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Per non dimenticare: è passato un anno da una tragedia che ha cambiato il volto del Mediterraneo

 

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E’ passato un anno da una tragedia, quella a pochi metri dalla riva di Lampedusa, 368 morti, quasi tutti africani: eritrei , somali e di altri paesi di zone dove la fa da padrone la guerra civile ed economica.

 L’Europa, il mondo, il Mediterraneo è rimasto attonito, vedere dei corpi galleggiare, i lampedusani farsi in quattro per salvare vite umane e bambini.

 Infrangere anche regolamenti e leggi a dir poco folli,il lavoro instancabile di esercito, marina militare, capitaneria, uomini civili e graduati prodigarsi per strappare alla morte un profugo, una x che ha attraversato il canale di Sicilia, come quando si lancia una monetina.In meno di vent’anni circa 7064 morti e  i dispersi che ancora oggi non possono essere quantizzati. Per non parlare di quante vite sono state inghiottite dal Mediterraneo definito purtroppo il grande cimitero liquido del pianeta.  Andiamo ora alle cause: Mare Nostrum, la missione militare straordinaria di accoglienza che dal 18 ottobre 2013 ha certamente salvato tantissime vite umane ma non è più bastevole.Con il pattugliamento delle navi della marina militare si è garantito la salvaguardia della vita in mare e si è intensificata la caccia agli scafisti e a chi lucra sul traffico dei migranti.

Purtroppo i morti e i viaggi della morte sono continuati comunque anche oggi a un anno da questa immane tragedia, c’è il solito bollettino da guerra, dei morti accertati vicino le coste libiche e altri migranti soccorsi a poche miglia da Lampedusa.Sì, proprio Lampedusa e i Lampedusani, che hanno fatto dell’accoglienza e della tolleranza un credo, un dovere, una missione.

A distanza di un anno una delle immagini più belle è stato vedere gli abbracci tra i sopravvissuti e i lampedusani, gli ultimi hanno salvato i primi, sono dei gesti e dei momenti che possono essere più che raccontati, immortalati da una foto.Belle le parole di molti profughi, io il 3 ottobre è come se fossi nato nuovamente non trovo parole adeguate per ringraziare militari e civili in un’opera senza soluzione di continuità per recuperare dal mare una vita.

Leggevamo che l’anno scorso una sopravissuta ha partorito quell’infausto giorno una nuova vita, bisogna sollecitare le Istituzioni a fare di più.Oggi nella giornata della memoria i fischi al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz sono uno schiaffo all’euroburocrazia, ai colletti bianchi che guardano in maniera certosina ai parametri del 3%, a regolamenti schizofrenici e fanno ancora troppo poco per combattere e trovare le soluzioni affinchè il Mediterraneo torni ad essere Nostrum,inteso come Europa e non demandare solo all’Italia di presidiare le coste.

Adesso vedremo cosa succederà con Frontex Plus un programma straordinario di controllo dei flussi migratori che ha lo scopo di porre freno all’immigrazione clandestina, questa volta l’operazione è sotto l’egida dell’Europa.

Speriamo che finalmente le penne grigie degli ovattati palazzi franco-belgi si sveglino realmente.  Noi vorremmo scrivere che il Mediterraneo è il cuore dell’Europa, che i traffici commerciali, economici e umani si svolgono nella legalità , sicurezza e cooperazione internazionale.

Papa Francesco è stato a Lampedusa per la sua prima visita pastorale. Speriamo che Lampedusa sia l’isola non solo dell’accoglienza ma la vera porta d’ingresso al vecchio continente che guardi più agli interessi e allo sviluppo dei popoli e non al deficit e allo spread economico, umanizzare la politica significa unire i popoli.  Sarebbe la più bella innovazione in mezzo a tanto conservatorismo.

 

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Scritto da su ott 3 2014. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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