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SALVO IL CASTELLO DI FALCONARA ED IL LITORALE TRA GELA E LICATA.Soddisfazione comitato No Peos

eolico

Il Castello di Falconara e la sua costa, sono stati salvati da un progetto di devastazione ambientale.

A stabilirlo è stato il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, che ha messo la parola fine al progetto promosso dalla Società Mediterranean Wind Offshore di La Spezia, che avrebbe voluto realizzare un parco eolico offhore nel golfo di Gela proprio di fronte al Castello di Falconara.

Tuttavia, con due distinti ricorsi, il proprietario del detto Castello, il Barone Roberto Chiaramonte Bordonaro, nonché tre associazioni di Gela (Legambiente, Archeoclub e Triskelion), avevano impugnato il provvedimento di autorizzazione unica, affidandosi alle difese degli Avv.ti Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Roseò

Questi ultimi avevano presentato due distinti ricorsi che sono stati accolti rispettivamente con le sentenze nn. 2506/2017 e 2512/2017.E

L’importanza di salvaguardare il territorio dalla devastazione che ne sarebbe derivata, era stata altresì condivisa dall’associazione nazionale Italia Nostra, che si era affidata analogamente agli avvocati Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose incaricandoli di promuovere un atto di intervento, in un terzo giudizio promosso dal Comune di Licata patrocinato dall’Avv. Stefano Polizzotto, e ciò al fine di rappresentare il punto di vista dell’importante associazione che si occupa di tutelare e promuovere le bellezze del nostro Paese.

La vicenda ha involto una vera e propria odissea giudiziaria.

Ed infatti, i ricorsi che erano stati originariamente promossi davanti il TAR Palermo, erano stati rimessi da quest’ultimo al TAR del Lazio, ritenendosi il primo non competente a decidere l’istallazione di un’opera ritenuta di importanza strategica, anche per il valore economico del progetto che risultava di oltre150 milioni di euro.

Tuttavia anche il Tar del Lazio si era ritenuto incompetente ed aveva rimesso la questione al Consiglio di Stato che, alla fine, aveva ritenuto corretta la tesi degli avvocati Puntarello e Modica Donà dalle Rose che avevano sostenuto che i potenziali effetti che sarebbero stati prodotti dall’impianto sul territorio, avrebbero dovuto prevalere sugli altri aspetti, determinando la competenza del Tar Palermo a conoscere sulla vicenda.

La controversia è stata così trasposta nuovamente al Tribunale Amministrativo siciliano che al termine della lunga vicenda giudiziaria, ha scongiurato la devastazione del litorale che sarebbe conseguita all’installazione di 38 mega aerogeneratori, dell’altezza di 136 mt. che si sarebbero dovuti impiantare proprio nello specchio d’acqua di fronte il Castello di Falconara.

Il Tar Palermo, sezione seconda, Relatrice la dott.ssa Federica Cabrini, Presidente il dott. Cosimo Di Paola, in accoglimento dei ricorsi in questione, ha infatti accolto le tesi dei due legali che hanno dimostrato come il provvedimento di autorizzazione unica fosse affetto da eccesso di potere, risultando manifestamente irragionevole nonché afflitto da un grave difetto di istruttoria.

Ed infatti, gli Avvocati Puntarello e Modica, hanno dimostrato come lo studio di incidenza ambientale posto a fondamento dell’autorizzazione concessa dal Ministero dei Trasporti non avesse minimamente considerato come l’impianto eolico off-shore

dovesse sorgere proprio di fronte il Castello di Falconara, che costituisce un bene monumentale dal preservare e valorizzare.

Allo stesso modo il Tar Palermo, ha accolto le tesi dei due legali che hanno dimostrato come l’impianto, piazzandosi nel ben mezzo di un corridoio migratorio percorso da alcune specie volatili in via di estinzione, avrebbe rischiato di farne provocare l’estinzione.

Il Ministero dei Traporti, infatti, aveva ritenuto che simili impianti non provocherebbero alcun problema all’avifauna, sostenendo che la bibliografia di settore deporrebbe in questo senso. Al contrario, gli Avvocati Puntarello e Modica, hanno prodotto numerosi studi, tra cui alcuni studi Università statunitensi e britanniche ed altri condotti dal centro di ornitologia toscano, che dimostravano proprio come l’installazione di simili impianti in aree sensibili possa condurre all’estinzione di alcune specie a rischio.

Le sentenze emesse, hanno poi accolto le ulteriori doglianze dedotte dagli avvocati Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose che hanno sostenuto come i vincoli paesaggistici che sono presenti sul territorio che circonda il Castello di Falconara dovessero produrre effetti anche sull’area marina così impedendo la realizzazione di tali mega impianti, tanto più che la decisione adottata dal Ministero dei Trasporti era stata adottata senza il necessario coinvolgimento della soprintendenza del Mare.

L’accoglimento dei ricorsi ha poi comportato una condanna alle spese di giudizio che dovranno essere rifuse dal Ministero dei Trasporti e dalla società proponente il progetto (Mediterranean Wind Off Shore).

Il territorio tira così un respiro di sollievo con l’immensa soddisfazione del proprietario del Castello di Falconara, delle associazioni che in questi anni si sono battute contro la realizzazione di un simile progetto nonché dei comitati no P.E.O.S. di Gela e di Licata.

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Scritto da su nov 13 2017. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PRIMO PIANO, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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