Si vis pacem,para bellum
ARCHIVIO ARTICOLI, COSTUME E SOCIETA', PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO giovedì, agosto 21st, 2014
Oggi la Regione Siciliana dal punto di vista politico sembra proprio arrivata al capolinea.Un processo che nel corso degli anni è stato costante ma negli ultimi lustri si è accelerato e con il Governo Crocetta si è solo conclamato.Dello Statuto e dell’Autonomia è rimasto ben poco, una regione che è screditata da tutti, dallo Stato centrale, dall’Europa, dai leghisti, dagli stessi poveri disperati che attraversando il canale di Sicilia, se riescono a toccare la terra sicula, la vedono come terra di passaggio,ma un’altra mazzata in fatto di credibilità ormai l’hanno data alle Istituzioni regionali i cittadini residenti nell’isola: in pochi votano e in tanti scappano.Il perché ? Presto detto- abbiamo una classe politica regionale scarsa, che giorno dopo giorno non fa altro che disastri, lotte intestine, scalate al vertice ma non si assume nessuna responsabilità, sfrutta la clava della demagogia e dell’auto adulazione e non produce in termini politico-economici un fico secco.Negli ultimi due anni, forse meno, Crocetta e il suo governo di tecnici o para tecnici, non ne hanno azzeccata una, nessuna programmazione, nessun rilancio economico, richiami da tutte le parti.Una legislatura partita con grandi propositi, ma naufragata subito, pochissima collaborazione nella maggioranza, guerra tra bande e correnti,frammentazione politica e assembleare.Il “divide et impera” forse funziona, per tirare avanti la carretta, ma più passano i giorni, le settimane e i mesi e più si acuisce questo senso di malgoverno.Un Governo che vive di finanziarie, sembra la legislatura trimestrale, finanziarie, poi bis, tris e forse quater e i conti non tornano mai, anzi il Commissario dello Stato è pronto a segare provvedimenti che o sono disarmonici o non hanno copertura finanziaria o ledono principi di costituzionalità.Anzi è il momento di massima attenzione di inciuci di Palazzo dove si parte con una finanziaria governativa e poi in Assemblea trasversalmente si trova il modo di ribaltare i provvedimenti per favorire questo o quell’altro parlamentare che spesso agiscono solo per curare le loro piccole clientele e interessi personali o del territorio.La sanità è una polveriera, il nuovismo propugnato da Crocetta e la Borsellino hanno portato a ricorsi, revoche di manager, procedure talmente farraginose che neanche i caschi blu dell’Onu capirebbero qualcosa.Il comparto spazzatura e acqua assume sempre dei connotati particolari in Sicilia, diventano dei centri di costo e clientele dove è quasi assente la responsabilità.Poi su forestali, formazione professionale e partecipate regionali, si è solo parlato di riforme epocali, ma da tecnici in Giunta anche su questo ci sono parecchi dubbi, e dal Governatore si aspettavano riforme praticabili e precise, invece al netto degli scandali, sperando che qualcuno pagherà, si sono registrate azioni di pulizia etnica, dei lavoratori sono stati licenziati o messi all’angolo sotto la falsa illusione della rivoluzione, ma quale Robespierre ? qui si sono visti solo i tagliatori di teste, peccato che in questa sorta di guerra tra primo stato e il popolino, i morti e i feriti si sono registrati a senso unico.Poi c’è il capitolo burocrazia regionale, pinque, pletorica, inconcludente, se ci sono duemila dirigenti, capidipartimento, dirigenti di servizi, aree, unità operative, si dovrebbero portare a casa i risultati, bene da noi si lavora solo per conservare le rendite posizione, non per efficientare l’amministrazione e i servizi al cittadino.Ricordate gli esodi dei lavoratori nel dipartimento formazione e territorio ambiente, se prima c’erano i delinquenti, adesso c’è un coacervo di inefficienza.Per non parlare del flop del Piano Giovani, se fosse successo nel settore della formazione professionale si sarebbe parlato dei soliti cialtroni, invece come in un film di Pietro Germi, qui si cerca di giocare come al solito a scaricabarile, tutti accusano il vicino di banco.I politici, vedi gli Assessori Scilabra e Bruno, accusano il Dirigente generale Corsello, e in un gioco interminabile ognuno scarica sull’altro criticità ed inefficienza.Ormai a parte la legge 10/91 sulla gestione e l’autonomia degli atti amministrativi dei dirigenti, politica e burocrazia messi assieme combinano solo disastri, purtroppo le conseguenze sono amarissime per chi spera dopo anni e anni di iscrizione nei centri per l’impiego, un altro capitolo in salsa siciliana: 4 mila dipendenti, 65 centri dislocati in tutta la regione che non riescono a dare risposte all’incrocio tra domanda e offerta, chi pagherà per tutto questo ? I Siciliani sono stanchi di essere considerati una regione a “Statuto Speciale”, perché ormai la specialità è simbolo di morte sociale ed economica.
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