Buon Natale a voi e alle vostre famiglie, i siciliani non la pensano come voi
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO mercoledì, dicembre 24th, 2014E’ Natale, dovremmo essere tutti più buoni,accoglienti e per chi è credente,questa festa simboleggia la rinascita, la speranza. La nascita di Gesù, il concetto di famiglia, di vicinanza,di amore, è sentita come una festa molto particolare per i siciliani e i loro cari.Questo è stato un anno drammatico in termini economici, devastante in termini sociali e occupazionali,è vero che la crisi non è solo dalle nostre parti ma investe tutto il Paese, si è rotto anche il rapporto tra Istituzioni e popolo.La politica e i governi hanno fatto di tutto per sabotarsi da soli, vivono in maniera ancora più marcata questo stacco con il Paese reale.Parlano talmente in politichese che non si capiscono neanche loro: Consultellum,Italicum,Jobs Act, ghigliottina parlamentare, filibustering, ormai è chiaro quanto si è fatto poco ed è facile confondere di più le cose al cittadino.Una cosa è certa, lo Stato sociale è fallito,più che tamponare le emergenze si prende tempo perché non si hanno neanche le idee chiare sul da farsi, dal Patto del Nazareno ad oggi, si è assistito solo a una penosissima lotta tra poteri dello Stato, e se si è riusciti ad eleggere un componente della Corte Costituzionale dopo 40 sedute a vuoto, solo al Parlamento è sembrato una grande vittoria.Sui temi sociali, una riforma del mercato del lavoro tutta da verificare, si aspettano i decreti delegati del Governo, ma forse ancora non si è compreso che il problema è che le aziende licenziano in maniera collettiva, perché sono entrate in crisi, non ci sono commesse e il mercato in Italia le penalizza mentre il taglio di qualche punto dell’Irap difficilmente sarà un toccasana.In Sicilia la crisi si avverte in maniera lancinante, aziende che chiudono dal giorno alla notte, il modello di sviluppo che è stato pensato e progettato negli anni ’60 è stato spazzato via, dalla Fiat di Termini alle raffinerie di Gela e via dicendo, si parla di riconversione ma al netto di tutto i lavoratori hanno pagato lo scotto più alto: licenziamenti, ammortizzatori sociali e pochissime chance di rientrare nelle filiere oggi ai minimi termini.L’unica cosa che resiste è la politica e il clientelismo che non si è mai fermato, da vent’anni a questa parte, prima si applicava il Cencelli adesso con Crocetta il commissariamento e il senso di appartenenza su slogan che hanno cominciato a stancare per la mancata realizzazione,( rivoluzione,antimafia,trasparenza) .Il giudizio di questi due anni di legislatura e governo antimafia, dal punto di vista dei siciliani è pessimo,pochissime leggi esitate, tra queste il ddl delle Province che ha lasciato le cose in un limbo imbarazzante,tantissimo consociativismo e nessuna risposta alle emergenze delle problematiche dei siciliani,(imprese,terzo settore, turismo, dramma lavoro, dai licenziamenti a chi si trova in un precariato perenne e di difficile soluzione).Noi vogliamo incoraggiare questo Governo a fare qualcosa, finora a parte il trasformismo e tre esecutivi in meno di 24 mesi,sarebbe opportuno che l’esecutivo e anche il Parlamento si diano una smossa. L’Assessore al Bilancio Baccei è stato chiaro, se non ci aiuta Roma,la Sicilia sprofonda, non ci sono neanche i soldi per pagare gli stipendi.Strano che nessuno si è indignato per lo scippo dei fas prima e del pac adesso, ma ormai la parola credibilità, superando lo Stretto e parlando di Sicilia, fa ridere, e non è che i parlamentari nazionali siciliani a Roma brillino per risultati.Andiamo con ordine: ci permettiamo di fare delle pagelline ai parlamentari agrigentini dopo due anni di mandato, onestamente ci aspettavamo molto di più.Su Crocetta il risultato a oggi è negativo, qualcuno è stato più drastico o si cambia marcia o altri tre anni così e della Sicilia non rimarrà niente, solo desertificazione sociale ed economica.
Roberto Di Mauro,capogruppo del Pds-Mpa,ha passato varie repubbliche, vari partiti ma la forma non cambia,è filogovernativo, l’opposizione in Sicilia non la vuol fare proprio nessuno, nel giorno della sfiducia a Crocetta, sfiducia che non sarebbe passata neanche con i caschi blu dentro Sala D’Ercole, ha aperto al Governo Crocetta per una stagione delle riforme. La dice lunga di come sta procedendo la legislatura un’Assemblea regionale ferma ed immobile, negli ultimi tre mesi si è lavorato pochissimo si è parlato del nulla, ma il nostro Roberto aspira ancora a diventare vicepresidente dell’assemblea regionale al posto di Pogliese.Per lui la sufficienza è lontanissima.
