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Antonello Pace intervista il segretario territoriale della Uil Gero Acquisto

 

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Buon giorno Segretario.Allora, dopo i primi 6 mesi, il suo lavoro con la Uil agrigentina che risultati ha prodotto? Per voi un anno importante con la stagione congressuale, ma in Italia è ancora indispensabile il ruolo del sindacato ?

“Posso dirle che sono stati sei mesi a rotta di collo, non mi sono fermato io, non si è fermata la Uil e tutto il gruppo dirigente. Da gennaio ad oggi, in meno di 6 mesi, abbiamo portato a termine la stagione congressuale con grandi sacrifici e risultati. Il congresso nazionale, con la conferma del nostro Segretario Barbagallo, ha dimostrato nei numeri e nei contenuti congressuali e tematici il ruolo delle organizzazioni sindacali, in un momento certamente non facile per l’economia e la stabilità generale del Paese. Devo sottolineare che le aperture al confronto che ha dato il Vicepremier Di Maio sono una buona base di partenza, considerato che negli ultimi anni i governi hanno imposto norme con l’accetta di decreti e con pochissimo dialogo, dilaniando così lo Stato sociale. Speriamo, adesso, in una stagione dove ci sia una nuova fase pur nel rispetto dei ruoli tra Governi e parti sociali.”

Andiamo ai temi del lavoro: dal Decreto Dignità, ai voucher in agricoltura e turismo, al potenziamento dei servizi pubblici in materia di lavoro, i dati ancora non soddisfano la ripresa economica nel Mezzogiorno, ma si vuole aggiustare il tiro e l’eterno dibattito tra liberisti, conservatori e riforme e controriforme ?

“Ribadisco che negli ultimi anni la mancata concertazione ha portato uno stacco, uno stallo tra Paese reale e Istituzioni, senza essere un sovranista, e mi preme sottolineare che siamo sì per i cambiamenti del mercato del lavoro, ma se si vuole tutta questa flessibilità devi creare un sistema di protezioni sociali e di riposizionamento al lavoro che oggi non ci sono. La Germania o la Svezia hanno servizi pubblici e rapporti con le imprese molto diverse che in Italia o nel Mezzogiorno. Il lavoro non si crea solo con l’eccesso normativo, deve tener conto anche delle territorialità. Questo decreto dovrebbe agevolare e fare chiarezza sul ginepraio di contratti in essere, se c’è una semplificazione e una chiarezza nel percorso non possiamo essere negativi. Quello che ci lascia ancora un attimino titubanti sono le coperture, al netto delle polemiche tra Ministri e Boeri. I voucher in agricoltura e nel turismo, con il loro ripristino, potrebbero dare effetti positivi, ma sappiamo che nel passato qualcosa non ha funzionato: vedremo bene l’applicazione del provvedimento.”

Materia pensionistica, rivisitazione Legge Fornero, ricalcolo vitalizi e pensioni d’oro: temi caldi per il Governo, Di Maio ha detto toccherà pure a voi sindacalisti, siete d’accordo ?

“Andiamo per gradi: che il sistema pensionistico in Italia ha avuto aspetti positivi ma anche distorsivi non è un fatto nuovo; si è passati da un sistema dove a 50 anni si andava in pensione, a uno dove a 70 rischi di essere nella terra di nessuno. La Legge Fornero è una legge troppo restrittiva, è vero che grazie all’azione sindacale con l’ape social e volontario si è messo una pezza, ma non basta. Quota 100 o 101 mi pare non sia una cattiva idea, il punto è la tempistica, le coperture e aver chiaro tutti gli aspetti; ritengo che anche qui il confronto sia necessario.Sul ricalcolo dei vitalizi per gli ex deputati nazionali, sulle pensioni d’oro, anche dei sindacalisti, se ci sono state leggi troppo permissive e che hanno agevolato a dismisura chi poi ne ha beneficiato, non trovo uno scandalo ricalcolarli, ma che sia fatto con equità e senza azioni di vendetta. E’ chiaro che ci sono state troppe sperequazioni sociali ed economiche.”

La Sicilia è diventata al centro degli scontri per la questione migranti: porti aperti, porti chiusi, Ong, redistribuzione ma di fatto il Trattato di Dublino non è stato toccato, però questo Governo, o meglio Salvini, ne ha fatto una questione europea, cosa bisogna fare ?

