Formazione Professionale lettera aperta sulla crisi del settore dal coordinamento Caos di Enna
ARCHIVIO ARTICOLI, LAVORO, PRIMO PIANO martedì, settembre 15th, 2015Inneggiavano alla difesa dei lavoratori contro la barbarie degli Enti.
DIFFIDARE E’ LA PAROLA D’ORDINE
Diffidare di chi ha sempre soluzioni pret-a-porter. Diffidare da chi rifiuta la complessità. Diffidare da chi da risposta in pochi caratteri, da slogan. E certa politica che fugge dalle letture complesse della realtà si sta accontentando di bugie, di posture. DIFFIDARE !!!
Personaggi mostruosi con un vissuto di sofferenza inconcepibile per un essere umano, dal cuore ormai duro e pronti a fare strame di ogni cosa. E ciò che stupisce è vedere come tanti , o tutti, i vecchi cascami di potere e arcipelaghi, smarrita la loro funzione, utilizzano gli strumenti di analisi che hanno fatto propri per decenni applicandoli a situazioni che sono invece completamente aliene al loro mondo.
La Costituzione della Repubblica Italiana, all’Art. 3 sancisce l’uguaglianza dei cittadini, ma anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea riconosce al capo 3 l’uguaglianza dei diritti e ribadisce, all’Art. 21, la “non discriminazione” e, infine, le pari opportunità sono un principio giuridico basato sulla rimozione di qualsiasi forma di discriminazione.
Nonostante quanto detto sopra nulla di tutto ciò accade nella nostra “bella” Sicilia.
Su questa considerazione il Governo e la politica di questa fallimentare Regione dovrebbero riflettere quando considerano un peso e non una risorsa gli operatori esperti nelle politiche attive per il lavoro, meglio conosciuti, erroneamente, come gli operatori ex sportelli multifunzionali che, con le loro professionalità, dimostrate in tanti anni, si sono occupati di politiche attive del lavoro in questa martoriata Regione.
In concreto dal 2002 le figure professionali qualificate, oggi circa n. 1700 operatori, – per l’attuazione del Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 181 “Disposizioni per agevolare l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in attuazione dell’articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144” modificato con il Dlgs. 297/2002, la Sicilia era tenuta a dotarsi di figure professionali formate e preparate ad espletare le attività previste dalla nuova normativa del mercato del lavoro e sfruttando l’Art. 12 della Legge Regionale 24/2000 gli enti accreditati e la Regione Siciliana per il tramite dell’Assessorato Regionale al Lavoro (oggi Assessorato Regionale alla Famiglia e alle politiche sociali) ritenne opportuno utilizzare le figure professionali già qualificate, organizzate attraverso l’istituzione degli “Sportelli Multifunzionali/Centri di orientamento” e con procedure accreditate dall’ISFOL – si sono occupati dei Servizi di Orientamento e delle Politiche attive del Lavoro a supporto dei Centri per l’Impiego di tutta l’Isola.
Pur espletando negli anni un attività professionale specifica e determinante, per il riconoscimento delle competenze economiche i lavoratori sono tutt’ora costretti a fare lotte pubbliche, manifestazioni, in palese ostaggio della politica, dei sindacati e degli Enti di appartenenza, che alternativamente hanno strumentalizzato la condizione del disagio economico, la disperazione dei lavoratori e delle loro famiglie per interessi politico/elettorali individuando il settore dei servizi della formazione professionale non come uno strumento di crescita e di sviluppo per i giovani della regione ma come bacino di voti e di utilizzo speculativo.
L’attuale Governo Regionale, risulta incapace a elaborare con determinazione soluzioni definitive e soddisfacenti nell’ ambito delle politiche attive del lavoro.
Alla luce di quanto emerso dall’incontro tenutosi ad Enna in data 2 settembre 2015, alla presenza dell’On. Marco Falcone, nel ribadire, con forza e convinzione, le criticità dell’Avviso 6, in occasione del summenzionato incontro, già puntualmente e dettagliatamente, espresse in un documento redatto e consegnato allo stesso, perché se ne facesse carico e portavoce, in sede di un successivo confronto col Governo, e qui di seguito, sinteticamente richiamate:
ü PUNTO 1. OBIETTIVI E FINALITA’
Emerge dall’avviso una inopportuna centralità data agli Operatori dei CPI (Centri per l’Impiego) nell’ambito delle azioni trasversali (esclusive) e nell’ambito dell’orientamento, prima nostra prerogativa. (vedi pag. 3 avviso pubblico);
ü PUNTO 2. RISORSE DISPONIBILI
Insufficienti ed esigue risorse per l’orientamento specialistico Tot. 3.000,00 e il rafforzamento delle competenze Tot. 10.000.00. Ai tirocini, invece, vengono paradossalmente assegnati cifre più cospicue pari ad un Tot. 18.000.000. (vedi pag. 4 avviso pubblico);
N.B. Più che stanziare risorse per i lavoratori sembrerebbe invece che si vogliano favorire le aziende: già in passato la Regione aveva aumentava il numero di stagisti, col risultato di avvantaggiare innanzitutto i soggetti ospitanti. SI PAVENTA, ancora una volta, il rischio di fare un uso distorto dei tirocini, al solo fine di mascherare rapporti di lavoro dipendente e di sfruttare manodopera a basso costo.
