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La Sicilia non può assistere ai balletti di questa classe politica decotta”. ” Lavoriamo per il cambiamento e per la rinascita economica e sociale”. Intervista alla candidata democristiana ed autonomista Piera Maria Loiacono

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Piera Maria Loiacono è una donna giovane tosta, coraggiosa, che in modo imperterrito sfidando l’afa di questa calda estate siciliana, continua ad incontrare amici, cittadini, amministratori locali, con i quale interloquisce spiegando le ragioni della sua candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana. Una scalata a Palazzo d’Orleans che per la verità ha iniziato qualche anno fa in sordina girando centinaia di comuni della Sicilia. Macina centinaia e centinaia di chilometri al giorno perché, dice “ i siciliani si sentono presi in giro ed abbandonati da questa classe politica che in tanti anni ha creato disastri e lasciato macerie”.
Signora Loiacono quali sono i compagni di viaggio in questa avventura politica.

Intanto il Movimento Politico “Libertas” che ha creduto in me e sposato sin da subito il progetto insieme al Partito Liberale Italiano, alla Democrazia Cristiana, a Rinascita Socialdemocratica e a tanti altri movimenti di area liberal socialista che successivamente si costituiranno in liste “civiche” e si presenteranno per il rinnovo del Parlamento siciliano. Per la verità ho anche avuto delle interlocuzioni con altre forze politiche che non hanno contribuito allo sfascio di questi ultimi venti anni, come i Verdi e Italia dei Valori. Soggetti politici con i quali proseguiremo il ragionamento nelle prossime settimane. Altri di area moderata ne incontreremo sempre a breve. Il nostro intento è quello di sconfiggere questi partiti rappresentati da personaggi decotti ( da destra a sinistra) che lavorano soltanto per mantenere il potere e che se ne infischiano dei problemi dell’isola, e che hanno l’obiettivo di trasformare la stessa quale merce di scambio in vista delle elezioni nazionali. Assistiamo in questi giorni alla spasmodica ricerca di alcuni soggetti per i quali destra o sinistra pari sono e per i quali il “tradimento” non è una brutta cosa ma una medaglia da esporre. Tutto ciò è veramente vomitevole. Forza Italia, il Pd, l’Udc continuino pure a rincorrere questi soggetti impresentabili, mentre noi proseguiamo per la strada che abbiamo tracciato. Noi non stiamo questi giochi. Abbiamo un progetto per la Sicilia e un candidato Presidente.
La mia candidatura, come ho avuto modi di dire nasce dal basso, da un contato diretto e quotidiano con il territorio e con i cittadini. I saltimbanchi politicanti alla “Alfano” cercano solamente di trovare un posto al sole alleandosi anche con i loro peggiori detrattori. I siciliani sono stanchi di portare questa croce e di assistere a balletti indecorosi e svilenti. La politica svenduta e con essa la stessa dignità.

Perché i siciliano dovrebbero darle il consenso?

Intanto perché non promettendo il libro dei sogni, propongo fatti concreti. La Sicilia, è questo un dato incontrovertibile è ormai in ginocchio. Tutti gli indicatori economici ( Istat, Corte dei Conti ) segnalano che siamo prossimi al default. La Regione versa in una grave crisi di liquidità ormai acclarata. Serve adesso un vero cambiamento strutturale. Il governo di Saro Crocetta, tanto per andare sul concreto, si è distinto soltanto per avere nominato decine e decine di assessori ( amici e portaborse) e per le consulenze esterne anche nello stesso ambito familiare con costi che continuano a ricadere sulla collettività. Poi il disastro in tutti i settori produttivi e della pubblica amministrazione. La rivoluzione “crocettiana” annunciata e sbandierata anche nei salotti televisivi è stata soltanto di facciata e buona per coprire le magagne. Vi ricordate, una per tutti, l’abolizione delle Province? Una grossa bufala che ha finito per creare problemi a tanti lavoratori. L’abolizione, secondo Crocetta, doveva migliorare i servizi ai cittadini e consentire un consistente taglio alla spesa pubblica. Di ciò sono rimaste solo tante chiacchiere e polemiche. Un ente che invece secondo noi andrebbe valorizzato e potenziato nei compiti sovracomunali al fine di tornare ad essere punto di riferimento per il territorio siciliano. Ma la responsabilità non è soltanto del presidente uscente Crocetta ma di quanti lo hanno sostenuto in aula, in primis il Pd, che certamente non può tirarsi fuori da questa immane catastrofe. A ruota tutti gli altri, che piano piano tentano maldestramente di sfilarsi dal Presidente (Udc, Sicilia Futura etc) per non essere coinvolti nella presunta debacle elettorale. E ovvio che con questi partiti, con queste forze politiche, non potevo certamente costituire alleanze, né tantomeno con la finta e accomodante opposizione parolaia.

 

 

Allora, nel concreto, su quali fatti si poggia la rinascita dell’isola. Si spieghi meglio.

In modo ironico affermo sempre quando incontro i cittadini: “ I programmi si vedono in Tv!” Io propongo fatti, realtà concrete sui quali bisogna impegnarsi e scommettere per far rinascere la nostra Sicilia, E i fatti partono intanto dal lavoro, che rimane sempre la questione centrale. Lavoro e piena occupazione. Nell’isola bisogna superare il modello assistenziale, ponendo fine al precariato con la creazione di lavoro a tempo indeterminato nei settori dei beni culturali e del turismo, ad esempio. Necessita infatti rendere produttivo il patrimonio materiale e immateriale di cui l’isola dispone: dal turismo, ai beni culturali, all’Energia per favorire anche la nascita di nuove realtà produttive e la creazione di nuove e diverse opportunità. Quindi una volte e per tutte “basta a società partecipate regionali ridotte a parcheggi ‘umani”. Altre occasioni potrebbero nascere dal turismo estero attraverso facilitazioni di trasporto eliminando ogni tassazione sul soggiorno. Incentivi fiscali, poi all’acquisto di case e terreni da parte dei non residenti in località turistiche e centri minori. Sono fatti seri, concrete con i quali misurarsi nel tentativo di sviluppare occupazione, soprattutto per i nostri giovani. La formazione professionale, per esempio, è stata nel tempo inutile per trovare lavoro ma solo per sottrarre soldi pubblici. Bisogna invertire decisamente la rotta. Non basta voltare pagina in Sicilia, oggi occorre cambiare il libro.

 

 

I sondaggi pubblicati dai giornali e dai siti on line darebbero un vantaggio al Movimento 5 Stelle per la corsa alla Presidenza di Palazzo d’Orleans. Lei cosa ne pensa.

Veda spesso i sondaggi riportano il mal di pancia dei siciliani, stanchi di questa classe politica, ma non sanno che votando i grillini passerebbero dalla padella alla brace. Intanto perché non hanno una cultura amministrativa e di governo. Alimentano soltanto il dissenso cavalcando la protesta fine a se stessa. Guardi non è un problema soltanto di congiuntivi che riguardano i loro leaders, ma è un problema di grammatica politica, di seria cultura di governo che sconoscono. Basta vedere i disastri e gli errori combinati dai sindaci grillini in alcune grandi città, come Roma, ad esempio. La Sicilia è una terra difficile, aspra, in gravi difficoltà economiche e sociali che ha bisogno di essere ricostruita e per questo servono progetti fattibili e non proposte demagogiche.

 

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Scritto da su ago 18 2017. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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