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Agrigento concluso convegno medico sul tumore al colon-retto.Il Prof.Sciumè:” screening e prevenzione determinanti per evitare conseguenze pericolose.” Foto-Gallery

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Si è concluso oggi ad Agrigento la seconda edizione della due giorni del corso di aggiornamento monotematico sul tumore del colon-retto che ha visto la presenza di qualificate figure del settore della chirurgia sia a livello nazionale che regionale confrontarsi sul tema spinoso di questa patologia possibilmente letale.

La due giorni ha visto la presenza e il confronto continuo di chirurghi e addetti ai lavori di fama dibattere su questa patologia che ancora oggi registra numeri alti e che può essere curata solo attraverso una prevenzione tempestiva e individuata con gli strumenti a disposizione della medicina e dei chirughi.

La due giorni dei lavori viene sintetizzata dal Prof.Carmelo Sciumè Direttore dell’unità operativa complessa della chirurgia generale dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento,che sulla patologia ha parlato sulle novità mediche e dell’aggiornamento del tumore del colon-retto indispensabile per la prevenzione e la cura della patologia.

Ha spiegato che da cinque anni esiste il registro dei tumori ad Agrigento,il numero dei casi del cancro del colon-retto in provincia è di 1000 casi,per questo l’azienda sanitaria ha messo a disposizione gli screening gratuiti,visto che è una patologia asintomatica,per tutto ciò bisogna aderire e sottoporsi ai controlli,con un semplice esame e con la ricerca del sangue occulto nelle feci si può avere un quadro diagnostico più preciso.

Infatti se le feci dovessero essere positive il problema va affrontato con una colonscopia che puo’ essere a sua volta diagnostica o terapeutica nell’asportazione del polipo che sono i precursori nel 95% dei casi del futuro tumore,in quanto tra il polipo e il tumore c’è questa sequenza adenoma-carcinoma che va da 5 a 15 anni,che è un possibile tumore che va asportato subito.

Nel caso fosse un tumore,il paziente sarà sottoposto alla chirurgia e si invierà al tavolo operatorio e si cura in via laparoscopica in maniera mini-invasiva o se molto avanzata col metodo open chirurgico aperto tradizionale.

E subito dopo l’intervento si può passare alla radioterapia o alla chemioterapia al fine di guadagnare quelle percentuali  per evitare le recidive locali o lo metastasi a distanza che possono compromettere la vita del paziente.

Quindi nei soggetti uomo e donna  superati i 50 anni è assolutamente necessario fare almeno  una volta una colonscopia.

La due giorni dei lavori è stato organizzata dalla Rcv congressi e dalla Dott.ssa Claudia Montalto.

 

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Scritto da su apr 6 2019. Archiviato come AGRIGENTO, ARCHIVIO ARTICOLI, CULTURA, EVENTI, IN EVIDENZA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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