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I cittadini agrigentini in piazza dicono basta a questa politica a gettone

Stasera è ufficiale: gli agrigentini hanno detto basta a questo stato delle cose, sono scesi in piazza e hanno gridato basta a questa politica che sta segnando il punto di non ritorno tra cittadino e rappresentato.A parte i numeri, visto che se erano 1000 o qualche unità in meno poco cambia, c’è stata una ribellione compatta di popolo nel dire stop a questa politica locale che ha fatto solo sconquassi.Il caso scandalo commissioni consiliari e le 1133 sedute in meno di un anno, record nazionale o quasi, è solo l’effetto della mala politica che fin qui purtroppo è stata praticata come prassi normale. I cittadini covano rabbia e hanno uscito fuori le “palle”, hanno rottamato o asfaltato, come dice Renzi ,tutta la classe politica presente in consiglio comunale senza distinzione di sorta.La politica e i politici finora non avevano capito o compreso il messaggio,si sono arroccati nel palazzo di città cercando di giustificare l’ingiustificabile.La politica agrigentina in quest’ultima legislatura sta lasciando solo le macerie, tasse locali alle stelle,(Imu, tari,tasi e addizionali comunali) e servizi essenziali inesistenti.Dalla manutenzione stradale al verde pubblico, ad un minimo di decoro urbano, alle emergenze strutturali dei palazzi decadenti del centro storico, allo rinascita delle periferie, i cittadini vogliono vedere concretezze.I consiglieri comunali avevano una chance per salvare quel briciolo di dignità dopo il caso commissioni record, fare un passo indietro e dimettersi, invece hanno continuato imperterriti in un’assoluzione che purtroppo per loro è diventata una condanna morale senza ritorno.I cittadini stavolta sono arrivati prima degli organi competenti e hanno preso le distanze in maniera netta contro questo modo di amministrare e gestire la cosa pubblica.Adesso in tanti sperano che la primavera porti un’aria nuova e pulita e spazzi via questo sistema che ha prodotto poco o nulla e che non ha voluto ammettere nessun fallimento politico, le urne sembrano sbarrate per gli uscenti.Gli agrigentini hanno detto basta a questa politica parolaia, arrogante e fuori dalla realtà.Come si suol dire si chiude una pagina e si spera che quella che si aprirà porterà una fase nuova e di profondo cambiamento nelle azioni e nei comportamenti politici, etici e morali. , perché come hanno scritto nei cartelloni tanti cittadini :”Noi siamo altro” e a maggio il cartellino rosso è già pronto per chi è stato sordo a non capire che il tempo dell’indulgenza è finita.Dal collegamento sono uscite forti e chiare tre cose: ribellione, sdegno e voglia di ripartire,Agrigento vuole rialzarsi e chiede alla politica nazionale e regionale non solo spending review ma welfare vero per i servizi e l’assistenza ai meno abbienti.I cittadini vogliono risposte e vogliono isolare chi ha sbagliato e non rappresenta questa voglia di rimboccarsi le maniche, le coscienze saranno più lungimiranti di qualsiasi clientela o connivenza con il vecchio e superato sistema. Questi politici devono andare a casa: questo il coro unanime della piazza.

 

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Scritto da su feb 3 2015. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

1 Commento per “I cittadini agrigentini in piazza dicono basta a questa politica a gettone”

  1. Pongo una domanda:
    I consiglieri comunali sono o non sono “classe politica”?
    Perché questa domanda, perché, non si è focalizzato il problema politico della vicenda.
    I consiglieri intervistati dai media, insistono e si trincerano dietro l’affermazione “era lecito farlo”, o “non è reato fare 1.133 commissioni”. Il problema è appunto politico, la responsabilità è politica. Infatti, è politicamente gravissimo quello che hanno fatto. E’ politicamente criminale pensare di usare il denaro dei cittadini per rimpinguare le loro finanze in un momento di crisi e disagio gravissimo, quale quello attuale.
    Aggiungo che ha dell’incredibile la mancanza di sensibilità politica, dimostrata dai consiglieri davanti le telecamere. Essi hanno asserito che fosse normale o comunque non di una gravità tale per la quale avrebbero dovuto dimettersi. Ciò in quanto considerano legittimo politicamente lo sperperio di danaro pubblico. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che la città va a rotoli, è notorio da Trieste a Lampedusa che le commissioni consiliari non hanno partorito alcun provvedimento degno di essere citato.
    Concludo lamentando una latitanza non tanto della politica, ma soprattutto della consapevolezza di cosa significhi politica.

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