Crocetta nel guado: tra riformismo e consociativismo
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO sabato, novembre 22nd, 2014(Sicilialive24.it)Siamo a metà del giro di boa per questo governo regionale crocetta e dell’intera classe politica parlamentare regionale.Dobbiamo essere onesti finora hanno lasciato a desiderare tutti, i governativi, i parlamentari, le parti sociali e la tanto oscura ma potentissima burocrazia isolana.Tanti slogan, tanti buoni propositi e pochissimo costrutto.Riepilogando anche se pochi, i siciliani che si sono recati alle urne due anni fa ci si aspettava un cambio di passo, dopo anni tra cuffarismo e lombardismo che nel bene e nel male avevano rappresentato un certo modo di fare politica.Nessuna assoluzione per la cosiddetta vecchia politica, ma attenzione chi l’ha detto che la finta nuova classe politica è stata innovativa, riformatrice e meritocratica con un alto senso del rilancio politico, sociale ed economico per i siciliani.Crocetta ha lanciato la rivoluzione (secondo noi solo a parole), ma di fatto cosa è cambiato?Ad oggi nessuna riforma della burocrazia, la legge 10 imperversa e la logica dei superburocrati con il vezzo della poltronite è rimasta intatta.La norma sull’anticorruzione e sul conflitto di interessi, che poi doveva riguardare solo la formazione, non si capisce perché non sfiora pure la sanità, i rifiuti, e i servizi esterni tra regione e imprese è servita solo per fare propaganda.Ci sono segretari generali della presidenza della regione condannati in primo grado dalla Corte dei Conti ed esterni all’amministrazione saldamente seduti nella tolda di comando e con lauree poco affini all’incarico ricoperto. Ci sono dirigenti generali a capo di dipartimenti regionali e contemporaneamente commissari di società in liquidazione, come se nulla fosse, come se il decreto legislativo 39/2013 in Sicilia non sappiano cosa sia.Ci sono nei gabinetti e nelle segreterie particolari e tecniche una buona parte dei distaccati e comandati che c’erano nell’ancien règime con l’aggiunta dei nouvelle vague imposti dai nuovi poteri forti.E’ molto facile parlare di rivoluzioni per Crocetta con frasi che ormai l’unico effetto che fanno è il ridicolo.Il sistema al netto di qualche denuncia, rimane bello in piedi e più solido di prima.Avere 1800 dirigenti con una miriade di postazioni intermedie serve solo ad alimentare il sottobosco delle clientele, vorremmo capire questo decentramento esasperato cosa abbia portato in termini di risultati sia all’interno della macchina elefantiaca amministrativa sia soprattutto all’esterno.Abbiamo i dipendenti più vecchi e pagati dello stivale, solo 51 con meno di 30 anni e vorremmo capire come siano entrati nell’amministrazione, l’ultimo concorso per soli titoli risale al 2000 con mille ricorsi, abbiamo un dipendente con 44 anni di servizio in una sola parola siamo un’isola veramente speciale con record solo negativi e con una produzione bassissima di benckmark anche se ora il commissario dello Stato non avrà più poteri di controllo preventivo alle leggi, a questo punto lo Statuto vorremmo capire a cosa serve.I vecchi carrozzoni delle partecipate restano saldamente in questo limbo eterno, adesso pure Crocetta e l’integerrimo Ingroia sono stati rinviati a giudizio sul caso Sicilia e Servizi e le assunzioni per chiamata diretta, loro diranno sono figli dei vecchi governi , ma dovranno riferire alla giustizia contabile.Per non parlare di sanità tra piani regionali visti e rivisti più che di risparmi si tengono ancora in vita una pletora di incarichi dirigenziali che poi servono più alla politica che al buon andamento del servizio sanitario.Sui rifiuti ancora guerre incrociate tra vecchi e nuovi tra Marino, la Lo Bello, Lumia, la Confindustria e tanti altri