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Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento: perché non si vota?


Il sottoscritto Avv. Lillo Massimiliano Musso del Foro di Agrigento,
segnala che da circa due anni il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati
di Agrigento
ha esaurito il suo mandato, tuttavia non viene rinnovato con nuove elezioni.
Di fatto, la prorogatio sine die si è tradotta nell’annichilimento
della democrazia posta alla base dell’organo.
Trasmetto per conoscenza la lettera aperta inoltrata dal sottoscritto
ai colleghi in data odierna,
nell’ambito di un ampio dibattito che da anni ormai si trascina nel
Tribunale di Agrigento.
Cordiali saluti,
Avv. Lillo Massimiliano Musso


Gentilissimi Colleghi,
al momento non si ha alcuna notizia sul rinnovo del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento.
Come vi sarà noto il Consiglio è scaduto da molto tempo e va rinnovato
democraticamente attraverso elezioni.
Preciso che non “andrebbe” rinnovato, ma “va” rinnovato, come per legge.
Ad alcuni di noi ciò può anche non interessare. Per altri, spero
pochi, la questione è persino fastidiosa.
La gestione dell’Ordine, che passi attraverso le elezioni o che sia
frutto di un’occupazione abusiva,
per una parte di avvocatura agrigentina va bene comunque, anche
laddove risultasse il Consiglio non integro,
come nel caso nostro in cui ben quattro consiglieri nel frattempo si
sono dimessi e non sono stati sostituiti.
Per alcuni colleghi, addirittura, si potrebbe – perdonate il possibile
eccesso di retorica – riesumare il faraone
e porlo a presidio della nostra dignità di sudditi, di subordinati, di
non liberi.
Per loro va bene comunque, qualunque cosa. Ed il sospetto di una certa
subalternità,
o quantomeno di una piena accondiscendenza, è legittimo.

Per me, invece, no. Non mi sta bene.
Le elezioni non sono opzionabili, non sono un gengillo, bensì
rappresentano il cuore pulsante della democrazia partecipata.
Ed il Consiglio dell’Ordine è un organo tecnicamente democratico che
sorge a seguito di elezioni.

“L’Italia è un Repubblica democratica” non è un modo solenne di dire
nulla, ma è la premessa ontologica dell’Ordinamento.
Per questo valore fondante è stato sparso sangue. Questa premessa ci
rende liberi in uno stato di diritto e non sudditi di un califfato.

Per cui insisto nel sollecitare nelle uniche forme che conosco il
Presidente Avanzato
a spiegare a tutti i colleghi le ragioni per cui non si vota,
nonostante il Consiglio sia “scaduto” da anni.
E se ritiene che la sua carica attuale, come quella degli altri
consiglieri, non sia un tantino abusiva
o quantomeno non completamente regolare.
Una prorogatio sine die, è evidente, si traduce di fatto
nell’annichilimento della democrazia posta alla base dell’organo.

Poi, potrebbe succedere che il presidente Avanzato sia confermato e lì
taceremmo tutti, io per primo, perché a quel punto la sua presidenza
sarebbe il frutto di una investitura formale e sostanziale proveniente
dall’avvocatura agrigentina. Voglio precisare che il Presidente
Avanzato in sé non mi dispiace e che la questione non riguarda la sua
persona. Lungi da me esprimere, anche involontariamente, un giudizio
di disvalore verso una persona oggettivamente capace, equilibrata ed
impegnata.
Tuttavia la questione dei principi, soprattutto per noi avvocati,
precede ogni altra considerazione, si pone come precondizione. Ebbene
è principio inderogabile e fondamentale quello dell’effettiva ed
integra rappresentanza della classe forense. Per cui si vada ad
elezioni o si spieghi perché ciò non accade.

Questa nota viene trasmessa al Consiglio Nazionale Forense, alla
Presidenza del Tribunale di Agrigento, alla Procura della Repubblica
di Agrigento e alla stampa per conoscenza.

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Scritto da su mar 15 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, IN EVIDENZA. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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