Dalle liti alle riforme, il Passio della rivoluzione Crocettiana
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Forse finalmente ci sarà qualcosa di nuovo per i siciliani ?
Staremo a vedere, dopo quasi di due anni di un governo presunto rivoluzionario, ma che in realtà ha affamato quasi tutti: lavoratori, precari, stagionali, settimanali e lavoratori ad ore, adesso dalle liti politiche ormai alla degenerazione e al degrado si passa alle riforme.
Belle iniziative le riforme. E che saranno mai ? Anche perché le riforme in Sicilia, Regione a statuto speciale, hanno creato solo sconquassi e lo tsunami di un sistema finora affaristico, clientelare, spendaccione con punte di vetero-assistenzialismo che è crollato al primo volgere del vento.
Ricordate i forestali con la legge dell’Assessore regionale Pippo Aleppo? parliamo dei primissimi anni 80’. L’idea era bella: efficientare l’isola con uomini che si occupano della tutela del patrimonio boschivo. Sappiamo tutti come è finita, oggi 27 mila forestali: tra i pochi fortunati qualcuno anche a tempo indeterminato. Ma si tratta di una minoranza; la pletora dei lavoratori sono solo stagionali: i 171,151,101, 78 e 51 andate a spiegare a Junker cosa significa.
Morale della favola neanche con i fondi europei si riescono a salvare.
Per non parlare della macchina burocratica siciliana, la più grande azienda pubblica del mondo. Ventimila dipendenti a tempo indeterminato, molti di loro figli di leggi vergogna sull’occupazione giovanile, o leggi che creavano bacini come gli Lsu o gli Lpu, che a Bolzano non sanno cosa siano, e che con un’azione prettamente politico-clientelare del Governo Lombardo sono stati stabilizzati nel 2011, con prove di esami che lasciano basiti ,( come si invia un fax o forse una mail), è evidente che non ce l’abbiamo con questi lavoratori ma con il sistema. Ma questi sono riusciti a realizzare il sogno di ogni siciliano sono diventati figli di una Mamma accogliente, la Regione Siciliana, stipendio assicurato per tutta la vita e pensione certa.
Perché dobbiamo dire la verità, tantissimi dirigenti regionali e anche apicali sono frutto di queste leggi.
Addirittura abbiamo dirigenti che riescono a fare cose che neanche a San Bernardino nella patria dell’Hi-tech riuscirebbero a fare, vedi Cartabellotta, la Corsello, la Monterosso e tanti altri che sono deputati a svolgere nell’arco di una giornata mille cose,sono a capo di due dipartimenti o anche di più , sono commissari nei comuni, o come l’ex dirigente Anna Rosa Corsello anche commissario liquidatore, ammazza quanto sono bravi, eppure c’è il decreto 39 del maggio 2013 che a Roma dice altro.
Poi quello che accade in Sicilia è a dir poco incredibile. Con il ruolo unico dei dirigenti, un laureato in scienze agrarie dirige un dipartimento al lavoro, un ingegnere dirige i beni culturali e un Assessore che non riesce a laurearsi a 30 anni parla finora tanto di rivoluzione epocale della formazione professionale, peccato che forse non lo sa, 4 mila lavoratori sono stati licenziati, e in commissione lavoro hanno dato le linee guida a questo governo di sanare pure gli assunti post.2008, alla faccia della legalità.
A proposito della formazione professionale domani presenteranno la riforma in Giunta, ci piacerebbe capire quale riforma e quali sono gli obiettivi immeditati, qui la gente muore di fame, non è che poi vedrà la luce con il passaggio all’Ars quando non sarà rimasto nulla neanche l’ultimo samurai che crede di lavorare ancora con la legge regionale 24/76.
Sulle province e i nuovi consorzi dei comuni siamo più fermi di una tartaruga, l’unica cosa che è visibile da parte di questo governo è che furbescamente attua nuove assunzioni con la scusa che con l’interpello non ci sono figure specializzate o non risponde nessuno. Strano che su 20 mila lavoratori non ci sia nessuno che ha dei curricula congrui o si possa imporre l’incarico con la mobilità obbligatoria. Infatti si assume con l’assistenza tecnica dei fondi chiamati Piano operativo regionale, ed ecco saltare agli occhi contratti corposi a tanti bravi e fortunati che sfiorano i 400 euro giornalieri per dedicarsi al controllo e alla rendicontazione di progetti e finanziamenti, peccato che molti soldi tornano a Bruxelles per manifesta incapacità a spenderli.
Non parliamo poi di turismo, agricoltura e industria, risultati che ci fanno apparire la pappamolla in Europa.
Infine sui capitani coraggiosi, gli imprenditori e la Confindustria,accusano sempre gli altri di parassitismo e logiche clientelari. Spieghino loro quali riforme vogliono e la finiscano di parlare di capitalismo con i soldi pubblici.
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Bravo, ancora una volta una lucida e puntuale disamina della situazione, vediamo questi soggetti che cosa propinano alla massa, chissà che dalla macelleria sociale riescano ad ottenere tritato sociale di I taglio.
Lucida e veritiera analisi politico amministrativa… Peccato che nessuno si faccia sentire in modo consistente contro questo status quo. Per mia onestà politica ed intellettuale mi chiedo anche cosa stiano facendo i deputati regionali, maggioranza ed opposizione… Come al solito prima dei due anni e mezzo di legislatura, dopo i quali si matura la pensioncina, nessuno parlerà seriamente di mozione di sfiducia… Chissà chi riuscirà a sopravvivere al disastro…