Sequestrato il depuratore a Realmonte, e sono 9 !
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO martedì, maggio 3rd, 2016E’ appena stata pubblicata ieri la notizia che a Canicattì il sindaco Vincenzo Corbo e i vertici di Girgenti Acque, il presidente Marco Campione e il legale rappresentante, Giuseppe Giuffrida, sono stati multati a 6 mila euro ciascuno perché il depuratore della “Città dell’ Uva Italia” non funziona correttamente, a dispetto delle norme in materia ambientale. Adesso, nemmeno 24 ore dopo, incombe un altro intervento a Realmonte, dove il Nucleo di Polizia giudiziaria della Capitaneria ha sequestrato il depuratore. Si tratta di un impianto risalente a oltre 20 anni addietro, perché, con le centinaia di milioni di euro che l’Europa ha lanciato sul piatto dell’ adeguamento strutturale dei depuratori, ancora in Sicilia, e nella provincia agrigentina, non è stato speso nulla, e, ecco il paradosso, adesso i Comuni pagheranno le infrazioni europee, gravando sulle tasche dei cittadini contribuenti. A Realmonte è stato stappato lo champagne del nono depuratore sequestrato nell’agrigentino in pochi mesi. Dopo Favara, Ribera, Palma di Montechiaro, Cattolica Eraclea, il Villaggio Mosè ad Agrigento, poi Montallegro e sono 6, e poi, lo scorso 18 aprile, i due depuratori a Siculiana compresa la condotta sottomarina di 2 chilometri. Il sequestro del depuratore a Realmonte è una “cronaca di una morte annunciata”. Infatti, al mattino di lunedì 11 aprile scorso i Carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, insieme al personale di Arpa protezione ambiente e Azienda sanitaria provinciale, hanno prelevato l’acqua trattata dal depuratore gestito da Girgenti Acque. Recentemente le condizioni di salute del depuratore a Realmonte non sono state confortanti. Nell’ autunno del 2015 i primi gravi sintomi di malattia si sono riscontrati perché i tanti frantoi a lavoro nella zona hanno scaricato selvaggiamente ingenti quantità di acque di vegetazione. Poi, nei mesi successivi, la Regione ha imposto il divieto di balneazione permanente nel vallone Acquedolci, dove sfociano i reflui del depuratore che adesso è stato sequestrato non perché sono contestati scarichi fuori norma, ma perché non sono state rispettate le prescrizioni della Regione che ha disposto di pompare a mare con un pennello i reflui depurati. Invece, Girgenti Acque ha utilizzato uno scarico alternativo scaricando i reflui nel vallone. E Girgenti Acque si difende sostenendo che non avrebbe potuto scaricare altrimenti, perché il pennello, già costruito anni addietro dal Comune, non è stato mai collaudato e quindi non è stato consegnato al gestore privato affinchè lo utilizzasse. E in base a ciò sarebbe pronto il ricorso contro il sequestro.
fonte teleacras angelo ruoppolo
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