Processo Borsellino , il pentito Galatolo racconto che lo zio si incontrava con La Barbera
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO, SECONDO PIANO martedì, gennaio 16th, 2024
Nel covo di vicolo Pipitone veniva Faccia di mostro (il poliziotto Giovanni Aiello ndr), noi lo chiamavamo così perché ci faceva paura quando arrivava.
Venivano Bruno Contrada, Arnaldo La Barbera e altri poliziotti”.
E’ il racconto del collaboratore di giustizia Vito Galatolo, oggi sentito come teste al processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio che si celebra in Corte d’appello a Caltanissetta, riferendosi al periodo tra il ’90 e il ’91.”In due occasioni mio zio Giuseppe – racconta Galatolo – si ritirò a parlare con La Barbera in uno scantinato.
Veniva di sera e non di giorno.
Una di queste volte è entrato nel vicolo e uno dei miei cugini gli ha fatto segnale di andare avanti ma lui fece capire che già sapeva dove doveva andare. Nella mia famiglia si diceva che La Barbera era uno che ‘mangiava peggio degli altri’ ma che comunque era una persona a cui Nino Madonia teneva tantissimo”.
La deposizione di Galatolo si ricollega a quella del pentito Francesco Onorato che nell’ultima udienza aveva parlato di una presunta vicinanza tra l’ex questore Arnaldo La Barbera e alcuni esponenti di Cosa Nostra come Totò Riina e i Madonia.
Short URL: https://www.sicilialive24.it/?p=157465










