Forte della sentenza “Montagna”, Ignazio Cutrò invoca il ripristino della protezione
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, SECONDO PIANO giovedì, agosto 1st, 2019A seguito dell’appena emessa sentenza di primo grado al maxi processo antimafia “Montagna”, e alla condanna subita, tra gli altri, dal presunto capomafia di San Biagio Platani, Giuseppe Nugara, l’imprenditore di Bivona e testimone di Giustizia, Ignazio Cutrò, tramite il suo legale, l’avvocato Katia La Barbera, si è rivolto al Ministero dell’Interno, alla Procura di Palermo e alla Prefettura di Agrigento, affinchè gli sia ripristinata la protezione, anche dei suoi familiari, con la reintroduzione nel programma dei testimoni di Giustizia. Giuseppe Nugara, condannato giovedì scorso a 19 anni e 4 mesi di carcere e attualmente detenuto in regime di 41 bis, è colui che il 6 febbraio del 2014, durante una conversazione intercettata, alludendo a Ignazio Cutrò ha affermato: “Appena lo Stato si stanca…che gli toglie la scorta, poi vedi che poi”. Nel processo “Montagna” Ignazio Cutrò si è costituito parte civile e il giudice Marco Gaeta ha accolto la richiesta dell’ex imprenditore di Bivona, condannando tutti gli imputati al risarcimento.
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