Al Filippini di Agrigento Gian Antonio Stella presenta “Se muore il Sud” (foto)
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E’ stato presentato ad Agrigento al collegio dei Filippini ospite del centro culturale Pier Paolo Pasolini il nuovo libro di Stella e Rizzo “Se muore il sud”.
Un libro che mette in luce il degrado del Sud Italia nell’arco di più di 150 anni, dall’Unità d’Italia ad oggi.
Parte da un esempio di meridionalismo ancora attuale (Schettino e De Falco) tutte e due campani, uno che rappresenta il senso di irresponsabilità purtroppo diffuso nel Mezzogiorno e l’altro che invita la speranza, la voglia di giustizia e la responsabilità.
Forse il senso vero del libro è proprio questo, un sud che si liberi di incapaci,di fannulloni, di una classe politica e burocratica autocratica e che ha pochissimo senso del bene comune e della crescita sociale.
Non risparmia neanche il Nord e la nuova classe dirigente, anzi nella regioni ricche dello stivale adesso si riesce facilmente a trovare situazioni di illegalità con la criminalità del sud.
La cosa che lascia più disarmanti è come nel Sud negli ultimi cinque o sei anni pur potendo sfruttare risorse provenienti da Bruxelles si è solo pensato a sperperare denaro pubblico per non creare nessuna occasione di sviluppo per la collettività. Gli esempio negativi sono talmente tanti e lapalissiani che non basterebbe un tomo per racchiuderli tutti.
E’ quasi noioso ripetere gli indicatori e i fattori di malgoverno, o i privilegi o le indennità monstre che i favoriti delle regioni del sud godono.E il gap che si è creato pure con regioni dell’est Europa che erano considerate povere, quali Bulgaria o Serbia che adesso in alcune zone hanno un pil superiore alla Sicilia.
Ormai Stella e Rizzo da più di un lustro raccontano e documentano indicatori e report che sono difficilmente smentibili.
Il turismo, l’agricoltura, il sole, i trasporti dalle nostre parti rimangono solo settori per fare tavole rotonde, in molte regioni d’Europa, dall’enclave di Melilla alle Baleari invece corrono, si adeguano, si ingegnano, non buttano le risorse e la cosa che fa più male non hanno, né la nostra storia, né il nostro patrimonio artistico-culturale.
La cosa che lascia basiti è che anche quando il popolo del sud si fa sentire, vedi le proteste dei Forconi o il voto inaspettato alle regionali e poi alle politiche per i grillini, non c’è nessun cambio di passo, da parte dell’attuale classe dirigente.
Forse nel Mezzogiorno ci vorrebbe una legge ad personam per liberarci delle tante zavorre che frenano lo sviluppo.
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Veramente una bella opportunità di crescita. Ne è sicuramente valsa la pena. Auguri Antonello e complimenti per come stai lavorando
E’ stato un momento culturale di livello notevole e sono contento di avervi presenziato. Antonello complimenti per il tuo giornale lo seguo piacevolmente.