioni,la politica, i poteri forti non guardano più al ricambio,il nostro è un Paese vecchio e i giovani oggi hanno fretta di trovare un percorso lavorativo dopo un diploma o una laurea,ecco perché ritengo emigrano in Europa o nel resto del mondo.Io penso che anche nel picccolo si può cambiare la politica ripartendo dal territorio,io tante volte sono caduta e mi sono rialzata e ho investito nel miei progetti,spero che tanti giovani abbiano la voglia di restare in Sicilia per dare un forte cambiamento allo stato delle cose che è chiaro adesso non va bene”

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Scritto da su ott 11 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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