Michele Cimino, portavace Pdr, la cui R, l’abbiamo scritto più volte più che per riforme sta per riciclati.Un gruppo parlamentare che vede transfughi dal centrodestra ed è capeggiato dal grande rinnovatore, si fa per dire, Totò Cardinale.Ci ha dichiarato il parlamentare empedoclino che ha lasciato il centrodestra perché ha litigato con Tremonti per i fas e il fondo di solidarietà nazionale, ha fatto il salto della quaglia, a questo punto dopo aver tradito Miccichè, è passato con Crocetta dopo l’esperienza di Voce Siciliana, ha trovato sponda con il Pdr, ma se è un sicilianista convinto come mai nessuna tirata d’orecchi a Crocetta sullo scippo del Piano di Adesione e Coesione, i cui fondi stanno andando al Nord?Riesce ad incassare nomine nella sanità e nei dipartimenti regionali, più che ai siciliani ha guardato alla sua cerchia.Il giudizio finora è negativo, speriamo che ci smentisca sull’applicazione degli art. 36, 37 e 38 dello Statuto.
Salvatore Cascio, Sicilia Democratica,in meno di due anni è stato veloce e repentino a cambiare ruolo, partiti e governatore, dal Pid-cantiere popolare, ad Art. 4, a Sicilia Democratica, sono le stampelle della maggioranza con un leader Lino Leanza che è stato chiaro, siamo il baricentro della maggioranza, possiamo far vincere un governo di centrosinistra come uno di centrodestra, i perfetti equilibristi dorotei,vogliamo il nostro spazio se no facciamo saltare il banco.E’ riuscito ad avere una postazione al genio civile, mentre gli è andata male all’asp, il direttore sanitario non è quello che avevano sperato.Gli riconosciamo che almeno sull’ospedale di Ribera momentaneamente è stata scongiurata la chiusura.Il giudizio a oggi è negativo, speriamo ci faccia ricredere.
Vincenzo Fontana Ncd non è un uomo di opposizione,è stato sempre al governo nelle sue molteplici esperienze, dal consiglio comunale,alla provincia e al parlamento nazionale, ci aspettavamo di più sulla sanità dove è stato ancora molto timido anche se su i piccoli ospedali è riuscito a scongiurare la chiusura, sulla formazione professionale a oggi solo parole anche se ha profuso interrogazioni e soluzioni, sul ddl province ha cercato di cambiare qualcosa ma è rimasto schiacciato da un’opposizione che fa da elastico.Si gioca tutto con il Cupa, ha dichiarato che farà le barricate per evitare che l’ultimo gioiello della Provincia venga cancellato dal commissario 2 la Di Liberto, vedremo, a oggi per lui non va benissimo, anche se visto l’impegno ci aspettiamo molto di più.
Giovanni Panepinto, Pd, è rimasto per larghi tratti della legislatura imbrigliato nella bagarre tra Crocetta e il Pd,è riuscito a piazzare con il Crocetta ter qualche suo uomo nei gabinetti,ma ha inciso poco, rappresenta una corrente minoritaria nel partito, i giovani turchi,onestamente per il territorio ci aspettiamo molto di più da lui,siamo lontani dal positivo.
Calogero Firetto,Udc,è stato eletto a furor di popolo, ma i problemi sono nati subito dopo, dal suo insediamento ad oggi, non ha trovato mai quella visibilità politica che aveva dimostrato da Sindaco di Porto Empedocle,si è dimesso da capogruppo del partito ed è entrato in polemica con D’Alia.Su Crocetta ha detto che più che stagione delle riforme e della rivoluzione, lo stesso ha rappresentato un fallimento per i siciliani. Peccato che il giorno della sfiducia abbia dato l’ok al Governatore.Si vuol candidare alla carica di Sindaco di Agrigento, nessuno ha capito la motivazione ufficiale, ma a questo punto perché non si dimette da parlamentare se questa legislatura secondo lui è fallimentare?E’ riuscito a defenestrare il vecchio commissario dell’asp Messina, ultimo residuato del governo Lombardo.Firetto faccia chiarezza una volta e per tutte, dica cosa vuol fare senza giocare con gli elettori che gli hanno dato fiducia.Il giudizio finora è negativo.
