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Larghe intese e Larghi interessi per il bene della città

alfano

 

L’estate, si sa, è una stagione calda dove la gente tende a rilassarsi, a liberarsi dallo stress quotidiano, a far trascorrere il tempo con più dolcezza.

Non è così per i politici agrigentini, durante l’anno si concentrano nei palazzi istituzionali (dicono loro) a fare il bene delle Istituzioni e dare risposte a grosse fette della società, attraverso i ruoli che ricoprono da Roma in giù, e allora una sfilza di comunicati: ho fatto questo e altro, lodi, lodi al capo corrente di turno e fotografano la realtà il più delle volte in maniera contraria al pensiero e  all’umore della gente.

Nell’ultimo mese, sarà un caso, ci sono profumi di elezioni in città, non una comunità qualunque, ma un capoluogo di provincia: Agrigento, anche se spesso vituperata è Patrimonio Unesco, un riconoscimento di cui poche realtà del Mezzogiorno possono fregiarsi.

Ed ecco come per incanto che la classe politica comincia ad esternare, a parlare tra le righe: politichese, messaggi subliminali, grandi intese che comunque dalle nostre parti si associano anche con la parola interesse.

In poche parole fino a qualche mese fa tutti volevano non amministrarla più Agrigento, Zambuto sognava i comodi banchi europei, anzi si esercitava dall’inglese al cinese, che comunque rimarranno nel suo background culturale, forse con le dimissioni si è rasserenato, si parlava solo di polemiche, veleni e tasse, gruppi che si fronteggiavano a colpi di battute al vetriolo che spesso uscivano dai canoni del politically correct.

Oggi comincia a delinearsi che dietro le presunte parole distensive, tra i Di Mauro, Capodicasa per dir la verità  poco ciarliero e i Macedonio e i Gallo c’è una distanza siderale.

Al di là del linguaggio paludato della politica e dei politici, ci sono due visioni a confronto, una quella del giovane Roberto da qualche lustro alla ribalta della politica locale e regionale, che vuole fagocitare tutto nell’alveo della politica, in sostanza alt alla società civile, il primo cittadino deve essere colorato politicamente e scelto seguendo un metodo della collaborazione ma che viene dalle intese dei partiti, strano che ufficialmente anche se capogruppo del defunto Mpa alla regione siciliana, lo si vede sempre più impegnato a cercare spazi con l’Ncd. L’altro, Macedonio anche lui comunque non un politico di primo pelo, per la verità i due, dal ’90 al 92’ furono Sindaco e Vice in una stagione che portò altri veleni e strascichi a catena, rompe gli indugi e si trasforma in colomba a condizione che la politica navigata e i partiti facciano un passo indietro, troviamo il Sindaco nel cuore della società civile che sia una figura che include e abbia competenze amministrative.

Quasi una sorta di super manager, una persona e una figura che possa amministrare senza alcun condizionamento dall’alto, portarlo alla vittoria e farlo operare in trincea in piena autonomia, non etero diretto e soffocato dalla deputazione nazionale e regionale.

Secondo noi forse la politica e i politici non hanno ancora ben compreso una cosa: rischiano di isolarsi da soli, il Sindaco fino a prova contraria lo eleggono i cittadini e per essere credibili dovrebbero portare prima un programma chiaro, con titoli, contenuti e tempi di realizzazione e poi individuare l’identikit vincente, questa si chiama politica per il territorio o confronto alla pari con cittadini e elettori.

Le formule larghe intese, o giunta di salute pubblica servono solo da spot, oggi non abbocca più nessuno.

Forse gli stessi parlamentari per una volta potrebbero fare un passo indietro, un candidato Sindaco libero e loro stessi in campo: (Di Mauro, Gallo, Cimino,Fontana,Capodicasa e la Iacono) ma stavolta da numeri due, in questo caso se provassero a condizionare il primo cittadino, quest’ultimo avrebbe una possibilità che non è mai capitata a nessuno: licenziarli in tronco tutti senza giusta causa o giustificato motivo, come direbbe Alfano: ad Agrigento si aprirebbe il vento delle riforme e del futuro.

 

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Scritto da su set 1 2014. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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