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“Percorsi d’Amore”: Intervista al regista Giò Di Falco

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Foto di Salvatore Indelicato

DI Margherita Biondo

Nella suggestiva atmosfera del teatro della Valle di Agrigento,dove si staglia il Tempio di Giunone, lo spettacolo “Percorsi d’amore”, ideato e  realizzato da Giò Di Falco, ha riscontrato ottimo successo di pubblico e di critica proponendo con canzoni, poesie e testi d’amore una ricca commistione di generi, periodi, autori e linguaggi che sono sfociati nell’armonia complessiva dell’evento. Una sintonia sulle corde della vita portata in scena dagli attori Alessandra Bianchi, Gloria Cacciatore, Salvatore Di Salvo, Zaira Picone e Salvo Preti nonché dai poeti Margherita Biondo, Daniela Ilardi e Francesco Riggio. Da segnalare anche la partecipazione del giovanissimo Giorgio Vitello e della paintartist Giada Attanasio. Il tutto accompagnato dalle performances musicali di Peppe Cammarata, Salvatore Galante, Mimmo Pontillo, Elisabetta Ruggeri, Mario Vasile e del maestro Nereo Luigi Dani. Uno spettacolo che ha visto, altresì, la partecipazione dietro le quinte di Raimondo Moncada, Susanna Amico, Marta Fucà, Dino Salvaggio e Pro Studios allestimenti. Un evento complesso ed originale che ha fuso le varie arti in un binomio essenziale tra parole e musica dai toni soffusi e pacati, benché a volte aspri ma mai forzati, pregno di attimi melodici e appassionati sospinti dal vento dell’amore. In merito la nostra redazione ha incontrato il regista Giò di Falco.

Il tema dell’amore, che a prima vista potrebbe apparire scontato, è stato da lei trattato in maniera originale regalando al pubblico un’esperienza vibrante nell’azzeccato connubio tra musica e parole. Da dove ha tratto l’idea?

Musica e parole vanno a braccetto e sono imprescindibili l’una dall’altra fin dai tempi dei tempi. Interagiscono in continuazione fra loro e l’una in fondo sostiene l’altra anche se poi, nello specifico, risultano molto differenti. Sono sempre stato appassionato di teatro e ne ho fatto una delle mie ragioni di vita con la convinzione che la parola sincera, amica, a volte anche graffiante, domina le note e gli ascoltatori. La parola accostataalla musica, già di per sé convincente e forte, diviene imbattibile. Quale migliore argomento, se non l’amore, può generare sensazioni e brividi capaci di riempire spazi, fragilità, anche imperfezioni, in momenti efficaci, melodici e appassionati? Tutto è armonia: parole,note e strofe che, languide, scivolano in una realtà dove cullarsi, una realtà vincente ed avvincente. Le varie discipline umane non sono mai scollegate fra loro, mai chiuse in comparti stagninè isolate le una dalle altre, e la parola si fonde in una cosa sola con la melodia, si cercano, si incontrano e si ritrovano, colloquiano e si confondono senza posizione privilegiata.

Pensa che i temi da lei proposti possano influire sul pensiero delle persone, sulla cultura e sul modo di agire e porsi?

Sono convinto che il cammino sull’amore, anche se fatto di musiche e voci, riesce sicuramente a indirizzare la gente verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni remora. Parlare d’amore non è che il tentativo di portare dentro al teatro la vita in un momento storico.sociale in cui la gente, stanca della pandemia e della guerra in Ucraina, tende a liberarsi dalla confusione che regna sull’odissea globale di questi giorni. Non a caso ho cercato di proporre un’esperienza vibrante rivolta a chi sa aprire il cuore alla musicalità di testo e agli strumenti al di là del semplice ascolto. Considerate le varie difficoltà che il presente ci offre penso che ognuno di noi abbia la necessità di ritrovarsi nell’amore.

Il premio “Percorsi d’amore” ai genitori di Sofia Tedesco. Quali sono state le motivazioni del riconoscimento?

La donazione degli organi costituisce una scelta di speranza che può aiutare tutti, un vero gesto d’amore scaturito da una tragedia che diventa un grande atto di generosità. Il pubblico ha seguito in maniera toccante la testimonianza dei genitori di Sofia, morta a soli 16 anni e i cui organi continuano a vivere in altre persone. Anna a Lillo Tedesco hanno avuto la forza di portare sul palco la propria sofferenza per promuovere la diffusione della donazione degli organi quale concreta esperienza di vita per molte persone destinate a una morte prematura. Una scelta di speranza che può aiutare il prossimo, una scelta d’amore culminata nelle toccanti parole di una mamma: “Il dono di Sofia è un modo per aiutare ma anche un modo per sentire mia figlia ancora viva”. A Lillo e Anna è stato consegnato un premio realizzatodai maestri Gianni Provenzano e Anselmo Maniscalco. Per  consegnare il riconoscimentola mia scelta è caduta sul direttore artistico del Teatro Luigi Pirandello Francesco Bellomo.

Ha dei ringraziamenti da porgere?

Certamente. Non avrei potuto realizzare questo evento da Parma, dove vivo, senza il prezioso aiuto di Raimondo Moncada e Susanna Amico. A loro va il mio primo più grande grazie. Ringrazio anche tutto il cast, attori, poeti e musicisti, che si sono prodigati con entusiasmo a seguire e realizzare il mio progetto nonostante le difficoltà incontrate in sede di prove per il caldo opprimente di questi giorni. Ringrazio Salvatore Indelicato per avere proposto un suo testo. Un ringraziamento a parte anche al regista Francesco Bellomo che mi è stato vicino in questi giorni di organizzazione con l’amicizia di sempre. Un grandissimo ringraziamento al Direttore del Parco l’Arch. Roberto Sciarratta per l’ospitalità e la disponibilità e nella location straordinaria della Valle che ha permesso questa serata e il riscontro di pubblico è la dimostrazione più bella.

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Scritto da su ago 4 2022. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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