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Cassazione: morto superlavoro, Asp paghi

(ANSA) – ENNA, 19 GIU – “L’imprenditore è tenuto ad adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Lo scrive la sezione Lavoro della Corte di Cassazione accogliendo il ricorso della moglie e della figlia di un radiologo di un ospedale dell’Azienda sanitaria provinciale di Enna che avrebbe svolto la sua professione in condizioni ‘disagiate’ e da ‘superlavoro’, fatti che sarebbero una concausa del suo decesso avvenuto nel 1998. E sottolinea la Suprema Corte, nella sentenza pubblicata da La Sicilia, è “irrilevante che il dipendente non si sia lamentato”. E sulle cause del decesso la Cassazione scrive che “un’eventuale predisposizione costituzionale del soggetto”, deceduto per una cardiopatia ischemica silente, “non possa elidere l’incidenza concausale, anche soltanto ingravescente, dei nocivi fattori esterni individuabili in un supermenage fisico e psichico, quale quello documento in atti”.

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Scritto da su giu 19 2017. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, ENNA, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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