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Premiare la meritocrazia.Merito ai meritevoli la nuova rubrica del Dott. Aldo Capitano

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Il centro storico di Agrigento,indubbiamente, non consente facilmente il parcheggio per le strade ed i vicoli stretti. Arrivati al posteggio pluriplano , trovo immediatamente posto per la mia auto. Ed è sorpresa, notare che il parcheggio,oggi, ha una nuova denominazione : “Parcheggio Atenea”. Le sbarre,si aprono con il meccanismo funzionante,le pareti pitturate fresche e note musicali in filodiffusione accompagnano il passo all’uscita, dove alla parete notiamo un’ impronta,uno schizzo artistico,raffigurante il Tempio della Concordia. Passiamo dinanzi Piazza Pirandello e la mia gentile consorte si sofferma ad ammirare il mezzobusto, del nostro Premio Nobel, con il suo viso rivolto a guardare dirimpetto il Comune,come se fosse vivo e ancora presente , tutto proteso ed impegnato a scrutare e riflettere sulla storia della sua Agrigento. A ricordarci le sue opere :  Vestire gli ignudi  ,  I vecchi e i giovani , Il fu Mattia Pascal, I Giganti della montagna, l’Uomo dal fiore in bocca,…Ognuno a suo modo , Ma non è una cosa seria, Il berretto a sonagli, Sei personaggi in cerca di autore, Così è , se vi pare, Questa sera si recita a soggetto, Il giuoco delle parti……Un percorso che ci porta in via Bac Bac, dalla denominazione araba e sulla nostra sinistra , un grande portone , con sovrastanti bandiere tricolore ed europea, inneggiano, esprimono, il loro caloroso sostegno,all’ingresso della “Accademia delle Belle Arti”. Si!… E’proprio così. Anche ad Agrigento, v’è l’Accademia delle Belle Arti !…  Citofono, ed una impiegata cortese apre il portone,ci accoglie e accompagna nello studio del Direttore. Incontriamo il Prof. Alfredo Prado. La storia della famosa famiglia Prado è nota a tutti gli agrigentini che ne conoscono la vena artistica, non comune, del Maestro Anselmo Prado, padre di Alfredo, che fu un Grande Artista, anche in quel di Pisa e di Firenze. Ed è proprio a Firenze, che i Fiorentini, lo ricordano , assegnando ad un colle , il suo cognome: “ Colle Anselmo Prado”. E non è poco, in quanto, la cultura scientifica artistica a Firenze, ha riconoscimenti internazionali. La apprezzata famiglia Prado ,ripeto, ad Agrigento è molto nota e riconosciuta per la vena artistica ereditata dal padre, Maestro Anselmo Padro , insegnante di cultura artistica nelle scuole statali, come lo fu il probo , il Grande della letteratura, Leonardo Sciascia.

Anselmo, molto famoso per le sue opere d’arte diffuse in tutta Europa e oltre, è l’uomo di scienze artistiche che studio’, in un periodo pluridecennale, ed ideò, immaginò, ricostruì, con le sue mani, la composizione architettonica, in sughero, in scala, del Tempio di Giove Olimpico. Una ricostruzione architettonica, riconosciuta da moltissimi scienziati e archeologi mondiali, come una ricostruzione più assimilabile a quello che fu un tempo, il Tempio sontuoso di Giove Olimpico. Questa ricostruzione in scala,fonte di Alto studio ed approfondimento scientifico, è una testimonianza della magnificenza del Tempio,non più esistente, oggi ammirabile al Museo Griffo di Agrigento, esposto nella sala del Telamone.

Ed il figlio Alfredo, nel seguire le orme del padre, ha degnamente sacrificato la sua vitalità per donare alla Città dei Templi, “ L’accademia delle Belle Arti ”. E a proposito della ricostruzione in scala del tempio di Giove, mi soffermo con un breve accenno : “ al tempo del IV – V secolo a.c., periodo in cui non esistevano diplomi e lauree,  gli antichi Greci, furono talmente abili da lasciare ai posteri, un marcato segno indelebile al centro del mediterraneo. Una sontuosa testimonianza di Civiltà, che costituisce gran parte della Magna Grecia in Agrigento. L’edificazione strategica dei Templi e costruzioni, della città di Akragas,  hanno resistito a tutte le intemperie e  guerre ,per 2500 /2600 anni, ci fa restare attoniti  e riflettere sul fatto che , oggi, anche noi, dovremmo avere il dovere , di lasciare ai posteri , un buon segno della nostra civiltà…..”…..E l’Accademia delle Belle Arti, è un segno di civiltà. Quattro piani di un palazzo antico al centro storico, diviso in diverse aule, praticate da più di 250 studenti e molteplici Maestri d’Arte. Insegnanti e studenti, provenienti da varie parti della Sicilia,convergono ad Agrigento, per insegnare e studiare la scenografia, i costumi, la pittura, la fotografia, la scultura, l’arte vitrea, l’arte orafa e della produzione dei gioielli, l’arte creativa dei monili. Studenti, frequentano per conseguire la laurea triennale e per la specializzazione biennale, i quali completato il quinquennio, trovano prospettive d’insegnamento nelle varie scuole di ogni ordine e grado. Dunque, attività lavorative e di guadagno per i giovani, che durante questo tempo dei loro studi , vivono e spendono nella nostra Città. Dunque, un’ Accademia, produttiva per la economia cittadina. Tra i corridoi, fanno arredo molte sculture di famosi artisti contemporanei e non. Esposizioni di monili in vetrine illuminate. Ed un ampio spazio esterno, che è da visitare, dedicato con una targa al Prof. Anselmo Prado. E’ il ritrovo per gli studenti e ancor  più, una naturale scenografia adatta all’intrattenimento all’aperto, per spettacoli artistici, musicali e mostre d’arte. Una realtà invidiabile, che noi agrigentini dovremmo riconoscere e apprezzare, come “ un fiore all’occhiello ”, distanti dalle critiche banali e distruttive. Agrigento, comunità molto difficile , dovrebbe imparare a riconoscere la valenza ai suoi concittadini meritevoli, che con tanto alto senso civico, omaggiano alla Città dei contenitori in ceramica , come ad invitare con fare garbato, a non gettare nemmeno una “ cicca a terra ”,  un gesto signorile , di esempio all’educazione civica, così come nelle città nel resto d’Europa. Ed altri omaggi di vasi e ornamenti , per ingentilire il  Viale della Vittoria, sono stati, purtroppo, oggetto di atti vandalici . E l’Accademia delle Belle Arti, non demorde, vuole insegnare anche fuori dalle sue aule, dalle sue mura, all’aria aperta, in Città, per dare un segnale, un invito alla civiltà, con arredi e abbellimenti, distribuiti in varie strade e piazze. Ed alla fine della nostra visita , il Direttore dell’Accademia, Prof. Alfredo Prado, con molta signorilità, ci ha accompagnati giù, fino al portone…. E lo ringraziamo, lo apprezziamo, per la sua disponibilità e l’amore  dimostrato per la sua città, con le sue grandi capacità artistiche e organizzative.

E noi tornati al “ Parcheggio Atenea ”, per riprendere l’auto in uscita, abbiamo comodamente pagato, usufruendo, con ammirazione, di una “nuova postazione automatica”, senza perdere tempo e senza impedimenti, come in una città europea, patrimonio dell’Unesco.

 

 

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Scritto da su gen 14 2018. Archiviato come AGRIGENTO, ARCHIVIO ARTICOLI, CULTURA, PRIMO PIANO, RUBRICHE, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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