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Super Capone: quando un microfono siciliano prende a testate il mondo dei platform

Una parodia folle, genuina e tutta agrigentina che trasforma il classico platform alla Super Mario in una piccola festa di comicità siciliana

Ci sono videogiochi che nascono con l’obiettivo di stupire per grafica, tecnologia e produzioni milionarie. E poi ci sono progetti come Super Capone, realizzato dall’agrigentino Alberto Seminerio, che puntano su un’idea molto più semplice: far divertire.

Ed è proprio questa la forza principale di questo particolare platform giocabile direttamente da browser. L’idea prende chiaramente in giro i grandi classici del genere, a partire dall’immaginario di Super Mario, ma lo trasporta in un universo completamente siciliano, assurdo e volutamente demenziale.

Il risultato è un gioco che non vuole prendersi sul serio nemmeno per un secondo.

Un protagonista decisamente particolare

Dimenticate Mario, Luigi e compagnia.

Qui il protagonista è… un microfono.

Già questa scelta dice praticamente tutto sulla filosofia di Super Capone. Il personaggio attraversa i livelli saltando, correndo e affrontando ostacoli, ma ogni volta che va a sbattere o prende una bella botta, la situazione diventa immediatamente comica.

Il protagonista si lamenta, reagisce e soprattutto utilizza espressioni e frasi in perfetto stile siciliano.

Ed è proprio qui che il gioco trova una delle sue caratteristiche più divertenti: il dialetto e le situazioni assurde diventano parte integrante dell’esperienza.

Non siamo davanti al classico platform silenzioso nel quale il personaggio corre verso la fine del livello. Qui anche una semplice testata può diventare una gag.

Un platform che non vuole essere normale

La struttura prende gli elementi fondamentali dei platform tradizionali: correre, saltare, evitare ostacoli, raccogliere monete e cercare di arrivare vivi alla fine.

Il sito indica anche la possibilità di effettuare il doppio salto e, proseguendo nell’avventura, di ottenere nuove possibilità offensive, come il lancio di microfoni.

Ma la vera particolarità è il modo in cui questi elementi vengono reinterpretati attraverso la comicità.

Ogni livello sembra infatti voler aggiungere una nuova trovata, mantenendo quella sensazione di imprevedibilità che spinge il giocatore a continuare per vedere cosa succederà dopo.

I boss sono una delle trovate migliori

E arriviamo ai boss.

Il primo incontro mette davanti al giocatore il mitico Fonziu Purtusu Paladino, un personaggio talmente assurdo da sembrare uscito direttamente da una barzelletta siciliana trasformata in videogioco.

È proprio questo il bello: Super Capone non cerca di costruire un universo epico e credibile. Al contrario, prende nomi, situazioni e personaggi volutamente improbabili e li trasforma in protagonisti di una sfida platform.

Il risultato è una comicità che funziona soprattutto perché non si prende mai sul serio.

Un gioco potenzialmente infinito

Un altro elemento interessante è la struttura dell’avventura.

Super Capone è pensato per avere livelli e mondi che continuano, trasformando la partita in una sorta di sfida arcade nella quale cercare di andare sempre più avanti e ottenere un punteggio migliore.

Sono presenti anche una classifica e una Top Ten del mese, elementi che aggiungono quella componente competitiva tipica dei vecchi giochi arcade.

In questo senso il gioco funziona particolarmente bene per una partita veloce: si entra, si gioca, si ride, si cerca di superare il proprio record e magari si ricomincia subito dopo.

Agrigento protagonista

Uno degli aspetti più simpatici è poi l’ambientazione.

Il gioco porta il giocatore tra i Templi di Agrigento, trasformando un luogo fortemente legato alla storia e all’identità del territorio in uno scenario per una parodia videoludica completamente fuori di testa.

Ed è proprio questo legame con Agrigento a rendere Super Capone qualcosa di più di una semplice imitazione di Super Mario.

C’è una precisa identità locale.

Il dialetto, le battute, i personaggi, i riferimenti e l’ambientazione contribuiscono a creare un prodotto che sembra nato prima di tutto per divertire chi conosce quella cultura e quel modo di parlare, ma che può strappare un sorriso anche a chi arriva da fuori.

Semplice, ma con una sua personalità

Tecnicamente non bisogna aspettarsi una produzione paragonabile ai grandi platform commerciali.

Ma sarebbe anche completamente sbagliato giudicare Super Capone con gli stessi parametri.

Il suo obiettivo è un altro: creare un piccolo gioco immediato, ironico e accessibile, capace di trasformare una partita in una sequenza di situazioni demenziali.

E sotto questo aspetto l’idea funziona.

La semplicità diventa parte del progetto e permette al gioco di concentrarsi soprattutto sulla comicità e sulle trovate.

Il verdetto

Super Capone è una piccola follia videoludica che merita di essere provata soprattutto per la sua genuinità.

Alberto Seminerio prende la struttura del classico platform, la mescola con l’immaginario di Super Mario, ci mette dentro Agrigento, personaggi improbabili, boss completamente fuori di testa, frasi siciliane e soprattutto un protagonista che è… un microfono.

Il risultato è un gioco che non vuole dimostrare quanto sia sofisticato.

Vuole semplicemente farvi ridere.

E quando il vostro personaggio prende una testata, comincia a lamentarsi in siciliano e voi invece di arrabbiarvi vi mettete a ridere, significa che l’idea di fondo ha centrato il bersaglio.

Un platform goliardico, genuino e soprattutto divertente, nato dalla fantasia di un autore agrigentino che ha trasformato la propria ironia e il proprio territorio in un piccolo videogioco tutto da giocare.

VOTO: 8/10

Divertimento: 8,5
Originalità: 8
Comicità: 9
Giocabilità: 8
Longevità: 8
Ambientazione: 8,5

https://supercapone.vercel.app

Short URL: https://www.sicilialive24.it/?p=160959

Scritto da su ott 8 2026. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Gamestation, IN EVIDENZA. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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