Maria Falcone e il 23 maggio
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO giovedì, maggio 19th, 2016Sabato 23 maggio 1992, la strage di Capaci. Lunedì 23 maggio 2016, sono trascorsi 24 anni, anche per lei, Maria Falcone, la sorella del magistrato, impegnata nella sede della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” ad organizzare le iniziative di commemorazione che ogni anno si svolgono a Palermo. Maria Falcone ha reso delle dichiarazioni alla stampa. Sollecitata a commentare quanto di negativo accaduto nell’ antimafia, lei risponde : “Sì, è stato un anno brutto per l’antimafia di facciata. Però la vera antimafia è tranquilla. Io credo che quella sia un’antimafia di interessi particolari, personali. Ma quella vera fatta con amore, con il cuore, per disinteresse, non ha niente da temere. Quella lavora non per se stessa ma per il bene della società. Io dico sempre che l’antimafia è quella dei ragazzi che creerà una società diversa, una società che come diceva Giovanni si distacchi dai canoni di omertà e disinteresse”. Poi Maria Falcone ricorda l’ opera meticolosa del fratello alla ricerca delle prove, contro i facili processi sommari, e le sue parole sono : “Gli accertamenti spettano alla magistratura. Deve essere la magistratura a muoversi attraverso i riscontri per capire chi veramente ha fatto antimafia di facciata. Di certo spesso assistiamo a uno scempio di persone che hanno una loro storia e non è bello vederla massacrata”. Poi, politica e mafia, e ancora Maria Falcone : “Io credo che di mafia si parli poco nella politica in generale, con qualche eccezione importante come il Presidente della Repubblica e quello del Senato, le due più alte cariche dello Stato che hanno una storia di antimafia vera. Io personalmente devo dire che ho sempre ricevuto dai rappresentanti delle istituzioni il massimo sostegno, in particolare dal ministero dell’Istruzione”. Poi, inevitabile, il riferimento al processo sulla cosiddetta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi, e la sorella di Giovanni Falcone riflette : “Come tutte le persone che hanno subito il dolore per la morte di una persona a cui si vuole bene, ho bisogno di giustizia. Subito dopo Capaci, a Caltanissetta alcuni magistrati dissero che c’era una seconda pista da seguire, altri interessi convergenti che avevano potuto avere interesse all’uccisione di Giovanni, e su questo nessun risultato è stato raggiunto. Sulla trattativa vorrei che con quello che era il rigore di Giovanni si accertasse la verità senza teoremi che non siano fondati su riscontri giudiziari veri. Sennò rischiamo di buttare fango su persone e personalità che questo non meritano”. Poi, in conclusione, verso l’anniversario del 23 maggio, e Maria Falcone prospetta : “Sarà come sempre il 23 maggio dei giovani e della cultura. Perché Giovanni diceva che la mafia sarebbe stata vinta quando la società sarebbe diventata diversa e la società può essere cambiata solo dai giovani, dagli adulti di domani che a loro volta educheranno i loro figli ai valori di legalità e giustizia di Giovanni, Paolo, Francesca e di tutti gli eroi civili del nostro tempo”.
fonte teleacras angelo ruoppolo
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