Recensione – City Hunter per Nintendo Switch 2
ARCHIVIO ARTICOLI, Gamestation, IN EVIDENZA domenica, maggio 24th, 2026
Voto: 7/10
City Hunter arriva su Nintendo Switch 2 come un’operazione dal forte valore storico e nostalgico, più vicina a un recupero culturale che a una vera reinterpretazione moderna. Basato sul celebre manga e anime di Tsukasa Hōjō, il titolo permette ai fan di vestire nuovamente i panni di Ryo Saeba, il famoso “Sweeper” di Tokyo, in un’avventura che conserva tutto il fascino dell’epoca 16-bit.
Un pezzo di storia riportato alla luce
Il principale punto di forza di questa versione è il suo significato storico. City Hunter è un prodotto figlio dei primi anni ’90, un periodo in cui molti franchise anime cercavano spazio nel mondo videoludico con esperienze semplici ma fedeli allo spirito originale.
La presenza dei personaggi principali, l’atmosfera da poliziesco d’azione e l’umorismo tipico della serie riescono ancora oggi a trasmettere parte del carisma dell’opera originale. Per gli appassionati rappresenta una piccola occasione per riscoprire un titolo rimasto per molto tempo di nicchia.
Gameplay: semplice e fedele all’epoca
Dal punto di vista ludico, City Hunter propone un’esperienza arcade con elementi d’azione, combattimenti a scorrimento, sparatorie ed esplorazione ambientale. Il sistema di gioco è immediato e facile da apprendere, ma mostra inevitabilmente i limiti della sua età.
La struttura dei livelli è lineare, gli incontri con i nemici tendono a ripetersi e la profondità dell’azione è lontana dagli standard moderni. Chi si aspetta un’avventura ricca di meccaniche, progressione o varietà potrebbe rimanere deluso.
Comparto tecnico
Su Nintendo Switch 2 il gioco beneficia della comodità della console moderna: caricamenti rapidi, possibilità di giocare in portabilità e una resa pulita dell’esperienza originale.
Tuttavia, non si tratta di un titolo che sfrutta realmente la potenza hardware della nuova console. Il valore tecnico lascia spazio soprattutto al fascino del restauro e alla conservazione del patrimonio videoludico.
Audio, atmosfera e fedeltà alla serie
L’aspetto più riuscito rimane l’atmosfera. La grafica rétro, le musiche e il tono generale riescono a richiamare bene il mondo di City Hunter. Ryo Saeba mantiene il suo carattere ironico e sopra le righe, mentre il rapporto con Kaori e gli altri personaggi contribuisce a rendere l’esperienza più vicina ai fan dell’anime.
Difetti principali
- Gameplay datato e poco evoluto
- Poca varietà nelle situazioni di gioco
- Durata contenuta
- Interesse limitato per chi non conosce il franchise
Conclusione
City Hunter su Nintendo Switch 2 è un titolo difficile da giudicare solo come videogioco moderno. Analizzato con gli occhi di oggi mostra evidenti limiti, ma considerato come recupero storico acquista molto più valore.
È un prodotto pensato principalmente per i fan della serie e per gli appassionati di retrogaming, capaci di apprezzare un’esperienza semplice ma ricca di atmosfera.
Non è il grande ritorno videoludico di City Hunter che alcuni avrebbero potuto aspettarsi, ma è comunque un interessante pezzo di storia riportato alla luce.
Voto finale: 7/10
Consigliato a: fan di City Hunter, collezionisti, amanti dei giochi rétro.
Meno indicato per: chi cerca un action moderno, profondo e longevo.
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