Home » ARCHIVIO ARTICOLI, IN EVIDENZA, SECONDO PIANO » Politiche attive del lavoro,in una relazione Adriana Vitale spiega la genesi del settore e degli operatori al Presidente Musumeci e all’Assessore al lavoro Ippolito

Politiche attive del lavoro,in una relazione Adriana Vitale spiega la genesi del settore e degli operatori al Presidente Musumeci e all’Assessore al lavoro Ippolito

musumeci

Relazione sulla genesi degli sportelli multifunzionali.

Con il D.lgs 181/00 e successivamente con il D.lgs. 297/02, in attuazione delle direttive europee in materia di lavoro e della legge regiornale n. 30 del 7 agosto 1997, è stato rivoluzionato il sistema del collocamento e sono state introdotte le nuove attività all’interno degli ex uffici di collocamento, oggi Centri per l’impiego, a favore dei lavoratori disoccupati che presentano all’ufficio la dichiarazione di disponibilità all’avviamento al lavoro.
Con la legge 24/2000, art. 12, nelle more della riforma dei Servizi per l’impiego, sono state assegnate in convenzione a soggetti privati, gli Enti di Formazione di cui alla legge regionale 24/76, competenze proprie degli ex SCICA, specificatamente le competenze relative all’attivazione di misure di politiche attive del lavoro. Tali attività riguardavano: Accoglienza e Informazione, Orientamento, Consulenza, Promozione e sostegno all’inserimento e informazione, Consulenza alle imprese. Nella Regione Siciliana non è stato formato il personale dipendente dell’amministrazione per svolgere tali attività, sono stati utilizzati per più di un decennio, attraverso la stipula di convenzioni con gli Enti di Formazione professionale, gli operatori riqualificati degli Sportelli Multifunzionali.
A partire dal 1996, l’allora amministrazione ha riqualificato, nelle figure di: “Orientatore, Esperto d’integrazione, Progettista, Tutor, Gestore reti e Valutatori”, parte dei formatori dipendenti a tempo indeterminato degli Enti di Formazione ex legge 24/76. La riqualificazione di tale personale è avvenuta, attraverso selezione, tra tutto il personale in servizio presso gli Enti di Formazione ex legge 24 del 6 marzo 1976 che avessero un debito contributivo di almeno 10 anni. Le figure professionali di Orientatore, Orientatore/integratore, Progettista, Gestore reti (amministrativi), Tutor e Valutatore sono stati reclutati attraverso concorso e i vincitori sono stati avviati ai corsi di riqualificazione.
L’Assessorato regionale al lavoro con circolare n. 2 del 26/4/2001 ha posto in essere gli Sportelli Multifunzionali a cui sono stati assegnati compiti di servizi formativi in materia di: Accoglienza e Informazione, Orientamento, Consulenza, Promozione e sostegno dell’inserimento lavorativo e Informazione e consulenza alle imprese.
Successivamente con D.l.gs 297/2002 (riforma del collocamento), è cessata la fase transitoria e si è completata e realizzata, attraverso i servizi competenti cioè i Centri per l’impiego, nella titolarità e nelle competenze relative alle politiche attive del lavoro. In Sicilia le politiche attive del lavoro, a differenza delle altre regioni le cui competenze sono state destinate alle province, sono in capo ai Centri per l’impiego in seno alla stessa regione, ma si sono avvalsi, per l’esercizio delle proprie funzioni degli Enti e degli organismi indicati all’art. 12 della legge 26 novembre 2000 n. 24, quindi degli Sportelli Multifunzionali con personale riqualificato.
A conclusione del periodo 2000/2006, i progetti attuativi degli Sportelli Multifunzionali sono stati più volte prorogati con provvedimenti legislativi e con stanziamenti di bilancio regionale fino al 2010. Vale la pena ricordare che intorno gli anni 2006, l’amministrazione voleva procedere alla stabilizzazione definitiva dentro i Centri per l’impiego degli esperti In politiche attive, come già riportato, riqualificati con fondi regionali, ma è stata ostacolata da apparati politico/sindacali strettamente collegati con i gestori di Enti di Formazione che non intendevano rinunciare a fette di finanziamento di fondi pubblici. Nel 2010, il capitolo relativo agli sportelli multifunzionali è stato cancellato dal bilancio regionale e sono transitati nel FSE attraverso gli avvisi pubblici n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010 “Avviso per la chiamata di progetti per l’attuazione di un sistema regionale integrato di misure di politiche attive del lavoro”, finanziato attraverso le risorse del PO FSE 2007/2013 della Regione Siciliana. Con questi progetti comunitari si vollero sostenere e potenziare iniziative di “Misure di politica attiva”, quali interventi di accoglienza, orientamento, formazione orientativa, accompagnamento e percorsi di