“Attenzione, è un tema complesso, non facile e che non va guardato solo con le speculazioni. Il problema migranti c’è ed è reale, però gli Stati membri quel principio solidaristico e di mutuo soccorso lo hanno lasciato solo nei proclami; la redistribuzione e la ricollocazione devono essere portati a termine, il blocco di Visegrad o le parole ambigue di francesi e tedeschi non aiutano una sana politica di cooperazione.”

Governo Musumeci: maggioranza in eterna fibrillazione, problemi occupazionali e di ripresa, finanziaria regionale in parte mozzata, ma il Presidente catanese parla di grandi risultati. 100 milioni di progetti sbloccati in sei mesi, una buona base di partenza ?

“Io da sindacalista, da siciliano, sono molto attendista, onestamente non vedo questo clima di esaltazione, vedo un governo che ha oggettive difficoltà anche nei numeri e nella tenuta della maggioranza. Le finanziarie si rivelano poi un ok corral, dove tutti vogliono spazi, soldi, agibilità politica e territoriale, non capendo tante volte che i provvedimenti per camminare devono seguire un percorso. Abbiamo una situazione economica ancora fragilissima, gli investimenti per progetti e opere per tamponare il dissesto idrogeologico e il territorio se portate a termine in termini ragionevoli sono indispensabili. Leggevo che per un problema alla corrente elettrica i pendolari del treno Palermo-Agrigento sono rimasti bloccati qualche ora. Le strade sono ancora una gimkana ad ostacoli, ponti e viadotti non rispettano i requisiti minimi di sicurezza. Diciamoci la verità, negli ultimi 25 anni in Sicilia in ogni settore pubblico, manutenzione ordinaria e straordinari, si è tralasciata ecco i risultati.”

Andiamo alla Provincia di Agrigento: i dati sulla presenza alla Valle dei Templi sono positivi, i dati turistici in leggero ribasso. Voi avete lanciato una serie di iniziative. Perché il turismo non è determinante per la nostra economia?

“Noi abbiamo sottolineato sempre una cosa: un maggiore confronto tra Istituzioni territoriali, stakeholder e forze sane del territorio. Se la Valle del Templi è il primo sito di Sicilia ma Agrigento non riesce a volare c’è qualcosa che va corretta. E’ vero che si sono cercate le sinergie ma oggi ad Ortigia o a Ragusa il turista lascia i soldi nel centro storico, da noi non è così. Si deve potenziare la rete di servizi e offrire opportunità e eventi al turista.”

Parla anche del caso differenziata: secondo tanti cittadini una sorta di fallimento politico-amministrativo e nell’organizzazione dell’intero servizio, concorda?

La Uil da tre anni è stato il sindacato della ragione, abbiamo provato a far riflettere Firetto e i suoi assessori in tutti i modi. Si è visto, come abbiamo sempre sostenuto, che il problema non erano i lavoratori, che i costi non si sono abbassati in bolletta e che la differenziata che abbiamo sempre sostenuto andava organizzata meglio. Speriamo che con il nuovo appalto si interrompa la lunga serie di autogol, i cittadini e i lavoratori finora sono le uniche vittime di questi errori e se i cittadini sono scesi in piazza è un segnale forte che questa amministrazione non può sottovalutare.”

Dei nuovi parlamentari nazionali e regionali agrigentini che impressione ne ha tratto ?

“Troppo presto per giudicarli, però mi sembra che i parlamentari agrigentini nei tavoli decisionali non riescono mai a battere i pugni, non riescono a rendere Agrigento e la sua Provincia centrali nell’azione di governo. I numeri degli emigrati e dell’insoddisfazione sono al massimo dell’esasperazione”.

Vertenza Cementeria e Girgenti Acque, a che punto siamo ?

La crisi della Cementeria non nasce oggi, il sindacato si sta impegnando ma purtroppo il mercato del cemento e la crisi dell’edilizia hanno cambiato aspetto e forma e i privati hanno l’ultima parola, noi faremo fino all’ultimo la nostra parte.Girgenti Acque ha scottato dieci anni di guerre, tra sistema misto, privatizzazione e ripubblicizzazione, e si trova in una situazione di oggettive difficoltà; noi difenderemo i lavoratori che rischiano il posto di lavoro con ogni mezzo, il Jobs Act tra le altre cose ha dato alle aziende maggiore possibilità di licenziamento, però noi siamo per trovare una soluzione meno indolore possibile.”

 

 

 

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Scritto da su lug 16 2018. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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