La recita del Rosario è finita: tra Crocetta e Pd volano gli stracci
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO lunedì, settembre 1st, 2014Più che una lotta per le problematiche dei siciliani, tra Crocetta e il Pd stanno volando parole e stracci.
Il governo del forse, come l’ha definito qualcuno, si trova imbrigliato, il Pd con i cuperliani e anche gli altri alleati Art. 4 con Lino Leanza, il Pdr di Cardinale e anche un guardingo Udc con D’Alia cominciano a stancarsi degli isterismi del frizzante Presidente della Regione Crocetta.
L’oggetto del contendere: una fase nuova nell’azione di governo e gli strumenti del potere, gli assessori vanno cambiati, dichiara Raciti, molti di loro, Scilabra in testa rispondono alle logiche del governatore e Lumia, nessuna condivisione con il partito.
Rispondono i renziani: azzeriamo anche le Presidenze delle commissioni in mano ai cuperliani (Cracolici,Marziano, Di Giacomo), mettiamo pure sul piatto la vicepresidenza dell’Ars dopo le dimissioni di Pogliese.
Insomma uno spettacolo poco edificante, sembra che Piano Giovani, problemi sanitari, burocratici e progettualità contano nulla rispetto alla molla dolce della poltrona.
Crocetta sta dimostrando che nel teatrino della politica ci sia entrato pesantemente, altro che innovazione, rivoluzione e colpi di reni, qui sta crollando tutto.
La guerra delle correnti e degli apparati nel Partito Democratico sta distruggendo la serenità del popolo siciliano, tutti questi emirati non riescono a fondersi, anzi hanno creato una faglia prossima al big bang.
E non è che gli altri alleati, vedi Art. 4 con Leanza che con un riciclo instancabile è diventato il secondo partito di maggioranza, sono molto sereni tutti vogliono più visibilità, alias poltrone.
Cardinale con uno sconosciuto deputato messinese Marcello Greco ha attaccato pesantemente la Scilabra con tono perentorio per le incapacità nel gestire la formazione professionale da parte dell’Assessore in carica che ha gridato a squarcia gola sono disoccupata, qualcuno direbbe si cerchi un lavoro allora.
L’Udc ormai non sa più con chi è, D’Alia ha perso mezzo partito e quello che gli è rimasto non fa salti di gioia a dare il lasciapassare sic et simpliciter a Crocetta.
A questo punto sul banco degli imputati sale direttamente lui, il Governatore che ormai ha finito di recitare il Rosario dei proclami e della moralità, questo modo di governare non produce alcun giovamento alle nuove generazioni isolane, qualcuno parla di scene da prima repubblica, con vizi e immoralità ormai manifeste.
Perciò o governo politico, religioso, integralista diamo un segnale concreto a chi è stanco di sentire liti, offese e poi il nulla.
Qui si perdono i posti di lavoro, ma si rivendicano le poltrone e le prebende per la ricerca della visibilità e del potere.
Non abbiamo parlato delle opposizioni perché in Sicilia può darsi che domani diventino maggioranza, il Gattopardo non l’hanno scritto mica in Germania.
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Mandiamoli tutti a casa, altro che governo della rivoluzione. Sta causando in Sicilia la rivoluzione popolare nei confronti di tutto il governo e i parlamentari. Scapperete come successe a cu piglia un turcu è so
Bravo Antonello
Articolo lucido e realista che non ha bisogno di altri commenti. Mette in luce la manifesta incapacità di chi governa nel realizzare una politica per il popolo siciliano. Non siamo più neanche alla frutta, quella era stata servita dal governo Lombardo dove il PD non lo dimentichiamo era componente del governo.
……………ma quale frutta……e frutta!!!!!
Il popolo siciliano è……..alla……FAME!!!!!
Alla fame più nera!!!!!
Non pensate solo ai VOSTRI SCRANNI!!!!!