aggiornamento in special modo per i cassaintegrati, i quali per percepire il sostegno al reddito dovevano e devono essere sottoposti a misure di politiche attive. I progetti relativi agli avvisi 1 e 2 prevedevano la creazione del “Modello Idealtipico” a sportello, che doveva essere composto da 7,5 unità lavorative, ne consegue un notevole aumento del personale addetto, precedentemente composto da circa 4 unità a sportello. Appare superfluo rimarcare che in tutto il periodo elencato, gli esperti degli sportelli multifunzionali, hanno prestato la loro attivita lavorativa presso i Centri per l’impiego. Il 30 settembre 2013, alla scadenza degli avvisi 1 e 2, gli esperti in politiche attive del lavoro provenienti dagli ex Sportelli Multifunzionali, hanno continuato la loro attività presso i Centri per l’impiego con il progetto “Spartacus”, gestito dal Ciapi di Priolo, ente in House della Regione Siciliana, dal 10 ottobre 2013 al 24 aprile 2014, progetto che aveva l’obbiettivo di somministrare ai cassintegrati, percettori di ammortizzatori sociali, le adeguate misure di politiche attive obbligatorie per legge. Sempre con il Ciapi di Priolo, detti esperti, sono stati utilizzati, dal 10 gennaio 2015 al 9 aprile 2015 per occuparsi di orientamento nel programma “Garanzia Giovani”.
Il 9 aprile 2015 è stato l’ultimo giorno di lavoro degli esperti in politiche attive del lavoro.
Detti lavoratori, come raccontano le cronache, si sono autogestiti senza alcuna sigla sindacale che li rappresentasse, in quanto nel tempo il rapporto fiduciario con le parti sociali è stato fortemente compromesso da comportamenti “antisindacali” di taluni personaggi considerati ambigui e scorretti.
Molti deputati, compresa l’importanza delle politiche attive, per ottemperare alle leggi nazionali e comunitarie, oltre la sensibilità di una condizione sociale oltre l’emergenza, hanno affiancato nella battaglia i lavoratori e approvato alcune norme per ripristinare i servizi e quindi la ripresa lavorativa. La prima norma approvata dal parlamento siciliano, l’art. 13 della legge n. 8 del 2016, ha inteso istituire un elenco unico ad esaurimento (elenco oltremodo rigonfiato dalla scellerata decisione dell’amministrazione di non richiedere l’effettivo servizio negli anni degli operatori). L’art. 13 della legge regionale n. 8 del 2017, approvato all’unanimità dal parlamento siciliano, ha inteso potenziare i Centri per l’impiego in tema d’implementazione delle politiche attive del lavoro così come chiedono le leggi nazionali e comunitarie, tale norma recita che l’amministrazione si avvalga dell’ente in House della Regione, Ciapi di Priolo, e che lo stesso ente si avvalga, privilegiando l’esperienza, del personale di cui all’elenco unico dell’art. 13 della legge n. 8 del 2016. A tale scopo, nel settembre 2017, è stato deliberato in giunta l’indirizzo politico al quale avrebbero dovuto seguire tutti gli atti amministrativi per ottemperare alla legge. È stata approvata la bozza di convenzione, e non la convenzione vera e propria, tra il Ciapi di Priolo e l’amministrazione regionale e sono state prenotate le risorse (14 milioni) alla ragioneria generale. Il 29 dicembre 2017 le risorse sono state decretate per volere del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
Le cronache recenti ci raccontano che la Corte dei Conti ha invitato a dedurre, sul progetto “Spartacus”, alcuni componenti dell’amministrazione precedente. Senza voler entrare nel merito delle decisioni della Corte dei Conti che rispettiamo, notiamo che gli operatori per più di un decennio si sono sempre occupati di politiche attive del lavoro in seno ai centri per l’impiego attraverso gli enti di formazione e ci appare singolare che tale intervento da parte della Corte dei Conti, sia avvenuto solo quando ad occuparsi di politiche attive sia stato l’ente in House della Regione. Ci preme rimarcare, inoltre, che se è pur vero che il Ciapi, per la sua esigua dimensione, non può assumere personale a tempo indeterminato, nulla osta l’assunzione a tempo determinato di personale, per raggiungere gli obbiettivi dei progetti a loro affidati nel rispetto dell’art. 13 della legge regionale n. 8 del 2017 o di altre iniziative regionali, comunitarie e nazionali.
Gli esperti in politiche attive del lavoro non chiedono un sussidio ma lavoro vero e duraturo nel rispetto della loro dignità professionale.

 

Short URL: http://www.sicilialive24.it/?p=98071

Scritto da su gen 12 2018. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, IN EVIDENZA, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

Lascia un commento

© 2018 SiciliaLive24.it. All Rights Reserved. Accedi

- Designed by Gabfire Themes