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Trincanato, riesumazione e indagini

Domenica 17 gennaio è morto, a 85 anni di età, Gaetano Trincanato. Il prossimo 4 maggio, il corpo dell’ ex deputato e assessore regionale agrigentino sarà riesumato, perché la Procura della Repubblica di Termini Imerese indaga sulle cause della morte. I figli di Trincanato, Elena e Guglielmo, tramite gli avvocati Nino Caleca e Marcello Montalbano, hanno presentato in Procura, a Termini Imerese, al procuratore Alfredo Morvillo, un esposto – denuncia. E i magistrati hanno iscritto sul registro degli indagati 5 medici. A Cefalù, all’ ospedale “Giglio”, Gaetano Trincanato ha subito un intervento per la rimozione di una neoplasia all’ all’intestino, e poi, dopo l’operazione, è stato vittima di una occlusione addominale. Agli interrogativi se l’occlusione intestinale è stata causata da comportamenti dei medici penalmente rilevanti, e se l’occlusione intestinale sarebbe stata rimediabile se si fosse intervenuti in tempo, risponderanno il primario, Pierenrico “Pico” Marchesa, Guido Martorana, Valentina Alaimo, Giuseppe Barranco e Antonella Pellino, tutti in servizio all’unità operativa di Chirurgia oncologica dell’ospedale di Cefalù. La sostituto procuratore incaricata delle indagini, Luisa Vittoria Campanile, ha disposto che mercoledì si proceda alla riesumazione del corpo al cimitero di Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, dove è stato seppellito Trincanato, originario di Sant’Angelo. E poi, giovedì 5 maggio i periti della Procura eseguiranno l’autopsia. E’ stato il dottor Marchesa, nel suo studio privato, a scoprire la neoplasia all’intestino e a consigliare a Trincanato l’intervento chirurgico, poi compiuto lunedì 4 gennaio, con ottimo esito, tanto che il paziente non è stato nemmeno ricoverato in “Rianimazione”. Tuttavia, le successive complicazioni, forse, sarebbero insorte a causa dell’ errato posizionamento del sondino gastrico rimosso 48 ore dopo senza l’aspirazione di alcun tipo di secrezione, che poi si è accumulata sempre più. Nell’ esposto la famiglia Trincanato scrive : “L’enorme ristagno gastrico è stato, in maniera inconfutabile, diretta conseguenza dell’occlusione intestinale. Una semplice radiografia con un mezzo opaco avrebbe consentito la giusta diagnosi”. Nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio, a seguito di una tac che rivela l’occlusione, il primario ha deciso di operare una seconda volta Trincanato che però è stato preda di uno stato di shock settico, che è una grave infezione a danno dell’ intero organismo, ed è morto 6 giorni dopo, domenica 17. 

fonte teleacras angelo ruoppolo

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Scritto da su mag 2 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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