Tuzzolino al processo Lombardo
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO mercoledì, maggio 11th, 2016Giuseppe Tuzzolino, architetto agrigentino, collabora con i magistrati dall’ aprile 2015, dopo l’arresto, la detenzione in carcere e il patteggiamento della condanna nell’ ambito di una inchiesta su una raffica di concessioni edilizie illegali a Palma di Montechiaro. Tuzzolino è stato interrogato dai magistrati impegnati nel processo d’Appello per concorso esterno alla mafia a carico dell’ ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e lui stesso ha ricordato : “Ho patteggiato in un processo per turbativa d’asta per alcuni lavori vicino a Favara. Alla fine dei domiciliari sono arrivate le minacce e ho iniziato a fare il dichiarante con la Direzione distrettuale antimafia di Palermo”. Nell’ aula bunker del carcere “Bicocca” a Catania, collegato in video conferenza, Giuseppe Tuzzolino cita l’ex suocero, architetto ed ex assessore al Comune di Agrigento, Calogero Baldo, e le sue parole sono : “Per lavorare era vicino a Stidda e Cosa nostra. La maggior parte degli appalti li avevamo nelle province di Agrigento, Trapani e anche a Catania tramite i fratelli Alfio e Vincenzo Aiello. Grazie a loro ci siamo occupati dei lavori al pronto soccorso del Policlinico e delle sanatorie edilizie a Gravina di Catania. I nostri riferimenti sono stati il geologo autonomista Giovanni Barbagallo, che diceva di essere amico e in affari con i fratelli Lombardo, e poi l’esponente mafioso Alfio Stiro. Ho conosciuto l’ex presidente della Regione Lombardo nel 2009, durante un incontro organizzato dalla dirigente regionale Patrizia Monterosso all’alba”. E Lombardo ha replicato : “Un orario impossibile, perché prima delle 7.30 nessuno può entrare”. Poi Tuzzolino prosegue : “Io e mio suocero volevamo rassicurazioni sulla copertura finanziaria per i lavori al tribunale di Marsala. I soldi vennero effettivamente erogati e l’opera consegnata nel 2012. Ricordo Lombardo come una persona riservata che non si fidava di nessuno se non dei suoi fedelissimi. Ricordo ancora un appalto a Grammichele, volevamo indicazioni per il cantiere di palazzo La Barbera. Il presidente Lombardo e la Monterosso ci dissero che per la “Well-Tech”, che è lo studio di Calogero Baldo dove io ho lavorato, non ci sarebbero stati problemi”. Poi Giuseppe Tuzzolino rievoca le campagne elettorali, e presunti accordi tra mafia e politica, e le sue parole sono state : “Nello studio del medico Lorenzo Vella, prima delle elezioni regionali del 2008, si è ritrovato il vertice della mafia di Palma di Montechiaro. L’ incontro elettorale è stato organizzato da Roberto Di Mauro, l’ex assessore e deputato regionale del Movimento per le Autonomie, che ci disse che bisogna votare Lombardo, perché era l’uomo del fare, diverso dagli altri politici. Non si potevano fare promesse che non potevano essere mantenute. A noi interessava per i contratti di quartiere di edilizia popolare che poi abbiamo ottenuto e gestito per un ammontare di 3 milioni di euro per il verde pubblico”. Poi altri incontri, come a Favara, nella villa di Giuseppe Arnone che era vicino a Eugenio D’Orsi. L’idea era sostenere Lombardo in modo da far eleggere Eugenio D’Orsi come presidente della Provincia di Agrigento, e così Arnone avrebbe fatto l’assessore per almeno due anni. Cose che poi avvennero. E poi, in una riunione a Canicattì, riservata solo a mafiosi, ci dissero che Giancarlo Giugno di Riesi si era attivato per il Nisseno, mentre a Catania la campagna elettorale la seguiva il geologo Barbagallo con la regia della famiglia di Cosa nostra dei Santapaola – Ercolano”. E poi, ancora appalti e affari, e Tuzzolino, che nel settore avrebbe maneggiato anche i soldi di Matteo Messina Denaro, ha dichiarato : “Raffaele Lombardo gestiva il fotovoltaico con un uomo dei Servizi segreti, Leonardo Rinaldi, impiegato Enel”.
fonte teleacras ruoppolo
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