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Intervista a Gero Acquisto della Uil

Gero Acquisto Segretario Generale della Uil di Agrigento

 

 

 

foto gero

Buon giorno Segretario, il 2018 è una stagione importante per la Uil, è l’anno dei Congressi. A che punto siete e quali prospettive e obiettivi vi siete prefissati ?

 

“I Congressi sono un momento importante per tutte le organizzazioni sindacali e quindi anche per la Uil. E’ un momento di confronto con gli iscritti, i delegati ed il gruppo dirigente, per continuare un’azione capillare per i servizi ai lavoratori e ai cittadini. Agli iscritti e a tutti coloro che si sono serviti delle nostre professionalità e della nostra rete capillare di sedi UIL nella nostra Provincia, va un sentito grazie. I Congressi sono già iniziati e devo dire che la partecipazione e l’interesse sono andati al di là di ogni aspettativa. Gli ultimi due Congressi dei pensionati e del settore agroalimentare sono stati seguitissimi (più di 500 partecipanti) e questo dimostra che il nostro gruppo dirigente lavora costantemente e conosce bene le problematiche del territorio e degli iscritti.”

 

Lei, oltre ad essere Segretario della Camera Sindacale Territoriale, è stato confermato in questi giorni Segretario Territoriale della Uila; il settore agroalimentare soffre parecchio, quali sono le cause?

 

Sì, dal 2015 sono stato eletto Segretario Generale  della camera sindacale territoriale della Uil di Agrigento. Un incarico che espleto con grande impegno e che, assieme a me, vede tutta l’organizzazione sindacale e il gruppo dirigente lavorare per questo territorio, cosa assolutamente non facile ma anche gratificante quando raggiungiamo i nostri obiettivi per i lavoratori e per chi è scarso di tutele e diritti e chiede al sindacato un aiuto.

La Uila-Uil, il mondo dell’ agroalimentare e tutto quello che ruota attorno a questa categoria, è un po’ la mia palestra di vita, infatti seguo questo mondo dal 1998 ad oggi. Il mondo dell’agricoltura è un settore che fino a qualche anno fa era per la Sicilia e la nostra provincia trainante. Da quando è partita la globalizzazione, in maniera sfrenata e senza regole, questo settore ha subìto la crisi.

I nostri prodotti, che sono di qualità e sono certificati (mi riferisco soprattutto all’ortofrutta) non hanno purtroppo trovato dei governi forti che li abbiano tutelati assieme alle nostre eccellenze.

La cosa incredibile è che ancora oggi l’olio, il pistacchio ed altri prodotti autoctoni, conquistano premi internazionali e il riconoscimento degli addetti ai lavori, ma non possono reggere il confronto in termini di costi con i paesi africani, che entrano nei mercati siciliani, italiani ed europei drogando il mercato. I prodotti extra Ue che non hanno nessuna etichettatura e nessun controllo sono appetibili per le grandi catene di distribuzione  che li preferiscono per i sottocosti. Questo è un elemento distorsivo e provoca danni enormi ai produttori siciliani che non possono investire e creare occupazione o investire nelle proprie aziende. Per questo il mercato presenta difficoltà. Creare i dazi commerciali deve essere la soluzione per non uccidere quel che di buono resta nella nostra terra. Se no, come purtroppo si registra da troppo tempo, o le aziende italiane chiudono o delocalizzano, altro che investimenti e ritorno per il territorio.”

Una domanda è d’obbligo: oltre la stagione congressuale della Uil, che si chiuderà a giugno, il 4 marzo si vota, Lei che cosa prevede da giorno 5 ? C’è il rischio di instabilità ? Finora una brutta campagna elettorale, perché?

 “Sì, entro il mese di giugno concluderemo tutti i congressi, ad aprile avremo il congresso territoriale provinciale, a maggio quello regionale e a giugno quello nazionale.

Certo il 2018 è un anno importante per la politica, con le elezioni di domenica ma soprattutto per il Paese. Devo dirLe che anch’io finora ho visto una brutta campagna elettorale, un clima sociale e politico purtroppo pesante. Io spero di cuore, come italiano, che dal 5 marzo tutte le forze politiche presenti in parlamento, qualora non ci dovessero essere maggioranze chiare, guardino soprattutto agli interessi dell’Italia. Le posso dire che questa legge elettorale è un rischiatutto, sinceramente non mi piace, però l’interesse nazionale è dare un governo stabile ai cittadini.

La mia paura è che questa stagione di instabilità possa continuare e in questo momento sarebbe drammatico. Essere esposti ai mercati, alla finanza internazionale, alla trojka, mi provoca forti turbamenti. Negli ultimi sette anni si è parlato solo di austerity e recessione, adesso la nostra economia deve trovare una politica e un governo che sia autorevole, legittimato e che sappia governare l’Italia e presentarsi a Bruxelles con le carte e i conti in regola, cosa che a oggi non vedo così scontata. L’unico invito che posso fare è che votare è un diritto civico, astenersi non è la soluzione. Ripeto, spero di sbagliarmi, ma se non si guarda all’interesse diffuso, questa situazione di crisi non sarà superata.”

 

Sui servizi nella città di Agrigento, come nel resto della Provincia, avete seguito molto il settore dell’igiene ambientale, della tutela dei lavoratori e della novità della differenziata, che in città ancora presenta oggettive difficoltà, perché?

 

“I servizi per il cittadino sono una battaglia di civiltà non solo per il sindacato. Noi sulla gestione e il servizio dei rifiuti abbiamo sempre tutelato gli operatori, perché mi sembra che nel sistema sono rimasti l’anello debole. Qualsiasi disservizio, aumento dei costi, scelte politiche non proprio azzeccate precedentemente, trovavano come unica soluzione la riduzione del personale, degli operatori ecologici. Era senz’altro un modo per abbassare i costi e alzare gli standard del servizio alla collettività. Oggi sono chiare due cose: che il costo della tari non si è abbassata e che con la differenziata, soprattutto ad Agrigento, ci sono delle difficoltà evidenti che vanno risolte.

Oggi sarebbe facile attaccare l’amministrazione Firetto e l’Assessore al ramo, però questo servizio va indirizzato meglio. Non è possibile che la città sia piena di discariche abusive o che non siano partite le isole ecologiche, o che siano finiti i mastelli per i privati. La Uil ancora una volta è disponibile al confronto e tengo a sottolineare l’impegno dei lavoratori ad espletare il servizio pur essendo dai nostri conteggi in sotto organico.”

 

 

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Scritto da su feb 27 2018. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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