A Firetto non piace Alfano, ma …..Passera
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO giovedì, settembre 18th, 2014
Ormai la macchina è partita, siamo già in campagna elettorale per le prossime amministrative in Sicilia.
Il fatto che la Giunta di Governo abbia spostato la data del voto nella primavera 2015 cambia poco.
Agrigento, che sarà un comune interessato al voto e per ora sotto commissariamento, registra da subito un pullulare di candidati.
Già tre si sono esposti e hanno già detto apertis verbis che loro saranno della partita a prescindere da tutto.
E’ esplosa quasi inaspettata in città la voglia di tanti di smarcarsi dai partiti magari a differenza del primo Zambuto, di non criticarli aspramente ma prendere decisamente le distanze.
Di Rosa, consigliere indipendente, dopo un passato a dir poco burrascoso con i partiti e la deputazione, propone un taglio popolare, per dare una svolta all’asfittica situazione politico-amministrativa.
Lo stesso dicasi per Cirino, anche lui un passato nei partiti che con gradualità l’hanno portato a seguire un percorso di civismo e dei movimenti di base.
Lo stesso si può dire per candidato l’Avvocato Campo, un uomo di centrosinistra, ha avuto nel ’96 un’esperienza alle regionali con Rinnovamento Italiano e Lamberto Dini, senza riuscire però a varcare Sala D’Ercole.
Adesso sembra che anche Lillo Firetto non si accontenti più delle doppia poltrona, Sindaco di Porto Empedocle e deputato regionale, per puntare decisamente alla poltrona di primo cittadino nella città dei templi.
A quanto pare dopo ormai la rottura con l’Udc si è dimesso da capogruppo all’Ars e i rapporti con il segretario Gianpiero D’Alia sono deteriorati definitivamente, e ormai sta intraprendendo anche lui la linea delle liste civiche.
Firetto dopo aver consultato la base e fatto i primi sondaggi che non hanno dato i risultati sperati su un asse Alfano-Di Mauro, che non godono di grande stima e consenso in città, sta pensando di cambiare strategia e sfruttare la popolarità di Sindaco chiavi in mano, per la facilità con cui taglia nastri e inaugura ville, piazze e opere pubbliche.
Però in questa avventura sembra che stia stringendo un patto d’acciaio con Corrado Passera e la nascente Italia Unica,per trovare sponde in un nuovo progetto di un centrodestra oggi orfano di leader e ridotto a un centrino senza la presenza di Berlusconi.
Se così fosse, per lui si aprirebbe un’altra stagione, qualcuno potrebbe pensare che sia un’alleanza che unisce i poteri forti, Firetto ha spirito imprenditoriale, Passera è stato tutto: banchiere, amministratore delegato delle Poste, Ministro dello sviluppo economico con Monti e rassemblement tra alta finanza e politica.
Un progetto che forse vedrà il rigassificatore come primo punto, ad oggi manca solo il nulla osta del Ministero dello Sviluppo economico, per dare l’ok definitivo all’opera.
E’ chiaro che in un referendum consultivo 6 mila agrigentini hanno detto no all’opera fortemente sostenuta dall’Enel.
A questo punto molti rappresentanti dei partiti e la storica deputazione agrigentina a Roma e Palermo, a parte le divergenze sulle alleanze, si stanno accapigliando in una serie di polemiche, i rapporti tra Gallo e Di Mauro sono ai minimi termini, il Ncd e Alfano sono impegnati ancora in beghe romane e palermitane che più di larghe intese cominciano a sapere di consociativismo.
Che dire? stiamo entrando in autunno ma per gli agrigentini la primavera è più vicina di quanto appare, e la gente comincia ad avere spirito critico e a ragionare con distacco dai vecchi apparati.
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