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Agrigento, condannate le sorelle Picone al processo “Disabili”

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Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, lo scorso 29 giugno la pubblico ministero, Alessandra Russo, a conclusione della requisitoria, ha invocato la condanna a 5 anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici, a carico dell’avvocato Francesca Picone, imputata di estorsione e tentata estorsione. E ad 1 anno e 8 mesi di reclusione a carico della di lei sorella, Concetta Picone, consulente fiscale di un patronato. Il processo, che ruota intorno a presunte pretese estorsive a danno di clienti disabili, si svolge in abbreviato innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato. E adesso il giudice Malato ha condannato a 4 anni l’avvocato Francesca Picone, e ad 1 anno e 8 mesi la sorella Concetta. Il giudice ha inoltre disposto il pagamento di una provvisionale di risarcimento danni di 10mila euro ciascuno a carico delle due imputate, ed al pagamento delle spese processuali per 2500 euro.
La Procura di Agrigento commenta: “Il lavoro dei Carabinieri di Realmonte e l’attento operato dei sostituti Alessandro Macaluso e Alessandra Russo hanno consentito di ottenere giustizia per le vittime, tutti soggetti svantaggiati, delle due imputate condannate per estorsione e tentata estorsione”.
I difensori delle sorelle Picone, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, ricorreranno in Appello.
L’avvocato Angelo Farruggia commenta: “Le sentenze non si commentano. Si rispettano, e se non si condividono si impugnano. Noi non la condividiamo assolutamente e la impugneremo. Lamentiamo un clima mediatico che, fin dall’inizio, riteniamo abbia turbato il sereno svolgimento del processo. Basta dire che è stato consentito che la sentenza venisse emessa con uno striscione appeso fuori dal tribunale in cui si attaccava l’imputata. Ma il tema sarà affrontato nei tempi e nelle sedi opportune”.
Le parti civili sono state rappresentate dagli avvocati Salvatore Pennica, Giuseppe Arnone, Gisella Spataro e Arnaldo Faro.
L’avvocato Salvatore Pennica commenta: “In questo processo le associazioni dei disabili non si sono costituite parte civile: i disabili sono destinati ad essere soli se non hanno dietro una famiglia”.
L’avvocato Giuseppe Arnone commenta: “Questa sentenza rappresenta una pagina importantissima, stiamo iniziando a colpire i responsabili anche del mio ingiusto arresto. Ma adesso devono essere colpiti in modo ancora più duro gli inquirenti che hanno consentito che trascorressero quasi sette anni dalla estorsione denunciata dalla prima vittima, il cieco di Realmonte, Schembri. E adesso il Ministro della Giustizia e la Procura di Caltanissetta devono mettere sotto torchio l’operato di tali inquirenti che a mio avviso hanno insabbiato totalmente la denuncia dei Carabinieri contro i complici delle imputate odierne. Il Giudice Malato ha scritto oggi una pagina importantissima, ma è solo la prima pagina di un libro che è ancora tutto da scrivere”.

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Scritto da su dic 8 2018. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, CALTANISSETTA, CRONACA, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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