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Enzo Lotà eletto con 23 voti nuovo Presidente dell’Ati di Agrigento,fumata bianca con qualche polemica

Vincenzo-Lotà

E’ Vincenzo Lotà, Sindaco di Menfi, il nuovo Presidente dell’Ati (l’Ambito territoriale idrico) di Agrigento.Infatti stasera l’Assemblea dei Sindaci della provincia ha eletto a sorpresa il candidato sfavorito.Erano presenti 41 primi cittadini o delegati che hanno votato per il neo Presidente dell’Ati Lotà :23 sindaci contro i 17 di Messana e un astenuto.In pratica il quadro non si è ricomposto e i Sindaci sotto la gestione del gestore privato Girgenti Acque che erano maggioranza per eleggere sulla carta il loro candidato, cioè il Sindaco di Racalmuto Messana sono stati battuti, dall’outsider architetto Menfitano che rappresentava i comuni ribelli, i quali pur partendo da 16 voti hano ottenuto sette voti in più ed è stato eletto Vincenzo Lotà.All’interno dell’assemblea con il voto segreto i franchi tiratori (lealisti) hanno impallinato Messana dando i voti al ribelle Lotà che si è acccaparrato la Presidenza dell’Ati.Qualcuno all’interno ha capito subito che c’è stata una sorta di prova di forza se non di guerra sotterranea tra le correnti del Pd, e ad avere la meglio l’hanno spuntato i Sindaci vicini all’on.Panepinto.Chiusa questa vicenda,qualcuno dei sindaci lealisti ha accettato con molto amarezza il risultato, perchè è chiaro che sono prevalse logiche di appartenenza non solo di partito ma correntizie,all’interesse della collettività è prevalsa la vecchia logica della spartizione ma ora si deve accelerare per il processo di ripubblicizzazione dell’acqua.C’è da capire se Lotà Sindaco di Menfi comune ribelle, adesso sarà Presidente garante di tutti per riportare tutti i comuni alla stessa situazione che è quella del servizio pubblico nella gestione del servizio integrato.Eletti Presidente Lotà e vice Presidente Messana, adesso l’Assemblea dovrà eleggere i 5 sindaci che comporranno il direttivo.E’ chiaro che la battaglia per riportare l’acqua pubblica nei comuni e a costi calmierati è solo all’inizio.L’assessore regionale all’acqua e l’energia Contraffatto ha pubblicamente disconosciuto la legge 19, e per i casi di rescissione contrattuale dall’odierno gestore Girgenti Acque la strada non è per nulla facile, infatti lo stesso gestore ha impugnato le delibere consiliari per il processo di ritorno all’acqua pubblica.Staremo a vedere se il partito dei Sindaci e il nuovo Presidente dell’Ati agrigentina Lotà saranno granitici e perseguiranno l’obiettivo dell’acqua pubblica, che finora rimane più nei sogni che nella realtà della stragrande maggioranza dei cittadini agrigentini.Infatti sono tra le province più anomale d’Italia con 27 comuni sotto la gestione privata e 16 che gestiscono direttamente e pubblicamente l’acqua con costi e servizi molto diversi,creando una sorta di vicenda pirandelliana tra chi l’acqua la consuma e la paga un tot a metro cubo e chi la paga almeno il doppio.La storia si trascina da quasi 10 anni all’interno dei comuni e tra Sindaci che hanno consegnato le reti e chi invece si è rifiutato ed è rimasto autonomo.

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Scritto da su mag 5 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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