Quando aprire un conto corrente per società e associazioni
ARCHIVIO ARTICOLI, IN EVIDENZA giovedì, maggio 26th, 2016
Gli enti come società sportive, onlus e associazioni non profit, proprio come le aziende necessitano di un conto corrente utile per gestire l’ambito finanziaro: è così, anche se può sembrare strano che istituti operanti nel sociale e in attività benefiche abbiano bisogno di strumenti finanziari. Ciò accade non per libera scelta, anzi perchè è obbligatorio, come dettato dalla legge: questo si aggiunge alla possibilità di gestione del flusso creatosi dai cicli della società, sia entranti che uscenti, che ne garantisce la trasparenza ai sostenitori. Infatti secondo la legge italiana, gli spostamenti di capitali superiori a 516 €, non devono avvenire in contanti ma attraverso un conto corrente il cui intestatario è l’associazione stessa: ciò vale in entrambe le direzioni del flusso di denaro. Questa regola è stabilita dall’ art. 25 della legge 133 e rimarcata nell’art. 37 della legge 342, sottoscritte rispettivamente nel 1999 e nel 2000: in caso di mancato rispetto della legge vigente, l’associazione rischia sia i benefici derivanti che una multa da 258 a 2065 €. Tra i migliori conti dedicati a questo tipo di società, ci sono quelli offerti da Widiba, Hello Bank BNL, Ing Direct, Che Banca! Yellow: tutti con canone gratis o azzerabile, quindi con zero spese e piccoli interessi che vanno dall’1 al 2 %.
Conto corrente obbligatorio
In Italia, l’apertura di un conto corrente per associazioni, società sportive o imprese, sia di grande che di piccolo calibro, è obbligatoria. Infatti attraverso esso deve avvenire la gestione, da parte delle attività che operano con partita IVA, dei flusso finanziario entrante ed uscente del valore superiore a 1000 €. Oltre a questo, il conto ha valore giuridico perchè i movimenti tracciabili entro il suo saldo sono riconosciuti ufficialmente e sono basilari per dichiarare un reddito veritiero o nel caso in cui ci si trovi a far fronte a richieste da parte dell’amministrazione pubblica.
Apertura del conto corrente per associazioni: quando farlo
Si può richiedere e procedere alla sua apertura tramite un esponente che rappresenti a pieno titolo della società che sia essa onlus, non profit, sportiva, di volontariato, ONG, cooperativa sociale. Non sarà possibile l’accesso a questo tipo di conto a tutte le attività di produzione o operanti nel sociale ma non rientranti in nessuna categoria citata: queste dovranno fare riferimento alle modalità possibili del conto aziendale nel caso in cui si tratti di un’organizzazione costituita sia da uomini/donne e mezzi, mentre nel caso la ditta sia gestita unicamente da una persona facente parte di essa, si dovrà optare per un conto corrente per azienda individuale.
I servizi
Non sapendo da dove partire, bisogna tener conto di servizi basilari che devono essere presenti nel conto corrente, per poter poi decidere: la possibilità di invio e ricezione di pagamenti e bonifici bancari, i prelievi bancomat, la gestione tramite esso delle utenze della sede (o anche più) dell’associazione e la tracciabilità dei pagamenti esterni tramite carte di credito, per tenere sotto controllo le finanze ed effettuare controlli.
Di fondamentale importanza è l’estratto conto che può essere facilmente effettuato con poche operazioni e che rappresenta un documento per l’associazione che può utilizzarlo per il proprio bilancio: tuttavia bisogna considerare e aggiungere nell’estratto conto tutte le entrate e uscite che sono state gestite tramite contanti e non il conto corrente perchè di cifre inferiori ai 516 €.
Costi del conto corrente
Purtroppo i costi per i conti correnti dedicati alle associazioni sono molto variabili, non c’è nulla di ben definito, anzi si trovano alternative estreme: si va dai costi zero a prezzi cospicui. La differenza nella scelta di un conto costoso anzichè di uno gratuito, molto spesso, anzi nella maggior parte delle volte, è assolutamente nulla. Ciò accade perchè frequentemente chi si ritrova ad aprire un nuovo conto corrente non conosce tutte le alternative presenti sul mercato e si affida al primo trovato, non essendo a conoscenza dell’esistenza delle stesse tipologie con gli stessi servizi offerti ma a costo zero.
Trovare e scegliere il conto migliore
Il web è sicuramente una fonte inesauribile da cui attingere per trovare tutte le proposte, navigare tra le caratteristiche oggettive e farsi una propria idea: in questo caso specifico, i conti online dedicati alle società sono un esempio di conto a costo zero con uguale livello di qualità e servizi offerti del conto tradizionale, ma i cui costi sono minori.
Ovviamente la differenza fondamentale risiede nel tipo di gestione del conto: attraverso il web o con il contatto diretto faccia a faccia con l’operatore bancario. Bisogna considerare che un conto online può essere per l’associazione oltre che di notevole convenienza, di maggiore efficienza e comodità in termini di gestione: il vantaggio risiede nel fatto che i vari membri dell’associazione che si dedicano all’aspetto finanziario di essa, sono in grado di accedere in qualunque momento e in qualunque luogo, che si trovino in sede o anche a casa propria, al controllo dell’attività finanziaria. Tutto questo grazie a servizi offerti dal conto come l’homebanking e l’applicazione ufficiale della banca: strumenti di gestione alleati del risparmio.
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