Piano per salvare gli operatori delle politiche del lavoro,è la strada giusta ? Martedì i lavoratori in piazza per avere risposte concrete.
ARCHIVIO ARTICOLI, LAVORO, PRIMO PIANO domenica, aprile 10th, 2016
La crisi dei lavoratori delle politiche attive del lavoro continua,infatti la loro lotta per ritornare a svolgere un lavoro dignitoso e continuativo non si ferma.Anche martedì in attesa dell’esito della loro vertenza nelle commissioni parlamentari scenderanno a manifestare in piazza Parlamento a Palermo.Sono passati due mesi da quando sono scesi in piazza con un sit-in permanente sotto l’Assessorato regionale al lavoro.Adesso vogliono vederci chiaro su una vicenda che ha avuto finora dei ribaltamenti che non lasciano totalmente al sicuro i lavoratori.Praticamente si era partiti con un emendamento in finanziaria che prevedeva di applicare le politiche attive del lavoro attraverso lo schema del decreto legislativo 150/2015 che aveva lo scopo di una implementazione e di un potenziamento dei servizi pubblici per l’impiego attraverso questa platea di lavoratori, per favorire un miglioramento dei centri per l’impiego perché sprovvisti di figure specialistiche che già operano da quindici anni in Sicilia,che sono gli ex operatori degli sportelli multifunzionali che hanno competenze specialistiche in materia di politiche attive e passive del lavoro.Invece dopo circa un mese e dopo un passaggio politico in commissione lavoro, adesso la politica in commissione bilancio ha deciso di ripartire da un altro modello che prevede non l’applicazione del decreto 150 in Sicilia, ma nelle more di applicare la norma nazionale nel nostro tessuto regionale, di creare un sistema di politiche attive attraverso le Agenzia per il lavoro che diventeranno non complementari ai centri per l’impiego ma supplementari.I lavoratori vogliono capire dove questo emendamento aggiuntivo di riscrittura andrà a parare.Visto che questo processo di riforma parte da un mercato libero e a bando che lascia più di un dubbio a questi lavoratori,non sarebbe altro che una continuazione già decisa dall’ex Assessore Bruno Caruso:comanda il mercato, non i contratti collettivi nazionali di lavoro.Anche perché questo percorso che sta seguendo la politica ex novo non è ancora chiaro,perché mancante di una relazione tecnica, che spieghi chiaramente il percorso le fonti di finanziamento e il reclutamento del personale.E la clausola di essere chiamati prioritariamente attraverso un elenco ad esaurimento vuol dire tutto e non vuol dire niente.Oltre le modalità contrattuali e le forme di pagamento.Perchè se i bandi pubblici per le Apl prevederanno che gli obiettivi progettuali sono solo i servizi specialistici e non anche i servizi di base o i lep (Livelli essenziali di prestazione) il pagamento avverrà a rimborso con il serio rischio che i lavoratori non vedranno soldi se non a progetto finito.Questo crea parecchi dubbi che la politica ha il dovere di dipanare in maniera chiara per evitare che poi si crei una norma che non tutela i lavoratori e che apre a un libero mercato senza regole contrattuali.Ecco perché i lavoratori scendono in piazza per capire se la politica abbia trovato una strada vera o è una norma che non risolve le criticità e la certezza di un ritorno vero nel mondo del lavoro per questa platea.Infatti questi lavoratori sono scesi in piazza per avere delle risposte concrete dalla politica e non vogliono ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, anche perché da un anno non lavorano e hanno esaurito gli ammortizzatori sociali.
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