Favara, L’associazione culturale Telamone incontra i giovani per ricordare Giovanni Falcone
AGRIGENTO, CULTURA, EVENTI, IN EVIDENZA domenica, maggio 25th, 2014Si e’ tenuto sabato 24 , dalle ore 9.00 / 12.00 presso la sala del Collare del Castello Chiaramonte di Favara, il convegno “La Cultura del non Silenzio” per ricordare la figura del giudice Giovanni Falcone,dal ventiduesimo anniversario della strage di Capaci. La tematica del convegno verterà sull’importanza della legalità.
L a cura del convegno e’ stata affidata all’Associazione culturale“Telamone” che si occupa di attivita’ sociali. Ad aprire i lavori l’assessore Antonella Vita. A relazionare il prof.Gerlando Cilona, critico storico che ha trattato le vicende socio-politiche, l’origine del fenomeno mafioso nel territorio.
la Prof.ssa di lettere nonche’ relatrice Giada Attanasio che ha trattato la problematica della violenza e del bullismo.
Presenti anche, Fabio Fabiano, scrittore e presidente dell’associazione culturale“Manuela Loi”, che ha trattato la tematica della distorsione del media in tema di mafia.
Moderatrice avv. Elisa Cilona, Presenti all’incontro –dibattito, i ragazzi dell’istituto superiore Martin Luther King di Favara che hanno interagito con astanti, presentando lavori multimediali.
Riportiamo stralcio dell’intervento della relatrice Giada Attanasio
“E’ stata una esperienza bellissima dialogare con i ragazzi , rapportarsi con loro in particolare con gli alunni del dell’istituto superiore Martin Luther King di Favara , abbiamo commentato una frase del giudice Giovanni Falcone , la quale affermava che per sconfiggere la mafia occorre un esercito, non armato, ma di insegnanti, aggiungo che educhino al rispetto delle regole, e spieghino che il non rispetto delle stesse sfocia in violenza, ricordiamo gli avvenimenti di bullismo nei confronti di minori , che i media tristemente trasmettono.”
Riportiamo stralcio dell’intervento della moderatrice avv. Elisa Cilona
“La finalita’ del convegno e’ quella di portare alla consapevolezza, del fenomeno mafioso dalle origini ad oggi.
Per citare il giudice Falcone , la lotta alla mafia non deve passare solo attraverso cittadini inermi a cui non può essere chiesto di avvolgersi della bandiera della lotta dell’antimafia, come spesso e purtroppo si assiste perché diventa anche un carosello di carrierismo. Basterebbe che ognuno facesse il proprio dovere nel proprio ambito io credo veramente che le rivoluzioni vere partano dal piccolo e dal basso. rendere consapevoli i ragazzi che studiano, e’ l’acquisizione di una vera conoscenza, che li rende liberi, liberi soprattutto di scegliere, scegliere di essere felici.”
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