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Grillo : la rivoluzione si è fermata, inizia la fronda

 

grillo

A un anno dai risultati clamorosi delle politiche che hanno visto il Movimento cinque stelle un non partito senza uno statuto classico della tradizionale politica, iniziano a nascere piccoli grandi problemi.

Dovevano portare novità nelle grigie aule parlamentari, aprire le Istituzioni come sardine, qualcosa non sta andando per il verso giusto.

I gruppi parlamentari nelle due Camere forse per inesperienza, forse perché eterogenei hanno cominciato ad accumulare falle e distonie, il dissenso interno viene quasi subito messo in stato d’accusa.

E’ chiaro che se ci sono i grillini a Roma lo si deve al capo e alla rete, la cosiddetta democrazia diretta e partecipata: Grillo e al guru Casaleggio, ma come temevano in molti gestire e tenere in riga questa mole di parlamentari non era cosa facile.

Da dove nasce questo momento di difficoltà che sta assumendo dei connotati di espulsioni, dimissioni e minacce di lasciare un movimento che non accetta posizioni precostituite.

Una causa può essere la rete che soprattutto nei territori rischia di diventare uno sfogataio di parte dei gruppi locali (meetup) non il linea con l’attività del parlamentare di riferimento, ecco allora che si crea un meccanismo difficilmente gestibile.

Grillo si lascia andare spesso a dei post che vanno al di là della stessa linea dei gruppi, in sostanza l’espulsioni dei quattro senatori parte anche dal fatto che sia nato un correntismo interno che non piace al comico genovese.

Poi con regole molto opinabili sono gli attivisti sul web, (influenzati da post scritti di Grillo e dai portavoce) a dare il colpo di grazia, adesso alle espulsioni dei senatori, altri stanno uscendo fuori, una sorta di fronda dove si comincia a mettere in dubbio le regole e la democrazia del movimento.

Cosa dire ? Il movimento è nato con l’idea di Grillo come cassa di risonanza sulle idee di una democrazia dal basso e senza fagocitazioni di alcuna natura, chiaramente anche un movimento che entra nei Palazzi della democrazia rappresentativa può avere delle divergenze sulla linea politica ma si deve credere in qualcosa non in qualcuno come in questo caso, essere più squadra, meno solisti e più concretezza.

Oggi più che mai il comico che odia i politici rischia di essere sbranato dal suo gregge, sempre più affamato di autonomia e visibilità, si passa forse dall’antipolitica alla brutta politica, il cittadino-elettore comincia a diffidare del concetto che uno vale uno.Non basta glissare come fa un Grillo azzoppato siamo di meno, ma saremo più coesi e liberi.

 

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Scritto da su feb 27 2014. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

1 Commento per “Grillo : la rivoluzione si è fermata, inizia la fronda”

  1. Ho votato e fatto votare M5s alle regionali e alle nazionali….non lo farò più per tre ordini di motivi:
    1- il Mov5stelle è favorevole alla chiusura dei C.I.E. e allo ”ius soli”e quindi contro l’integrità dell’identità nazionale;
    2-ha votato a favore della legge contro l’omofobia e quindi contro la famiglia tradizionale;
    3-è privo di un progetto politico strutturato.

    Attualmente soltanto tre movimenti hanno idee chiare per la risoluzione dei problemi e delle emergenze nazionali:la Lega nord,CasaPound e Forza Nuova.

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