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Riapre il Petrusa,piccolo segnale della normalizzazione.Si evitino inaugurazioni pompose e autoreferenziali,non servono

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Finalmente i cittadini di Agrigento e Favara e non solo loro potranno nuovamente transitare sul viadotto Petrusa,da domani dopo un iter infinito durato quasi quattro anni,potranno collegarsi e interscambiarsi con facilità e senza gimkane.

Questo è un primo piccolo segnale di normalità,ma attenzione a trasformare questo traguardo,riaprire sì,ex novo,un viadotto di 200 metri di vitale importanza,ma nessuno pensi che molti governanti e politici o l’Anas si sono lavati la coscienza con questa riapertura che alla fine,in qualsiasi posto del mondo,sarebbe assoluta normalità.

Se domani mattina devono essere accese telecamere per sentirsi dire solo quanto siamo bravi,mi sa che è meglio evitare questi trionfalismi ed eccessi che sfociano in eventi autoreferenziali e si creano altre illusioni.E purtroppo illusionisti gli agrigentini ne hanno conosciuti molti,tra politici e altri importanti burocrati statali e regionali.

A noi preme sapere,se tutte le altre incompiute dal Ponte Morandi alle statali la ss. 640 e soprattutto la ss. 189,che tempi avranno per il completamento di opere ideate e progettate ai primi anni del 2000 e altre viabilità saranno agibili in tempi rapidi.

Cancelleri si è trovato in un momento propizio e visto che è nisseno e pure Viceministro delle Infrastrutture deve continuare imperterrito questo percorso.

Normalizzare e modernizzare la viabilità del territorio agrigentino è un diritto non una grande concessione.

I cittadini che vivono tuttora sulla sponda est del Petrusa aspettano giustizia dall’Anas e si sono costituiti in giudizio con una class action.

Questi disagi speriamo non dovranno ancora subirli i cittadini di Porto Empedocle con il Morandi e tanti altri cittadini della provincia con arterie che sono ancora rimaste ai tempi della Cassa del Mezzogiorno.

Speriamo che il sogno di vedere collegata Agrigento agli aeroporti di Catania e Comiso ad est e Palermo e Trapani ad ovest possa segnare un netto miglioramento della viabilità,la mitologica ora e mezza che sarebbe normale,ancora appare come il sogno di Scilla e Cariddi che vivono in una eterna attesa del Ponte sullo Stretto.

Per questo si evitino i trionfalismi e si continui a lavorare,lo stesso Cancelleri qualche settimana fa dichiaro’:

“La viabilità non sia motivo di campagna elettorale,i cittadini sceglieranno i Sindaci che si sapranno distinguere sulle problematiche locali”,d’accordo Viceministro e allora anche tu dai l’esempio e dimostri di lavorare per la crescita del territorio e di una viabilità decente,non bisogna certo tagliare nastri o stappare champagne per dirti sei bravo.

Speriamo che la gente non debba scendere nuovamente sulle strade per avere quello che le spetta da tempi immemori. E che oltre il viadotto di nuovo conio si faccia una degna manutenzione, perché nulla è eterno.

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Scritto da su lug 12 2020. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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