personaggi, bene ad oggi nessun piano nel breve e lungo periodo che dia una governance per le discariche sempre più intasate non solo di rifiuti.Sui gruppi parlamentari e i dipendenti dell’ars, tra indagini della magistrature e privilegi durissimi a morire, l’unica buona notizia è che si è saputo che l’ex segretario generale dell’ars percepiva più di 500 mila euro annui e si ha avuta notizia solo quando è andato a godersi la pensione deluxe, alla faccia della trasparenza.Per i precari o i contrattisti degli enti locali ancora l’ennesima guerra tra proroghe, emendamenti ma nulla di certo, in Sicilia l’unica cosa certa è la certezza della precarietà che poi diventa stabilità, forse per tutti ma in qualche settore vedi formazione professionale e forestali di fatto hanno pagato i conti della rivoluzione crocettiana, anche se tutelati da leggi condivisibili o no, adesso si trovano sull’orlo del precipizio, se riescono a sfangarla, sempre se ci riescono si parla di commesse, le riforme giacciono nel libro dei sogni.Per finire, il consociativismo era presente prima e continuato nel corso degli anni e si è radicato anche nell’epoca del Megafono, non si guarda più agli ex democristiani, ex socialisti, ex tutti, si guardano agli interessi convergenti, dalle nomine degli spazzini, agli appalti e le strategie comuni, dalle trivellazioni, ai servizi informatici,in epoca di 2.0 i vecchi pizzini non tramontano mai e sono sempre più efficaci, dal manuale Cencelli ai tazebao di Crocetta.
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cosa speravamo da Crocetta?
Basta vedere il reinserimento della Scilabra!
non c’è altro da dire!
Il tuo articolo Antonello… come sempre e’ molto approfondito…lo trovo anche raffinato nei modi e dai toni che denunciano la verita’ dei fatti…..Quando si impongono privazioni togliendo il lavoro alla gente, o mettendo a repentaglio la loro salute…… ci vuole una grande conformità di convincimento delle proprie manovre , una grande credibilità politica e la capacità di colpire gretti e indecorosi privilegi . Con il triste operato del governatore Crocetta viviamo ancora oggi di speranze infondate, che vertono in azioni che non hanno in verita’ ne testa ne coda in ogni progetto da lui rappresentato…in sostanza la rivoluzione auspicata e’ fallita miseramente…..
un articolo scritto da un giornalista fuori dal coro
dire la verità è vietato
perche la verità non la voglione ne sentire ne leggere non solo i politici e le corti legate a loro, ma anche il popolo stesso perchè da questo vermaio si abbeverano quasi tutti e quelli che non si possono abbeverare lo farebbero comunque poichè in fondo tutti abbiamo famiglia.
caro antonello è la nostra cultura la madre di questo modus viventi.
Il fenomeno crocetta ha radice consolidate anche in altri esempi tra cui il nostro ex sindaco che prima con la primavera agrigentina e dopo con l’alternativa al potere ha convinto tanti che speravano al cambiamento che non è mai avvenuto, lasciando tutto come era cambiando solo gli attori o invertendo gli addenti con la stessa somma.Nel 93 tutti abbiamo vissuto una rivoluzione con l’abbattimento del sistema marcio mandando tutti i vecchi partiti a casa. Dopo un anno tutti si sono riciclati dando spazio ad altri e affossando per sempre l’italia, la sicilia, agrigento con l’uso del potere solo a livello personale, con la grande partecipazione del popolo sovrano che avalla ad ogni elezione tutto quanto, poichè in fondo anche loro leccano o peggio odorano la sarda. la cosa più grave però rimane l’esposizione di figure di scarso livello culturale,in ambito politico che mantengono il potere ai principali attori, con un elemento distintivo comune a tutti quanti:TUTTI SONO CONVINTI DI ESSERE STATISTI,E I LORO REFERENTI GLIELO FANNO CREDERE.