Matteo Mangiacavallo,Movimento cinque stelle era partito con tutti i grillini a spron battuto: rinunciamo a benefit, lottiamo a una casta insopportabile,avevano avuto un abbocco con Crocetta ,si era parlato di modello sicilia, poi piano piano è scemato tutto, a parte le mozioni di sfiducia e le manifestazioni di piazza, sui temi sociali ed economici hanno inciso poco, resta il Muos e le trivelle ma difficilmente hanno una contromossa per mettere in difficoltà Crocetta.Una cosa positiva comunque ai grillini va riconosciuta hanno creato un fondo per le microimprese con i benefit cui hanno rinunciato, una vera eccezione in una politica onnivora e sempre pronta a prendere.Può certamente fare di più, devono forse creare un’opposizione allargata anche agli altri, più di restare isolati e non portare nulla a casa.Siamo vicini alla sufficienza ma non compiutamente.
Margherita La Rocca Ruvolo, Udc l’unica donna agrigentina che ci rappresenta, è sembrata troppo schiacciata dai vecchi capibastone del partito, in commissione lavoro sulla problematica formazione professionale avrebbe potuto fare di più, sui temi sociali e delle donne e del volontariato non ricordiamo segnali concreti, forse si dovrebbe far sentire di più nel partito e con Crocetta.Può fare di più e di meglio.
All’Assessore alla formazione professionale Mariella Lo Bello,diamo una piccolissima chance non ha ancora finito il periodo di prova, in questo ruolo difficilissimo, ma i lavoratori sono sdegnatissimi di chiacchiere e su di loro finora si è abbattuto una macelleria sociale che ha portato alla disperazione uomini, donne e famiglie,se vuole far ripartire il settore guardi prima a ricostruire le macerie invece di osannare il fondo sociale europeo.
A noi piacerebbe che ognuno di voi ci smentisse con i fatti e non con comunicati autoreferenziali, oggi per voi è Natale per la stragrande maggioranza dei siciliani è notte fonda.
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sono quasi tutti da rottamare, qualcuno rimane a galla perchè è leggero e come tutte quelle cose leggere galleggiano, qualche altro è come il 32 al lotto,posso dire che si salva solo uno. La risposta non è scontata scontatissima
La disamina è’ molto chiara e secca e d’altronde non credo ci sia molto da aggiungere.
Tuttavia vorrei spendere due righe sul M5S. La disponibilità c’è stata da parte del gruppo ars, con quel fantomatico modello che gesti politici crocettiani hanno reso tale. In ogni caso la squadra dei portavoce ars, che mi onoro di aver seguito, in una situazione catastrofica ha badato bene al ripristino dell’abecedario dei diritti per i siciliani. Del resto, il sistema è’ così chiuso che non permette direzioni al buon senso, ma solo dictat a colpi di maggioranze di volta in volta create.
Speriamo davvero in alcuni seri ravvedimenti in chi crede che la politica non sia davvero servizio ma solo affare personale.
Tanti auguri
Bisognerebbe ricodificare il significato del termine “politica” alla luce delle nuove realtà che si delineano nel nostro Paese . Se sino ad ieri con politica si intendeva servizio a favore della collettività , oggi assume tutt’altro aspetto e i bisogni della gente , anzicchè essere interpretati e rappresentati restano tali e quali e , nel tempo si deteriorano , senza che alcun politico tenti di porvi rimedio . La politica è divenuta spettacolo e rappresentazione di se stessa . Spettacolo ai fini della ricerca della notorietà , perchè questa porta consenso . Purtroppo il sistema maggioritario ha mostrato il suo fianco debole , il suo tallone di Achille , tutto a discapito di chi dovrebbe essere rappresentato . Oggi non esiste più il politico che coltiva il proprio orticello elettorale , la propria clientela , e , forte di questa , si impone al proprio gruppo , al proprio partito , alla propria maggioranza . Oggi il politico “rapina” il consenso per rappresentare se stesso , i suoi bisogni , infischiandosene della collettivita che lo ha eletto , sia pur con un sistema viziato e per nulla rappresentativo . Colpa del sistema elettorale ? In larga misura si , ne sono convinto . Nel tuo editoriale hai fatto bene a registrare e mettere in evidenza lo scollamento che registri tra scelte politiche e bisogni della collettività .
Esempio evidente il nostro Crocetta che , eletto con una manciata di voti , si proietta a pretendere di rappresentare tutti i Sicilani , sceglie di distruggere un intero settore , la Formazione Professionale , perchè nelle organizzazioni del servizio c’è manciuglia , nel contempo distrugge anche 8000 famiglie che di onesto lavoro campavano . In questa sua scelta politica strumentale , perchè di quell’ambiente qualche mese prima ne ha accettato i voti determinanti per essere eletto , si evidenzia la nefandezza del personaggio , un dadaista di scarsa fattura lo definisce Buttafuoco , e si materializzano tutti gli effetti negativi del sistema maggioritario .
Che vadano a farsi fottere tutti quanti. Buon Natale grande Direttore
bellissimo articolo. Complimenti