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Regionali.Prima c’era la politica,poi è nata l’antipolitica,ora abbiamo la FANTAPOLITICA,scusate:ma ai siciliani chi ci pensa ?

cittadini

Si è partiti,la campagna elettorale per le regionali del 5 novembre ha avuto l’inizio ufficiale.Dopo un mese di polemiche,invettive,imprecazioni,cambiacasacche,saltimbanchi,ballerine e divisioni,rotture,rattoppi,improvvisi ritorni,abbiamo lo start con la presentazione dei candidati Presidenti e dei candidati nelle liste collegate nelle nove province,una sorta di esercito di terracotta.

A parte tutto,una cosa è chiara,la politica in Sicilia non si è voluta rifondare,dopo la stagione buia e fallimentare di Crocetta c’è il serissimo rischio che questa stagione continuerà.Ho cercato di capire e leggere il significato di questo momento elettorale che, comunque vada, andrà ad incidere sul popolo siciliano e sinceramente mi sono confuso le idee.

La lettura, anche se provvisoria, non può essere che negativa,nessun sussulto da parte dei partiti,dei movimenti civici,del ricambio generazionale,siamo nel mezzo del guado,da un lato il vecchio che pur partendo in condizioni di oggettive difficoltà ha tenuto la barra dritta e non ha ceduto,dall’altro i nuovi parvenu che non hanno dimostrato sagacia e scaltrezza a creare un meccanismo di rottura vera all’interno di questi moloch che sono diventati inespugnabili,anche se le falle cominciano a vedersi ad occhio nudo.

Credetemi: listini,listoni,impresentabili,invotabili,mestieranti e quant’altro non sono sufficienti per nascondere da solo la polvere che si annida nei tappeti della politica.Abbiamo una politica scarsa alla stessa stregua della società,se si inseguono questi riferimenti,vuol dire che non siamo cresciuti,che non c’è coscienza critica,morale e di crescita della nostra società.

Il popolo è sovrano,ed è un concetto assolutamente condivisibile,ma  il popolo è maturo? conosce le problematiche,conosce il ceto politico,conosce attentamente la dinamica dei partiti e dei suoi personal trainer? Oggi la politica non ha più appeal,non si confronta più all’interno,altro che pluralismo,sono bande che si contrappongono,creano fronde,personalismi,pochissima lungimiranza nel rilanciare una regione che Bellissima lo è di sua,ma che è diventata una polveriera sociale ed economica,che non sforna talenti e opportunità.

E’ inutile scrivere fiumi di parole,per farci ridere in faccia da Trieste in giù,dobbiamo cambiare veramente,ci vuole coscienza critica,se i partiti selezionano brocchi o affaristi prima di ogni codice etico, è evidente che tutto ciò deve essere eliminato da chi ha voce in capitolo,da chi ha il coraggio di avere una moralità e un senso delle Istituzioni.

Non funzionano le segreterie cittadine,figuriamoci quelle provinciali e regionali,c’è una crisi sistemica e ormai incancrenitasi nell’humus dei cittadini,se il 56% dei siciliani non vogliono votare o non sanno per chi votare è chiaro, che il sistema,se pur autoreferenziale e conservativo, è arrivato alla fine.

Ci auguriamo di sbagliarci . La politica torni ad essere politica,confronto,dibattito, ma soprattutto processo decisionale e governato dal cambiamento sociale e istituzionale,però finora ha vinto pressappochismo e fantapolitica,la versione ancora più incredibile dell’antipolitica è la fantapolitica,una sorta di miscellanea fondata sulla promessa:”voglio questo,mi daranno spazio,saremo al potere.”

Voglio pensare che ci sia una resipiscenza generale,voglio credere ancora che la Sicilia possa trovare invece altri modelli politici e una credibilità che in tanti hanno perso e che ci sia ancora la voglia di affrontare,confrontarsi e parlare con la gente.Proprio quella gente che non vuole più assistere supinamente allo scempio della Sicilia e della nostra istituzione più importante:la regione e la sua autonomia,che ha visto uomini politici certamente più lungimiranti sapere scrivere uno Statuto e farci riconoscere in Costituzione dei diritti legislativi,fiscali e prerogative che neanche in Catalogna nel 2017 possono avere.

Buona corsa a tutti i candidati presidenti e ai 70 nuovi inquilini speriamo auguriamo che non tradiscano le regole del gioco e cerchino di avere umiltà con i cittadini,perché deleghe in bianco oggi non ne firma nessuno. Non è detto che i siciliani saranno più avanti delle lotte intestine che purtroppo li hanno ingessato da troppo tempo in una cappa di sfiducia. Non vogliamo che si possa ancora di più cronicizzare,sarebbe la fine per questa e per le prossime due generazioni e noi non lo vogliamo.La Sicilia è del popolo siciliano,non di notabili,famiglie e dinastie immortali. Che ci sia una rivoluzione morale e civile: chi ha sbagliato adesso si tolga di torno,5 milioni di siciliani non possono essere in balia di piccole oligarchie che mirano e aspirano solo alla gestione del potere,così non andiamo da nessuna parte.

AD MAIORA!!!

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Scritto da su ott 6 2017. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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