Depuratore Mosè, sigilli e indagati
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO giovedì, marzo 3rd, 2016Ad Agrigento il depuratore al Villaggio Mosè è stato progettato e costruito per contenere all’epoca mille abitanti. Adesso invece 12 mila persone gravitano sull’ impianto, che ovviamente scoppia. Ed è esploso il caso giudiziario. La Procura della Repubblica di Agrigento ha ordinato il sequestro. E sotto indagine dei magistrati vi sono l’imprenditore Marco Campione, che è il responsabile di Girgenti Acque, la società a cui sono stati concessi e che gestisce reti e impianti idrici e fognari agrigentini, e Giuseppe Giuffrida, che è l’ amministratore delegato di Girgenti Acque. Gli indagati, e non vi sono solo Campione e Giuffrida ma anche, in concorso, altri ancora non identificati, risponderanno all’accusa di avere scaricato gli scarichi fognari del Villaggio Mosè, compresi anche gli scarichi industriali di numerose attività commerciali della zona, in un torrente che poi sfocia nel fiume Naro, e poi il fiume Naro sfocia nel mare di Cannatello. E tutto ciò senza un’ apposita autorizzazione. E poi, un’ altra domanda che rivolgeranno i giudici sarà perché è stata costruita senza autorizzazione una tubazione esterna al depuratore dove sono stati dirottati continuativamente i reflui provenienti dal collettore di piena ? A disporre il martellamento dei sigilli sull’ impianto incriminato sono stati i sostituti procuratori titolari dell’ inchiesta, Silvia Baldi, Antonella Pandolfi e Alessandra Russo. La firma esecutiva è della giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alessandra Vella. Poi, a sud est di Agrigento, per eseguire il provvedimento, si sono recati gli agenti della Polizia municipale di Agrigento, capitanati da Cosimo Antonica. Nell’ atto di indagine notificato agli indagati le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono il danneggiamento aggravato, la frode nelle pubbliche forniture, lo scarico senza autorizzazione, le opere eseguite in assenza di autorizzazione su bene paesaggistico e il getto pericoloso di cose. I sopralluoghi e le analisi dell’ “Arpa protezione ambiente” hanno confermato l’ inquinamento provocato dal depuratore e hanno addirittura svelato che i reflui in entrata sono meno inquinati dei reflui in uscita. Altro che depurati. E a danno e rischio per la salute delle migliaia di residenti. L’associazione ambientalista “MareAmico” di Agrigento ha sollevato in principio il coperchio sul pentolone inquinante del depuratore, e poi ha sostenuto il fronte per la soluzione. Il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, commenta : “Il depuratore al Villaggio Mosè è stato costruito per depurare 4 litri al secondo di fogna, e invece ne riceve circa 40. E ciò perché il Villaggio Mosè nel corso del tempo è cresciuto a dismisura. Il 90 per cento delle acque nere che arrivano all’impianto sono quindi bypassate e sfociano in un vallone, inquinando il sottosuolo e ammorbando l’aria nella zona. Ma non è finita: le stesse acque nere, lungo il tragitto, sono intercettate dagli agricoltori e utilizzate per innaffiare orti e giardini, prima di arrivare al mare e completare l’iter distruttivo per l’ambiente”.
fonte teleacras angelo ruoppolo
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