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“Rigassificatore”, il Riesame conferma il no

Nell’ ambito dell’ inchiesta sul rigassificatore a Porto Empedocle, il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso dei sostituti della Direzione distrettuale antimafia, Emanuele Ravaglioli e Gery Ferrara, contro il no della Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Alessia Geraci, alla richiesta di 11 misure cautelari a carico di dirigenti dell’ Enel, tecnici e imprenditori, sotto indagini per presunte irregolarità nella costruzione delle opere preliminari al rigassificatore di Porto Empedocle. I reati contestati dalla Dda di Palermo sono frode nelle pubbliche forniture, intestazione fittizia di beni e violazione di sigilli, il tutto aggravato dall’ avere agevolato la mafia. Più nel dettaglio, sarebbe stato utilizzato materiale roccioso scadente per costruire una scogliera di contenimento all’ impianto. Inoltre sarebbe stata compiuta una cessione fittizia delle quote di una società per aggirare gli effetti di una interdittiva antimafia. E poi sarebbero stati violati i sigilli del cantiere sequestrato per prelevare dei materiali.

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Scritto da su mag 14 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, SECONDO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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