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Antonello Pace intervista Giovanni Panepinto del Pd.

 

 antonello pacepanepinto

On. Panepinto,manca meno di un mese al voto del 5 novembre per le regionali,con quali obiettivi si ripresenta al corpo elettorale,come vede questa campagna elettorale finora avvelenata,che ha come alfiere per voi il Professore Micari ?

In Sicilia ritengo ci sia bisogno di una stagione di normalizzazione e di vera politica che segua tutti i processi decisionali e sociali governando un cambiamento che sia foriero per i siciliani e la crescita delle prossime generazioni.Al netto di tutto e degli altri candidati in corsa il Professore Micari rappresenta la prova tangibile che c’è una reale opportunità di svolta per la nostra gente.Micari è un uomo serio che, in merito ai 10 miliardi del Fers,Psr e delle riprogrammazione dei 2 miliardi del Fsc,può in un momento di mancanza di riferimenti dei partiti essere uno spartiacque per un nuovo cammino.”

La scorsa legislatura ha sancito un principio nuovo che forse ha minato la stessa autonomia siciliana,è stata abrogata la figura del Commissario dello Stato,che è sfociato in una guerra permanente tra governo regionale e nazionale su conflitti legislativi con continue impugnative.La prossima legislatura potrà avere uno spirito costituente e fortemente innovativo ?

Molte situazioni purtroppo sono rimaste insolute: vedi l’acqua,i rifiuti,lo scontro con lo Stato che ha indebolito l’autonomia, quindi penso che la prossima legislatura possa essere l’inizio di un nuovo percorso.C’è una logica di ricentralizzazione dei poteri che io personalmente non condivido,dopo la legge costituzionale 3 del 2001 che seguiva altri percorsi.Le faccio l’esempio della ripubblicizzazione dell’acqua ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Siciliano con la legge regionale 19 del 2015,la prima in Italia,ebbene dopo il referendum popolare votato con più del 90%, dei sì all’acqua pubblica,lo spirito della legge viene stoppata dalla Corte Costituzionale e l’impugnativa non la scrive il governo nazionale ma l’Aeegesi,la dice lunga di come si è agito.Io contesto la linea: l’acqua è pubblica e la gestione è privata.La regione doveva costituirsi in giudizio e non l’ha fatto, questo di fatto ha indebolito l’impianto normativo della legge.”

E sulle province in Sicilia quattro anni e mezzo di un passo avanti e due indietro,perché ?

La legge Del Rio sostanzialmente è fallita,la provincia regionale come ente intermedio alla luce dei fatti ha una sua valenza,vedi le competenze sulle scuole,sull’assistenza ai disabili,sulla viabilità dimostrano che questi enti hanno dignità costituzionale orizzontale con i servizi che possono esercitare sul territorio.La prossima legislatura deve uscire dal guado e imporsi prepotentemente,la Sicilia deve competere non solo con le altre regioni d’Italia ma di tutta Europa.L’autonomia deve essere rivendicata per governare i siciliani in uno spirito di competizione,non per essere sciolta dal mercato globale ed è necessario che abbia al volante la gente giusta.”

E’ un’ammissione di colpa nei confronti di Crocetta ?

No,in un momento di cambiamento le posso dire che pure con una campagna televisiva pressante,sui forestali e sui contrattisti degli enti locali,abbiamo difeso (mi riferisco al Parlamento regionale) queste categorie che ritengo utilissime per dare slancio ai servizi e alla valorizzazione del bosco e dei nostri territori.Anche contro il modernismo renziano,queste categorie rappresentano per 200 comuni siciliani l’archittetura economica,sociale,lavorativa e di dignità per le nostre comunità.Io ho presentato una norma sul bosco produttivo per rendere il servizio utile e aperto al cambiamento.

Per tutto ciò ho avuto scontri con Baccei,questo capitale umano non può essere cancellato sic et simpliciter.”

Perché la riforma sui forestali di Cracolici non ha seguito l’iter ed è rimasta incagliata nella terra di nessuno ?

Se la legge fosse passata in commissione con delle integrazioni avrebbe portato delle novità.L’azienda forestale e gli operatori antincendio sono un capitale umano che va valorizzato e la legna può produrre reddito e servizi integrati per efficientare tutte le loro azioni sulle aree boscate e non solo.Voglio ricordare che l’ex Assessore Armao voleva privatizzare il bosco con i suoi 100 mila ettari e affidare i lavoratori ai privati,abbiamo fatto muro assieme ai miei amici della Cgil Colletti e Di Franco perché sarebbe stata un’operazione devastante.Il centrodestra che non è vergine politicamente ha aumentato la spesa pubblica sui forestali per avere ristoro e clientele in termini di voti.Si deve essere onesti :qualsiasi riforma deve passare per una rifondazione della burocrazia oggi non più coeva con i tempi.”

La legge 10/2000 ha portato uno sconquasso tra politica e burocrazia e ha frenato lo sviluppo economico ?

“Il rapporto politica e burocrazia si è capovolto con la legge 10 che era la rappresentazione della Bassanini.La burocrazia ha fatto prigioniera la politica,oggi non sono centrali il parlamento,il governo ma l’umore di un dirigente che può mettersi di traverso,perché in capo a un dipartimento ha autonomia gestionale e finanziaria assoluta.La politica deve avere il coraggio di azzerare questa burocrazia che è zavorra per il popolo siciliano,solo così possiamo dare un nuovo inizio e una nuova stagione produttiva.”

