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Agrigento.“Water” apre la Rassegna Cinematografica di Ciak Donna e Auser

ciak donna

Prende il via martedì 10 settembre la rassegna cinematografica che puntualmente viene organizzata dall’Associazione Culturale “Ciak Donna” di Agrigento nel periodo estivo con interessanti e raffinate proiezioni su temi di preminente interesse sociale. Quest’anno l’evento vanta, altresì, l’organizzazione congiunta con l’Associazione Auser provinciale. Le proiezioni, con inizio alle ore 20.30, avranno ingresso gratuito e si svolgeranno presso il Dioscuri Palace Hotel di San Leone secondo il seguente calendario:

10 settembre : “Water” di Deepa Mehta
17 settembre : “Book Club – Tutto può succedere” di Bill Holderman
24 settembre: “Troppa Grazia” di Giann Zanasi

Si sottolinea che la manifestazione celebra il decennale di attività della rassegna cinematografica dell’Associazione Ciak Donna e, non a caso, aprirà i battenti con il film “Water” che rappresenta la proiezione di esordio di dieci anni addietro. Il film, ambientato in India nel 1938,  narra le vicende di Chuya, una ragazzina di appena otto anni, la quale viene allontanata dalla sua famiglia e trasferita in una casa ritrovo per vedove indù, per espiare la colpa d’un marito perso e mai conosciuto, attraverso l’eterna penitenza imposta dai testi sacri. Tra veglie e preghiere, la ragazzina porterà una ventata di freschezza, nonché di scompiglio, che contagerà l’affascinante Kalyani, giovane vedova innamorata di Narayan, un fervente idealista sostenitore di Gandhi. Il tema trattato, cioè la condizione della donna e in particolare delle vedove indiane, apre nuovi spiragli su una condizione di disagio che ancora oggi, a distanza di più di cinquant’anni dalle conquiste del “profeta” Gandhi, contagia centinaia di migliaia di donne costrette alla ferrea osservanza delle pratiche religiose, tuttavia economiche nella loro essenza. La regista Deepa Mehta affronta infatti il problema sociale ma, nel contempo, scolpisce i personaggi di una vicenda politica. In India le vedove vengono considerate esseri impuri e devono quindi vivere in ashram a loro dedicati, nelle privazioni affettive ed economiche. Possono chiedere l’elemosina fuori dai templi, non possono mangiare cibo fritto, non devono essere sfiorate, ma possono ricevere “benedizione” prostituendosi con bramini già sposati oppure sposando il fratello minore del marito. Si consideri che nel 2001 le vedove indù erano ben 34 milioni e che, ancora oggi, molte di loro subiscono la stessa sorte come nel 1938.

La cittadinanza è invitata a partecipare alla proiezione.

Di Margherita Biondo

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Scritto da su set 6 2019. Archiviato come AGRIGENTO, ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, CULTURA, EVENTI, IN EVIDENZA. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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