Dal Patto del Nazareno al Patto per il territorio e il Pd ad Agrigento è molto “Afflitto”
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO lunedì, marzo 23rd, 2015Negli ultimi venti giorni Agrigento è diventato un terreno di scontro politico, molti politici hanno cercato di afferrare Sagunto, alla fine al termine delle primarie più strane degli ultimi anni nel panorama politico forse si sono rasserenati un attimo.Piaccia o no, ad Agrigento l’esperimento primarie borderline ha avuto un esito e un vincitore assoluto: Silvio Alessi.L’imprenditore- Presidente dell’Akragas che sembra in un momento di grazia,si trova catapultato a correre per la carica di primo cittadino, attenzione ha vinto le primarie non le elezioni cosa che deve essere sottolineata.I risultati hanno dato un segnale anche a chi ha parlato come Firetto di primarie farsa, 4061 cittadini si sono registrati ed hanno votato, pertanto comunque una porzione della popolazione ha dato un voto e si è espressa su Alessi al netto di tutte le incongruenze di questa coalizione, Agrigento 2020, dove c’è tanto centrodestra e poca sinistra.Dalle dichiarazioni di prima mano tra i contraenti c’è entusiasmo, grande vittoria, grande risultato etc.Ma il risultato delle primarie va letto attentamente e i numeri hanno bocciato il partito di Renzi che ad Agrigento è lontano dalle cifre del resto d’Italia,il segretario provinciale Zambito, i cuperliani di Capodicasa, i renziani di nuovo conio come Zambuto, assoluto spettatore non pagante della competizione, non possono dire che con il 19% abbiano dato con Bellini una prova di carattere, ma tutt’altro.Se Alessi sponsorizzato dal Patto per il Territorio come hanno precisato Raciti, Crocetta e altri e non da Forza Italia, ha vinto a mani basse allora i vari Raciti, Crocetta e altri o fanno finta di niente o non capiscono di politica, il Pd ad Agrigento è in uno stato comatoso.L’altro risultato è che l’On. Riccardo Gallo se pur criticato dal partito regionale e nazionale, ha dimostrato che i voti sul territorio hanno un riferimento e un nome e cognome, senza il peso elettorale del Gallo anche il partito azzurro ufficiale è “afflitto”.Adesso si dovrà capire cosa faranno i partiti di riferimento Pd e Forza Italia per Agrigento, le primarie hanno messo in evidenza comunque tutta la crisi dei partiti e della base.Raciti e la segreteria regionale avranno molto da discutere con i vertici provinciali sul caso Agrigento, e anche il coordinamento regionale di Forza Italia dovrà fare un’analisi attenta, perché Gallo può essere politicamente attaccato da Gibiino e altri, ma elettoralmente senza di lui Forza Italia in città non esiste.Non è fantapolitica se la coalizione Agrigento 2020 potrebbe perdere Pd e Megafono e agganciare invece Forza Italia. E rendere il progetto e la coalizione più appettibile, forse pure Alfano potrebbe essere attirato dal progetto visto che con Firetto l’idillio tarda a sbocciare.Anche per i buoni rapporti tra Alessi e lo stesso Ministro Alfano che ha dato un segnale una volta tanto vero trovando l’enel come sponsor della squadra e del progetto che sta riportando l’Akragas nel calcio che conta.Una cosa si è capita crisi, non crisi e malesseri, Agrigento non è una città di sinistra, come dimostrano anche le primarie che vedono l’affermazione di candidati tendenzialmente di centrodestra.Alessi non avrà tessere di partito ma certamente non ha idee e storie molto a sinistra, è un imprenditore, è un passionale, ora dovrà dimostrare se è anche un ottimo amministratore, il banco di prova sarà il prosieguo di questa campagna elettorale che comunque lo vedrà protagonista per dare uno scossone a una comune che oggi langue ed ha bisogno di Sindaci che sappiano amministrare,gestire e rilanciare un ente locale fortemente deficitario.Per questo gli agrigentini a maggio dovranno essere attenti e oculati a chi affidare una macchina che oggi è sconquassata da più parti.Il Patto del Nazareno è durato meno di un anno con Renzi e Berlusconi che dovevano salvare l’Italia, Agrigento 2020 rischia di durare meno di tre mesi, ma almeno speriamo che Agrigento si possa rilanciare e possa avere un governo serio e duraturo.
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Complimenti Direttore! Un’altra analisi lucida sulla politica agrigentina. Daniele Re