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Agrigento va al voto tra dubbi,incertezze e trasformismo nella terra di Pirandello,nulla è scontato,adesso la parola passa agli elettori  

 

 candidati

 

La lunghissima ed estenuante campagna elettorale di Agrigento volge al termine,questa è forse l’unica notizia positiva.

Troppo lunga a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19 è costellata da parecchi colpi di scena e dalle solite e immancabili polemiche.

Onestamente molti agrigentini penso che decideranno all’ultimo momento almeno a chi dare fiducia per eleggere il nuovo Sindaco della città dei templi.

E’ molto difficile alla fine leggere bene il risultato finale, a parte l’esercito di aspiranti candidati al consiglio,circa 480 con le solite medie tipo concorso pubblico, ogni 900 residenti c’è un consigliere con la diminuzione a 24,la vera battaglia si è riversata sui 6 candidati Sindaci.

Una città, che è inutile nascondercelo,vive difficoltà e disagio per una crisi che soprattutto dalle nostre parti si è incancrenita ed è dovuta alla mancanza di opportunità lavorative, problema che non è solo agrigentino.

Un altro dato che non va sottovalutato,direi quasi clamoroso su 20 liste,sono rimasti solo quattro partiti nazionali: Forza Italia,Udc,Fratelli D’Italia,Lega e Movimento 5 stelle e il movimento regionale Diventerà Bellissima guidato da Nello Musumeci.Sì, ad Agrigento,ormai ex laboratorio politico,si è sviluppato il civismo,termine sicuramente non reietto,però sinceramente inflazionato e che vede invece parecchi candidati da destra a sinistra convergere in un progetto dove non sono graditi i partiti tradizionali.

Secondo alcuni un modo opinabile e risibile per nascondersi dietro un paravento.

Il Sindaco uscente e ricandidato Firetto si è scrollato l’etichetta partitica e ha puntato tutto su una gioiosa macchina da guerra civico-politica,dove comunque ci sono pezzi importanti della politica locale.

Clamoroso il passaggio di Giorgia Iacolino da Forza Italia ad Andiamo Avanti con le relative polemiche e strascichi dopo la venuta del Presidente dell’Ars Miccichè che con toni forti e perentori ha dato il benservito alla consigliere e Assessore designato nell’eventuale governo Firetto bis.Poi l’On.Pullara ha fortemente appoggiato il progetto Firetto che, al netto delle sue problematiche giudiziarie,vuole dimostrare che dalla città dei templi parte un movimento regionale Onda e Noi che può dire la propria anche sui tavoli regionali.

C’è da dire che Firetto ha impostato una campagna elettorale martellante di video,spot e messaggi h24,se ci dovessimo fermare solo ai social non ci sarebbe partita.

Ma qualsiasi elezione non è così scontata e gli agrigentini hanno dimostrato più volte che chi entra a Palazzo dei Giganti spesso ha meno nemici.

La sensazione è che domenica e lunedì sarà un vero e proprio referendum, volete premiare o bocciare Firetto ? E’ chiaro che se l’alternativa dovesse superare il 60% dei voti,la partita per il Trump agrigentino diventerebbe molto ma molto difficile.

I competitor cosa faranno ?

C’è l’incognita Franco Miccichè,persona stimata trasversalmente e sostenuta da liste civiche e dal movimento Vox Italia del filosofo Diego Fusaro.

Il medico agrigentino sponsorizzato anche dagli autonomisti capeggiati dall’On.Di Mauro negli ultimi 20 giorni è stato presente sui social e nelle televisioni massicciamente.

Il suo mantra è fare squadra e normalizzare la città e ha messo a nudo le distorsioni di Firetto sulla scarsa capacità di spesa dei fondi europei e sulla rivisitazione del servizio di igiene ambientale con un sistema di raccolta che supera definitivamente gli odiatissimi mastelli.