ü PUNTO 5. CARATTERISTICHE GENERALI DEI PERCORSI
Gli operatori dei CPI ricollocheranno il lavoratore a seguito di diverse azioni: accoglienza, presa in carico e orientamento, già nostra prerogativa, in quanto figure specialistiche, escludendoci, inspiegabilmente. (vedi pag. 5 avviso pubblico);
ü PUNTO 7. FASE B – CRITERI DI SELEZIONE – B. ADEGUATEZZA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO …… INDICATORE B.2
Unica menzione relativa agli ex operatori degli sportelli multifunzionali, da cui non si evince nessuna tutela e/o garanzia occupazionale, soprattutto per chi non ha ente, a causa di licenziamento o altro. Inoltre non vengono chiariti, anzi vengono del tutto sottaciuti i requisiti del personale, quali ad esempio: esperienze pregresse, partecipazione agli Avvisi 1 e 2, Progetto Spartacus, Garanzia Giovani. (vedi pag. 11 avviso pubblico).
Pertanto l’Avviso 6 appare vuoto in quanto privo del primo requisito fondamentale da sempre richiesto e per cui si è sempre lottato, ovvero dare stabilità definitiva a tutto il bacino degli Operatori Esperti in Politiche Attive del Lavoro, meglio conosciuti, erroneamente, come ex Sportelli Multifunzionali.
CHIEDESI
lo stralcio del presente avviso e la formulazione di un avviso ex novo (Agenzia Unica) che attinga prioritariamente dall’albo regionale specifico degli operatori ex sportelli, consentendoci di andare oltre proroghe, e far scivolare così nel “dimenticatoio” o cancellare con un colpo di spugna un’intera platea di lavoratori esperti, e che oggi devono ancora gridare a gran voce il loro “ESSERCI” e proclamare che venga riconosciuta in modo definitivo la “ LORO CENTRALITA’ ”, l’esperienza e la produttività, attestate da dati oggettivi ed inconfutabili, degli operatori ex sportelli multifunzionali, riteniamo siano da valorizzare e tenere in debita considerazione, in assenza di altre figure che, ad oggi, potrebbero vantare il raggiungimento e l’acquisizione delle competenze e professionalità specifiche, richieste in tale ambito.
Se esiste una volontà costruttiva reale, questa deve passare attraverso il riconoscimento della nostra centralità, perché finalmente si possa uscire da quella assurda “invisibilità sociale” in cui siamo stati ingiustamente ed inspiegabilmente relegati, da parte di un governo che si è presentato come il vessillifero della legalità e della rivoluzione moralizzatrice che avrebbe salvaguardato i lavoratori, del tutto incolpevoli e per nulla responsabili dello sfacelo che da tempo era in atto, e che invece, ad oggi, ha solo mietuto vittime.
DICHIARIAMO
di considerare inaccettabile e non condivisibile l’Avviso 6. Tutto questo, per le motivazioni prima esposte e fortemente sottolineate, e per il fatto che una riforma che miri a trovare soluzioni atte ad aggredire il problema occupazionale,
NON PUO’ TAGLIARE FUORI 1700 LAVORATORI
pensando di creare posti di lavoro semplicemente col riciclarli e sottrarli indebitamente ad altri lavoratori.
CONSIDERAZIONI: Un sistema che è un “mostro” di tale bruttezza che ci dà l’immagine di un drago medievale, che tutto divora e fagocita con la sua bocca di fuoco, con una grande pancia che li contiene e prova anche a digerirli, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ormai avariati, amalgamati, ormai trasformatisi nel tempo in qualcos’altro, che non è più ciò che doveva essere.
Necessitiamo di una disamina a tutto campo sulle problematiche che affliggono il Governo e la politica, le OO.SS. ed il nostro territorio. Modi e strategie per affrontare tutti gli aspetti che hanno consentito la nascita e la crescita della mala politica.
Abbiamo le idee da usare per costruire un’alternativa all’usanza del mal costume imperante, che appaiono agli occhi e alle orecchie della buona società, luce. Facciamo diventare un autunno di sole, i prossimi giorni, per dare la massima visibilità ad una delle cose più belle che l’occhio di chiunque possa vedere, se lo sguardo non è offuscato da appartenenze politiche affaristiche.
Tutto ciò è concordato e redatto da C.A.O.S. (Comitato Autonomo Operatori Sportelli), gruppo di lavoratori esperti nelle politiche attive del lavoro di Enna, a cui hanno anche partecipato diversi lavoratori provenienti da altre provincie dell’isola.
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