Musumeci ha detto che sulle liste pulite,sui codici etici la prima selezione la fanno i partiti,c’è stata un’overdose di cambiacasacca ?

Una pagina semplicemente vergognosa.Il Pd è un partito serio che sì ha anche allargato i confini,ma è un partito plurale che dice anche dei no,vedi la vicenda Genovese.Penso che i partiti devono parlare con la gente e con i corpi intermedi,c’è una stagione purtroppo di improvvisazione.E le dico che anche per una certa antimafia parolaia è finito il tempo della pirateria fine a se stessa.E io ho difeso Musumeci sulla vicenda Riscossione Sicilia.Il centrodestra con Lagalla,Savarino e altri candidati di quell’area sono persone rispettabili ma che hanno rappresentato un sistema incontrovertibile nel mondo della sanità e dell’agricoltura ai tempi dei governi Cuffaro.Il centrodestra con Musumeci mi ricorda un’immagine vetusta e da restaurazione come ai tempi del Congresso di Vienna,forse non ha presente che sono passati almeno due o tre lustri da quelle foto e facce che hanno utilizzato la spesa pubblica come facile consenso del momento con i danni che hanno lasciato ai siciliani.”

Sulla viabilità provinciale ad Agrigento siamo all’anno zero: strade chiuse,ponti crollati,adesso una sua presa di posizione sui fondi che non vengono spesi.Patto per il Sud e Decreto Mezzogiorno,altra pagina di deresponsabilizzazione della politica siciliana?

Ho incontrato il Ministro Del Rio,ho fatto una ricognizione delle risorse,la partita non è chiusa.Credo che i passaggi normativi sono lunghi e complessi,ma è chiaro che anche qui la burocrazia deve svegliarsi,ho scritto al commissario del Libero Consorzio,i 5 milioni di fondi ci sono per la viabilità provinciale e i tecnici devono recuperare il tempo perduto,non lascerò in pace gli organi che hanno questi ruoli a perdere tempo,sarebbe criminale e non si può fare finta di nulla.Io il territorio l’ho sempre difeso dai piccoli borghi dei Sicani al mondo dell’agricoltura da Sciacca a Licata.Finiamola con il disfattismo,noi abbiamo potenzialità,i Poc,i Pac etc.La provincia di Agrigento e la politica devono scommettersi seriamente,la credibilità è il frutto di un lavoro di squadra,è evidente che con i personalismi non si arriva da nessuna parte.”

Si puo’ uscire quindi dall’isolamento dell’intera provincia e sul turismo e sulle aree portuali ci sono progetti ?

Le ripeto se tutte le istituzioni si siedono ad un tavolo scevro da condizionamenti di maggioranza e opposizione per risolvere le problematiche che conosciamo tutti,i risultati arrivano,dobbiamo avere tutti un sussulto ad andare avanti.I porti sono fondamentali per lo sviluppo assieme alla crescita delle aree interne della provincia: mare e montagna assieme correlate creano un indotto turistico di proporzioni incredibili.Noi abbiamo la ceramica di Sciacca, borghi come Sambuca che è stato eletto nel 2016 il borgo più bello d’Italia,i nostri prodotti autoctoni:dall’agroalimentare, ai vini,all’enogastronomia.Possiamo ancora lasciare questo patrimonio senza timone? No, perché sarebbe uccidere i giovani che credono in questo territorio.Io sono un inguaribile ottimista e sono certo che questo processo deve essere solo regolamentato meglio e seguito da tutti.”

Lei ha messo la faccia sulla vertenza precariato degli enti locali, in particolar modo sui lavoratori del Comune di Favara,saranno ancora presi ancora in giro ?

E’ una storia che deve chiudersi,il processo di stabilizzazione è sancito da una legge regionale e dalla legge Madia,è chiaro che non si può aspettare ancora.Ci sono stati dei ritardi,che hanno  offeso tutto e che hanno colpito lavoratori che da 25 anni erogano servizi ai cittadini.Lavoratori come quelli di Favara non possono vivere con il perenne dubbio di proroghe last second.Lo Stato ha dato le deroghe ma deve seguire il processo in ogni sua fase e il nuovo Assessore regionale alle autonomie locali deve concertare tutto con gli enti locali.Perchè dai pensionamenti si possono stabilizzare i contrattisti di categoria A e B.”

Perché allora c’è questo cortocircuito istituzionale tra Governo e amministrazioni locali ?

“Il dramma è proprio questo e glielo dico da già Sindaco per un ventennio,la politica di ogni grado finora non ha collaborato in maniera totale,c’è stata troppa autoreferenzialità e poco confronto serio per un percorso chiaro cadenzato dai tempi e dall’applicazione vera delle norme approvate.Ci vuole un bagno di umiltà da parte di tutti.

I giovani vanno via,bruciamo talenti e opportunità,qualche responsabilità se la sente sulle sue spalle ?

La responsabilità credo che ce l’hanno tutti,non uno o due politici,ritengo che la norma approvata che porta la mia firma,parlo della Legge 8,tira una linea chiara di start-up,incubatori di impresa,capacità imprenditoriale per i giovani under 35.I  governi e soprattutto la burocrazia devono non solo applicare la norma  e dare l’indirizzo e la realizzazione di questi processi,ma devono rendere la macchina regionale aperta al cambiamento e alle nuove generazioni.Questo è il punto di svolta della politica regionale e dei cittadini siciliani,un processo di responsabilizzazione vero e fattivo.”

 

 

 

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Scritto da su ott 11 2017. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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