Dai rumors si sente aria di ballottaggio,molto dipenderà a parte la squadra quanto riuscirà a penetrare nel cuore e nella mente dei cittadini,un uomo lontano dai clichè della politica:abbracci,baci e cinismo.

Marco Zambuto,il Sindaco degli agrigentini,trova dalla sua una parte del centrodestra Forza Italia dell’On.Gallo che da questa elezione aspetta risposte anche dal governo regionale per un rimpasto che è slittato di mese in mese,dall’Udc con un redivivo Decio Terrana che tra l’altro ha chiamato a raccolta Lorenzo Cesa e Giusy Savarino che dopo anni e anni tenta il colpaccio con Diventerà Bellissima,alcuni dicono,con l’aiuto di Razza e Musumeci determinanti per chiudere la squadra degli aspiranti consiglieri.

Zambuto, i ben informati dicono che abbia fatto una campagna elettorale porta a porta e ha sottolineato che i muri e le barriere miste a spocchia da parte di Firetto saranno cancellati dagli agrigentini stanchi di vivere nell’iperuranio.

C’è da capire adesso se questo brand è ancora attuale o è cancellato dalla storia.

Daniela Catalano,rappresenta la sorpresa della competizione,non tanto perché donna ma perché mesi addietro era impossibile che una moderata di fede Alfaniana potesse essere un grimaldello dei sovranisti Lega e Fratelli d’Italia per sfondare il fortino democristiano che ha governato negli ultimi 13 anni Agrigento.

Ha puntato molto sulla freschezza,la famiglia,le mamme,l’Assessorato ai bambini,ma si deve capire se la base soprattutto dei supporter della Meloni e di Salvini saranno da traino oppure no.

Si vedrà,come dice lei,se le periferie premieranno il suo impegno,vedi Villaseta e Villaggio Mosè o se,come sostiene qualcuno regnerà il trasversalismo e il disgiunto.Il rischio c’è,ma Daniela non è una che prende sottogamba eventuali inciuci e sa randellare e colpire chi eventualmente spinge su altri lidi.

Marcella Carlisi del Movimento 5 stelle,è alla prova di maturità,chiaramente a lei non può che non riconoscerle la coerenza e l’opposizione dura a Firetto.Ha fatto una campagna elettorale meno social e più tra la gente.

C’è da capire quanto riesce a coagulare sul dissenso,sul popolo dei giovani,sul reddito di cittadinanza e anche sulla mancanza di sostegno da parte dei parlamentari nazionali.

Lei è comunque una che non demorde e da più parti dicono che potrebbe intercettare il classico voto di parcheggio per spostare la partita fino al 18 ottobre.

Angela Galvano,c’è l’alternativa e c’è la sinistra e un mondo vicino alle associazioni e ai diritti sociali.

Ha cercato di spingere le due liste che si inquadrano nel mondo di Articolo Uno,vuole dare una testimonianza di non essere sudditi del Pd.Una parte del Pd,vedi Riolo,ha scelto il civismo di Firetto,un’altra parte ha preferito rimanere identità,forma e vedremo se avrà sostanza per ribaltare lo schema attuale.

Due piccole considerazioni,mai come quest’anno ho avuto la sensazione di quanti candidati sono stati scelti alle prime armi,di quanto deboli sono i partiti a creare classe dirigente e di quanto stia diventando pericoloso il voto di genere.

Il legislatore regionale l’aveva pensato per aumentare le quote rose nei consigli comunali,dispiace dirlo in maniera bipartisan stanno diventando merce di scambio,altro che vittoria democratica.

L’altra è un auspicio per tutti che la gente voti liberamente e che non ci siano pressioni  o coercizioni dove c’è disagio socio-economico.

E speriamo absit inuria verbis che non continuino a votare sotto la spinta della promessa o del parente,sarebbe essere autolesionisti e dare uno schiaffo alle Istituzioni da troppo tempo diventati un dopo lavoro.

 

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Scritto da su ott 2 2020. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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