Agrigento, confiscato il Grand Hotel Mosè
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO mercoledì, marzo 9th, 2016Le Fiamme gialle del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo lavorano, e lavoreranno ancora, perché il lavoro è tanto : il compito, disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, è il sequestro e la confisca di beni per un valore complessivo di circa 71 milioni di euro, oltre 140 miliardi delle lire, e si tratta del patrimonio degli imprenditori agrigentini Calogero e Carmelo Russello. Tra le aziende confiscate, dunque sottratte definitivamente alla disponibilità dei proprietari e assegnate allo Stato, vi è il “Grand Hotel Mosè”, al Villaggio Mosè, ad Agrigento, che nel 2013, in condizioni prossime alla chiusura, è stato rilevato dall’amministrazione giudiziaria. E poi, sotto la gestione dello Stato, ha triplicato il numero dei dipendenti e ha raddoppiato il fatturato. E poi ai Russello sono state sottratte altre 9 aziende nel settore dell’edilizia, della ristorazione e del commercio. E poi 111 immobili e 100 rapporti bancari. Un amministratore giudiziario gestirà adesso le società di costruzioni dei Russello che si sono aggiudicate appalti pubblici a Palermo, Agrigento, Gela e Caltanissetta. Nel 2013 la Guardia di Finanza sequestrò beni ai Russello per 50 milioni di euro. Poi altre indagini, e adesso il secondo sequestro e la confisca dell’ altra parte del patrimonio. Alcuni pentiti, come Angelo Siino, hanno indicato Calogero Russello come riferimento di Cosa nostra per la gestione degli appalti pubblici, rapportandosi con altri esponenti mafiosi come Salvatore Valenti, della famiglia di Favara, Giovanni Bellanti, di Palma di Montechiaro, Giuseppe Di Caro, già capo provincia di Cosa nostra agrigentina assassinato nel 1991, e poi Giovanni Maniscalco e Alberto Provenzano, della famiglia di Burgio. Però Calogero Russello è morto da incensurato, come documentato spesso dal suo difensore, l’ avvocato Giovanni Castronovo. Nella fedina penale di Russello si legge solo un decreto penale di condanna per un reato poi depenalizzato. E poi, per l’ ipotesi di corruzione semplice nell’ambito dell’appalto Ecoter a Villaseta, Calogero Russello ha beneficiato dell’ indulto. E poi, al processo “Appalti liberi”, per turbativa d’asta aggravata da mafia, Russello è stato assolto. Poi, al processo “Alta mafia”, è stato condannato dal Tribunale in primo grado a 6 anni di reclusione. Poi, è stato assolto dalla Corte d’ Appello. Poi, però la Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura generale, ha annullato la sentenza di assoluzione rinviando il processo ad un’ altra sezione della Corte d’Appello. Nel frattempo, in attesa del secondo processo in Appello, Calogero Russello, l’ 11 novembre del 2009, è morto. Dunque, è stata emessa sentenza di non doversi procedere per morte del reo. E così è stato anche al processo cosiddetto “Hiram”, allorchè Russello è morto prima della sentenza di primo grado che ha assolto tutti gli imputati. Anche Carmelo Russello è incensurato, e secondo gli inquirenti avrebbe agevolato l’organizzazione mafiosa.
fonte teleacras angelo ruoppolo
Short URL: https://www.sicilialive24.it/?p=58052









