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Agrigento.Dopo gli ultimi assembramenti a San Leone, adesso tolleranza zero. Il Sindaco Miccichè faccia il Sindaco sceriffo.  

sicilialive24.it

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L’ultimo week-end a San Leone ha segnato un momento di grande preoccupazione per i cittadini dopo le immagini che non lasciano nulla al caso con gli assembramenti di massa in Piazzale Giglia e nel lungomare.

Siamo ancora in una fase critica in Sicilia a causa del Covid, da metà gennaio la nostra isola è stata classificata zona rossa per 15 giorni.

Questo ha permesso, grazie alle misure di contenimento, una riduzione considerevole dei contagiati che erano schizzati a più di 1800 al giorno con un tasso di mortalità di quasi 50 morti al dì.

Infatti nel giro di un mese la Sicilia ha cambiato colore prima arancio e poi giallo, che vuol dire meno restringimenti e maggiori spostamenti senza autocertificazioni, questo non significa un liberi tutti.

Purtroppo una minoranza di cittadini non vuole capire che lo stato di emergenza continua e che quello che si è visto negli ultimi due week-end a San Leone è pericolosissimo.

Le ordinanze del Sindaco Miccichè con misure anti-assembramento e divieto di bottiglie e bicchieri di vetro non sono state rispettate da alcuni che hanno fatto esattamente l’opposto fregandosi dei divieti.

A questo punto , vista l’esiguità delle forze in campo, non possiamo pensare che solo la polizia municipale possa scoraggiare una parte di irresponsabili, bisogna cambiare registro e stringere le viti e i bulloni al massimo.

Solo se si crea una forte coesione e convergenza di tutti gli organi preposti al controllo del territorio dal Prefetto,dal Questore e dalle forze armate si possono evitare eventuali azioni di massa nei luoghi sensibili,da parte di cittadini poco accorti e che sono potenziali untori per la facilità di trasmissibilità del virus e dei rischi sanitari che ne conseguono.

L’appello che facciamo alle Istituzioni, in primis al Sindaco Miccichè, è di mettere in campo azioni più dure per creare delle vere zone rosse sopratutto il sabato e la domenica a San Leone nei luoghi di maggiore afflusso e nelle spiagge.

Creare dei check point nei varchi d’accesso per raggiungere la località balneare non vuol dire stato di polizia o di guerra, limitare l’accesso ai non residenti non penso sia un’idea balzana e fuori dal mondo.

Transennare le aree sensibili è un deterrente come presidiare e vigilare con delle postazioni fisse e con polizia, carabinieri e finanza che almeno nelle ore più trafficate del fine settimana si alternano nei controlli.

Qualcuno dirà: sono misure troppo drastiche ma la salute in questo momento è prioritaria su ogni libertà individuale.

Vogliamo sperare che immagini come quelle di domenica siano solo un brutto ricordo e che le Istituzioni con in testa il Sindaco siano determinati a mettere un freno a una situazione che potrebbe sfociare nell’anarchia e a rischi sanitari per tutti.

Se il Sindaco Miccichè vuole essere il Sindaco di tutti sia meno accomodante e più decisionista, le persone di buon senso capiranno che per uscire da questa fase che ha lasciato sul campo troppi morti e troppi rischi collettivi, si devono prendere decisioni impopolari.

Meglio uno sceriffo ora che un obiettore di coscienza domani.

 

 

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Scritto da su mar 1 2021. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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